Ballardini: “La ritmica può essere per uomini. Mi allenavo in giardino”
di Mattia ChiusanoGianni Ballardini, 27 anni
Clavette, cerchi, nastri. L’armamentario della ginnastica ritmica, primo sport italiano a mettere un piede alle Olimpiadi di Los Angeles. Grazie ovviamente alla nostra diva, Sofia Raffaeli, terza al Mondiale di Francoforte che garantiva tre pass per i Giochi. Ma all’ombra di Sofia, nell’estate della ritmica, qualcos’altro è successo: una piccola rivoluzione. Ci vorrà del tempo per capire se il 21 giugno 2026 è stata davvero una giornata storica per lo sport italiano. Nel padiglione D5 della fiera di Rimini, dove una quindicina di atleti si è esibita in uno sport praticato nella sua versione più brillante solo da donne. Ma un tempo anche il nuoto sincronizzato, ora artistico, era identificato solo con le sue campionesse, prima che in Italia rivendicasse attenzione, diritti e medaglie un’icona come Giorgio Minisini: la storia è nota, dopo i Mondiali si sono aperte le porte dell’Olimpiade (anche se a Parigi non si sono presentati sincronetti). A Rimini il primo campionato italiano di rit…
Clavette, cerchi, nastri. L’armamentario della ginnastica ritmica, primo sport italiano a mettere un piede alle Olimpiadi di Los Angeles. Grazie ovviamente alla nostra diva, Sofia Raffaeli, terza al Mondiale di Francoforte che garantiva tre pass per i Giochi. Ma all’ombra di Sofia, nell’estate della ritmica, qualcos’altro è successo: una piccola rivoluzione. Ci vorrà del tempo per capire se il 21 giugno 2026 è stata davvero una giornata storica per lo sport italiano. Nel padiglione D5 della fiera di Rimini, dove una quindicina di atleti si è esibita in uno sport praticato nella sua versione più brillante solo da donne. Ma un tempo anche il nuoto sincronizzato, ora artistico, era identificato solo con le sue campionesse, prima che in Italia rivendicasse attenzione, diritti e medaglie un’icona come Giorgio Minisini: la storia è nota, dopo i Mondiali si sono aperte le porte dell’Olimpiade (anche se a Parigi non si sono presentati sincronetti). A Rimini il primo campionato italiano di ritmica maschile potrebbe essere ricordato come la svolta verso la piena integrazione in uno dei pochi sport che a livello olimpico è riservato solo alle donne, andando contro le linee guida dello stesso Cio che vuole la piena parità nelle sue discipline. Il primo vincitore senior si chiama Gianni Ballardini, 27 anni, romagnolo di Lugo che nelle campagne ha trovato la sua palestra.
Ballardini, è lei il Minisini della ginnastica ritmica?
"Magari, lui è un grande campione, coi suoi colleghi è riuscito ad avere quello che noi speriamo di ottenere un giorno. Sarebbe interessante sapere quel che ha vissuto: immagino che abbia incontrato le nostre stesse difficoltà".
Lei ha cominciato con la ginnastica artistica?
"No, facevo nuoto, che è tutt’altra cosa. Però sapevo di essere portato naturalmente, ero già molto flessibile. Come dire, sapevo fare una ruota o una spaccata senza che nessuno me lo avesse mai insegnato".
A che età ha cominciato?
"Sono originario di Lugo e mi alleno a Faenza, dove avevo due compagne di classe, quando andavo alle medie, che facevano ginnastica ritmica. Dico la verità, non sapevo neanche cosa fosse, ma mi ci avvicinai guardando un video di una grande campionessa ucraina, Anna Bessonova. Così nacque la mia passione, anche se in quel momento la potevo coltivare solo a casa perché non esisteva la visione di una ritmica maschile come adesso".
Come faceva ad allenarsi in casa lanciando in aria clavette e nastri?
"In salotto facevo più la parte di riscaldamento e mobilità. Poi, abitando in campagna, all’aperto avevo tutto lo spazio disponibile per fare i lanci, quelli con le clavette sono i miei preferiti. Prendevo ispirazione dai video su YouTube, a dodici anni cercavo di imitare le grandi ginnaste perché non avevo un insegnante, un’istruttrice, una società. Facevo da me".
Come l’hanno presa i suoi?
"Non hanno mai avuto niente in contrario. Mi hanno sempre detto “l’importante è che tu faccia attività fisica, poi fai quello che vuoi”".
Quanto è complicato per un corpo maschile?
"Molto, perché alle ginnaste viene più naturale essere morbide, armoniose nei movimenti della ritmica. Poi ognuno ha la propria predisposizione, ci sono ginnasti che riescono a essere molto più esplosivi e quindi più rigidi, altri molto più morbidi. Bisognerebbe adattare il codice attuale anche alle caratteristiche maschili".
Parlava delle difficoltà affrontate da Minisini, lei ha avuto problemi con i social?
"Tantissimi episodi sgradevoli, molte persone si esprimono senza rispetto. Ma ci sono stati anche tantissimi complimenti per quel che faccio".
Quando ha potuto gareggiare per la prima volta in Italia?
"In realtà mi sono dovuto spostare in Spagna, per vivere questo tipo di esperienza. In quel paese la ritmica maschile è una realtà da tanti anni, il campionato è molto sentito, vedi uomini che riescono a esibirsi come le donne. Ho gareggiato nel campionato dell’Autonomia dell’Andalusia, ma anche nel torneo nazionale. In altre gare internazionali ho trovato ginnasti greci, francesi".
Cosa ha provato al primo campionato italiano?
"Un’emozione grandissima, lo aspettavamo da tanto e finalmente la federazione del presidente Andrea Facci l’ha organizzato. Il pubblico era molto caloroso, e dimostrava grandissimo interesse".
Quando avrete un Europeo, un Mondiale, magari un’Olimpiade?
"Non so quando, ma prima o poi quel momento arriverà, in nome della parità tra uomo e donna. Sarebbe fantastico vivere un’Olimpiade: non so se ci sarò, ma qualcuno ce la farà".