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L’ebbrezza del ciuffo di Spalletti

L'abbraccio tra Spalletti e Thuram 

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La rubrica “Schermaglie”
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A fine partita Luciano Spalletti era finalmente euforico. Inoltre era il suo compleanno: e ha deciso di lasciarsi andare. Ha dato interviste a Sky, Dazn, alla Rai, alle radio e in conferenza stampa ai giornali. E a tutti, ma proprio tutti, ha raccontato la gag dell’abbraccio intenso con Thuram: “Volevo intrufolarmi sotto i suoi capelli e riprovare anch’io l’ebbrezza del ciuffo”.

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Una vera festa di popolo al Maradona quando è sbucato Sal Da Vinci e nel tripudio collettivo ha offerto a tutto lo stadio la canzone vincitrice di Sanremo. L’effetto è stato notevolissimo. In tanti però continuano a pensare che la vittoria al festival l’avrebbe meritata il giovane Sayf. Che però è di Rapallo. E tocca riconoscere che una sua eventuale esibizione sabato prima di Borgo Rapallo-Polisportiva Pieve Ligure, Prima categoria girone C, non avrebbe avuto lo stesso effetto. Comunque i padroni di casa hanno regolato per 2-1 la coriacea squadra avversaria.

A fine partita Luciano Spalletti era finalmente euforico. Inoltre era il suo compleanno: e ha deciso di lasciarsi andare. Ha dato interviste a Sky, Dazn, alla Rai, alle radio e in conferenza stampa ai giornali. E a tutti, ma proprio tutti, ha raccontato la gag dell’abbraccio intenso con Thuram: “Volevo intrufolarmi sotto i suoi capelli e riprovare anch’io l’ebbrezza del ciuffo”.

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Una vera festa di popolo al Maradona quando è sbucato Sal Da Vinci e nel tripudio collettivo ha offerto a tutto lo stadio la canzone vincitrice di Sanremo. L’effetto è stato notevolissimo. In tanti però continuano a pensare che la vittoria al festival l’avrebbe meritata il giovane Sayf. Che però è di Rapallo. E tocca riconoscere che una sua eventuale esibizione sabato prima di Borgo Rapallo-Polisportiva Pieve Ligure, Prima categoria girone C, non avrebbe avuto lo stesso effetto. Comunque i padroni di casa hanno regolato per 2-1 la coriacea squadra avversaria.

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Giornata internazionale della donna, il problema più intricato di gender gap nel calcio è sempre quello della Nazionale femminile. Nella quale, dopo qualche polemica, si è deciso di adottare il protocollo del lessico al femminile. Per cui nelle interviste il ct azzurro, l’arcigno maschio Soncin, dice: “Siamo molto focalizzate sulla nostra prestazione”.

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È successo un po’ di nascosto, lo ha fatto solo nel pre-partita di Atalanta-Udinese, si suppone che non ci fosse un pubblico foltissimo. Ma possiamo testimoniare che Runjaic ha risposto per la prima volta in italiano a un’intervista intera.

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Carrarese-Catanzaro, finale di gara, rigore per gli ospiti. L’arbitro raccomanda ai giocatori di restare fuori area. Quando parte il tiro, parato, sono già entrati in area tre difensori e uno di questi allontana il pallone. Ripetizione sacrosanta, e gol. Siccome c’è Rocchi, capo degli arbitri, in tribuna, alcuni facinorosi tentano di assalirlo. Il problema non è il Var, il problema è che bisognerebbe darne uno a ogni spettatore.

Il designatore degli arbitri di calcio Rocchi contestato a Carrara, lascia la tribuna scortato

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Nicolò Zaniolo si trascina appresso una fama che contempla una certa inaffidabilità caratteriale e toni e modi assai frizzanti. Ora a Udine si sta ricomponendo, gioca all’altezza e ha la Nazionale nel mirino. L’altro giorno è passata su Dazn una sua intervista nella quale risultava talmente pacato e ragionevole da sembrare Carlo Conti quando gli fanno domande insidiose.

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“Vi dico una cosa: Federico Gatti non è nuovo a questi gol vincenti nel recupero. Mi ricordo una volta, ero in trasmissione e Gatti aveva da poco vinto la partita segnando un gol al 94’. E indovinate che titolo ho fatto? 94 Gatti!”. (Marco Mazzocchi, Il Processo al 90°, Raidue).

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