Roland Garros, Sinner cavalca la protesta: “Serve rispetto. Non è solo questione di premi”
di Massimo CalandriÈ stato di parola. «Me ne vado via, lontano da tutto e da tutti. Niente tennis, saranno tre giorni di riposo assoluto con la mia famiglia»: era domenica sera, nella sala stampa del Foro Italico, celebrando la vittoria con Ruud. Oggi Jannik Sinner ha fatto capolino al Roland Garros verso le tre del pomeriggio, parlando un po’ di tutto: anche della pensione che lo aspetta, a fine carriera. Insegue l’ultimo trofeo che gli manca, l’unico Slam sulla terra rossa. «Per me, l’appuntamento più importante di tutta la stagione». Non dimentica - e come potrebbe? - la drammatica sconfitta dello scorso anno, quei tre match point gettati al vento e la vittoria di Alcaraz. Anzi: è qui proprio per quello. «Che adrenalina! Ti spinge a dare ancora di più. Questo è un torneo molto speciale per me. Mi sento sempre meglio qui, ogni anno che passa: e poi, nell’ultima edizione sono andato davvero vicino a vincere. Ci sono tanti giovani che mi piace vedere qui. Per non dire di quella scalinata che devi affron…
È stato di parola. «Me ne vado via, lontano da tutto e da tutti. Niente tennis, saranno tre giorni di riposo assoluto con la mia famiglia»: era domenica sera, nella sala stampa del Foro Italico, celebrando la vittoria con Ruud. Oggi Jannik Sinner ha fatto capolino al Roland Garros verso le tre del pomeriggio, parlando un po’ di tutto: anche della pensione che lo aspetta, a fine carriera. Insegue l’ultimo trofeo che gli manca, l’unico Slam sulla terra rossa. «Per me, l’appuntamento più importante di tutta la stagione». Non dimentica - e come potrebbe? - la drammatica sconfitta dello scorso anno, quei tre match point gettati al vento e la vittoria di Alcaraz. Anzi: è qui proprio per quello. «Che adrenalina! Ti spinge a dare ancora di più. Questo è un torneo molto speciale per me. Mi sento sempre meglio qui, ogni anno che passa: e poi, nell’ultima edizione sono andato davvero vicino a vincere. Ci sono tanti giovani che mi piace vedere qui. Per non dire di quella scalinata che devi affrontare, prima di entrare sul centrale… fa effetto! Quando ripenso a ciò che mi è successo, le sensazioni che provo restano molto positive».
“Tra premi e pensione, dobbiamo tutelarci”
A Roma si è fatto portatore delle istanze di tutti i giocatori, che vorrebbero una fetta migliore (dal 15 al 22%) degli incredibili incassi generati dal tennis negli Slam. In questi giorni gli atleti non dedicheranno più di un quarto d’ora al giorno alle interviste. «I giocatori sono davvero molto uniti ed è una cosa positiva, perché senza di noi questi eventi non potrebbero esistere. Ma come ho detto a Roma, è una questione di rispetto. Quando devi aspettare una risposta per più di un anno, e la domanda arriva dai primi dieci giocatori del mondo, non è una bella cosa. Allo stesso tempo sento parlare di prize money e bonus… ma non si tratta solo di quello. Si parla anche delle pensioni. È un tema molto importante, perché speriamo che, dopo aver smesso col tennis, ci sia anche una pensione per noi. E poi c’è il tema delle decisioni organizzative. In tre Slam su quattro si comincia la domenica, ma non sappiamo se un giorno vorranno iniziare di venerdì o sabato: vorremmo poter discutere anche di questo. Vedremo come andrà. Vedremo anche come reagiranno gli altri Slam dopo questo torneo. E poi prenderemo una decisione, tutti insieme come giocatori».
“Dopo Roma, qualche giorno di riposo coi miei”
Tornando al riposo, chissà cosa ha fatto, lasciando Roma. «Niente di speciale. Sono andato dai miei genitori per qualche giorno a riposarmi, poi sono venuto qui. Sto ancora cercando di recuperare ed essere pronto – spero! - per il mio primo match. Lunedì o al più tardi martedì affronterà la wild card locale, il francese Clement Tauber, 165 Atp: nessun precedente, tra loro. È reduce da 2 mesi senza staccare il piede dall’acceleratore, con 5 Masters 1000 consecutivi vinti. «Spero di stare bene. È vero, l’ultimo periodo è stato lungo, ma estremamente positivo. Sono fortunato a trovarmi in questa posizione. È sempre meglio essere stanchi dopo una serie di vittorie che sentirsi benissimo ma aver perso! In ogni caso, cerco di bilanciare bene gli allenamenti, capire quando spingere e quando no, e come vincere. Per prima cosa proverò a superare il primo turno. Non è la prima volta e sono felice di essere qui, in questo torneo».
“Avrò bisogno di trovare presto il ritmo giusto”
Testa di serie numero 1: favoritissimo, soprattutto dopo la rinuncia di Carlos Alcaraz che salterà anche Wimbledon. Un tabellone relativamente favorevole, possibile l’incrocio con Shelton nei quarti e Medvedev in semifinale. Ogni tennista cercherà il suo scalpo. «Sì, tutti cercano di vincere. Ed è la cosa più normale del mondo. Bisogna essere pronti. Qui poi si gioca al meglio dei cinque set, quindi serve tempo. Anche quando sei un top player devi comunque trovare il ritmo all’inizio del torneo. So che mi aspettano partite difficili». Servizio, transizione a rete: sulla terra battuta continua a progredire. «Sono un giocatore che si affida molto alle sensazioni. Se sento un colpo, non ci penso due volte: lo faccio. Penso che a volte sia importante giocare lungolinea. Dipende anche da chi hai di fronte, perché lasci aperto tutto l’altro lato del campo. Ma quando sento il colpo, vado e basta!».
“Tante partite, ma è impossibile fermarsi”
Molti si sono stupiti di vederlo arrivare sino in fondo al Foro Italico. Qualcuno scommetteva che dopo un paio di turni avrebbe dato forfait. «Giocare in Italia è una grande motivazione e inoltre era il Masters che ancora mi mancava, quindi un’enorme spinta. Ma allo stesso tempo, con questi tornei che ormai durano più a lungo, se salti un evento non ti fermi solo una settimana, ma due! E se non giochi Roma prima del Roland Garros, resti fermo tre settimane… È lo stesso poi prima di Wimbledon. Siccome bisogna arrivare con parecchie partite nelle gambe, direi che avrei giocato anche se non fosse stato Roma».