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Leone XIV ai campioni olimpici e paralimpici: “In tempi di guerra siete esempio di incontro”

Vatican Media 

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In Vaticano dopo i Giochi di Milano/Cortina e l’incontro con Mattarella al Quirinale: “Lo sport è un laboratorio di umanità riconciliata, si può perdere senza perdere se stessi. Ma evitate le tentazioni, dal doping al profitto”
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Nell’attuale frangente segnato da “guerre devastanti” lo sport diventa “uno spazio di incontro”: lo ha detto papa Leone XIV ricevendo in Vaticano i campioni olimpici e paraolimpici di ritorno dai giochi di Milano-Cortina.

Nella sala Clementina

In prima fila vi erano tra gli altri Federica Brignone, Arianna Fontana, Davide Giotto, Francesca Lollobrigida, Michela Moioli, Federico Pellegrino. Nella sala Clementina del Palazzo apostolico erano presenti anche Luciano Buonfiglio, presidente del Coni, Marco Giunio De Sanctis, presidente del comitato paralimpico, il ministro Andrea Abodi, il presidente della regione Veneto Luca Zaia, il presidente della regione Lombardia Attilio Fontana, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, Giovanni Malagò, presidente della fondazione Milano-Cortina, nonché il cardinale José Tolentino de Mendonca, prefetto del dicastero vaticano per la Cultura e l’educazione.

Uno spazio di incontro

“Nel tempo attuale, così segnato da polarizzazioni, rivalità e conflitti che sf…

Nell’attuale frangente segnato da “guerre devastanti” lo sport diventa “uno spazio di incontro”: lo ha detto papa Leone XIV ricevendo in Vaticano i campioni olimpici e paraolimpici di ritorno dai giochi di Milano-Cortina.

Nella sala Clementina

In prima fila vi erano tra gli altri Federica Brignone, Arianna Fontana, Davide Giotto, Francesca Lollobrigida, Michela Moioli, Federico Pellegrino. Nella sala Clementina del Palazzo apostolico erano presenti anche Luciano Buonfiglio, presidente del Coni, Marco Giunio De Sanctis, presidente del comitato paralimpico, il ministro Andrea Abodi, il presidente della regione Veneto Luca Zaia, il presidente della regione Lombardia Attilio Fontana, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, Giovanni Malagò, presidente della fondazione Milano-Cortina, nonché il cardinale José Tolentino de Mendonca, prefetto del dicastero vaticano per la Cultura e l’educazione.

Uno spazio di incontro

“Nel tempo attuale, così segnato da polarizzazioni, rivalità e conflitti che sfociano in guerre devastanti, il vostro impegno assume un valore ancora maggiore”, ha detto il Papa: “Lo sport può e deve diventare davvero uno spazio di incontro! Non un’esibizione di forza, ma un esercizio di relazione. Ho voluto ricordare, in occasione di questi Giochi, il valore della tregua olimpica. Voi, con la vostra presenza, avete reso visibile questa possibilità di pace come una profezia niente affatto retorica: spezzare la logica della violenza per promuovere quella dell’incontro. Al contempo”, ha proseguito Prevost, “sappiamo bene che lo sport porta con sé anche delle tentazioni: quella della prestazione a ogni costo, che può condurre fino al doping. Quella del profitto, che trasforma il gioco in mercato e lo sportivo in divo. Quella della spettacolarizzazione, che riduce l’atleta a un’immagine o a un numero. Contro queste derive, la vostra testimonianza è essenziale”.

Laboratorio di umanità

“Cari atleti”, ha detto ancora il Papa, “voi siete stati testimoni di un modo onesto e bello di abitare il mondo. Portate l’idea che si possa gareggiare senza odiarsi. Che si possa vincere senza umiliare. Che si possa perdere senza perdere sé stessi. E questo vale anche oltre lo sport. Vale nella vita sociale, nella politica, nelle relazioni tra i popoli. Perché lo sport, se vissuto bene, diventa un laboratorio di umanità riconciliata, dove la diversità non è una minaccia, ma una ricchezza”.

La croce degli sportivi

Gli atleti olimpici e paralimpici ieri sono stati ricevuti dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale per una cerimonia di restituzione della bandiera italiana.

All’udienza del Papa era presente la “croce degli sportivi” che dai Giochi di Londra 2012 a quelli di Milano-Cortina “raccoglie preghiere, attese e speranze, paure e sofferenze delle donne e degli uomini che, a ogni età, condividono le loro esperienze sportive”, ha notato il Papa. “Davanti a questo supremo ed essenziale segno di dedizione, rinnoviamo il desiderio di dare il nostro meglio, insieme, in ogni attività. Cari atleti”, ha concluso il Papa, “ringrazio tutti voi per il vostro impegno. Prego che Gesù Cristo, il ‘vero atleta di Dio’ – ha detto citando Giovanni Paolo II – ispiri a ciascuno sfide sempre più virtuose e doni la forza per viverle con passione. Mentre vi accompagno con la mia benedizione, vi affido una missione: continuare a far sì che la persona rimanga al centro dello sport in tutte le sue espressioni”.

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