Arthur Atta è stato uno dei colpi del mercato della Fiorentina, un’operazione da 40 milioni, la più costosa fino a questo momento (“Davvero? Più di Pellegrino? Non lo sapevo…”). Ventitré anni e un talento puro. Parla un buon italiano, studia inglese, vive di calcio e oggi, dopo la partita con il Frosinone, festeggerà con la città il centenario della Fiorentina. “Sappiamo che questo è un giorno speciale per tutta Firenze. Per me è un motivo di orgoglio poter indossare la maglia viola in un’occasione così importante e sotto gli occhi di tanti ex che hanno dato lustro a questi colori. Dovremo essere bravi a non farci travolgere dalle emozioni, a rimanere concentrati sulla partita e, solo dopo, vivere tutto quello che succederà. Vogliamo regalare una gioia ai nostri tifosi”.
In effetti non avete iniziato bene, cosa è successo a Roma?
“Sapevamo che la Roma è una squadra molto forte, rodata, con un allenatore che è già lì da un anno. Sicuramente avremmo potuto fare meglio, abbiamo commesso …
Arthur Atta è stato uno dei colpi del mercato della Fiorentina, un’operazione da 40 milioni, la più costosa fino a questo momento (“Davvero? Più di Pellegrino? Non lo sapevo…”). Ventitré anni e un talento puro. Parla un buon italiano, studia inglese, vive di calcio e oggi, dopo la partita con il Frosinone, festeggerà con la città il centenario della Fiorentina. “Sappiamo che questo è un giorno speciale per tutta Firenze. Per me è un motivo di orgoglio poter indossare la maglia viola in un’occasione così importante e sotto gli occhi di tanti ex che hanno dato lustro a questi colori. Dovremo essere bravi a non farci travolgere dalle emozioni, a rimanere concentrati sulla partita e, solo dopo, vivere tutto quello che succederà. Vogliamo regalare una gioia ai nostri tifosi”.
In effetti non avete iniziato bene, cosa è successo a Roma?
“Sapevamo che la Roma è una squadra molto forte, rodata, con un allenatore che è già lì da un anno. Sicuramente avremmo potuto fare meglio, abbiamo commesso delle ingenuità ma devono servirci da lezione per crescere. Siamo una squadra giovane, ci sono stati tanti cambiamenti, dobbiamo continuare a lavorare e crescere. Ci serve tempo”.
La Roma è da scudetto?
“È una buona squadra, ma per lo scudetto vedo davanti a tutti Inter e Napoli. Poi qualcuno proverà a inserirsi, ma è presto per dire chi”.
La Fiorentina può essere la sorpresa del campionato?
“Non abbiamo nessun obiettivo. L’ho detto, questa è una squadra che ha tantissima qualità, vedremo alla fine cosa avremo fatto”.
Oggi con il Frosinone, oltre alla qualità, serve una vittoria.
“Ci siamo preparati bene e sappiamo cosa dobbiamo fare”.
Cosa ne pensa del caso Kean?
“Sono argomenti in cui preferisco non entrare. Io sono un calciatore e voglio pensare solo ad allenarmi sempre al meglio e dare tutto per la squadra che rappresento”.
E sulla nostra Nazionale che idea si è fatto?
“Ho visto le partite in tv, incredibile che non sia andata al Mondiale. La questione del nuovo allenatore non l’ho seguita molto. Però…”.
Però?
“Ho sentito dire che in Italia non ci sono giovani di talento, ma non è vero. Io ne vedo tanti giocare, il talento c’è. Ai prossimi Mondiali spero che l’Italia ci sia”.
E magari anche lei con la Francia.
“La Nazionale è il sogno di ogni calciatore, però io in questo momento penso alla Fiorentina”.
Che allenatore è Grosso?
“È un tecnico giovane, ma non è questo che lo definisce. Ha tanta esperienza, quindi direi che la parola che lo descrive meglio è personalità. Ha le sue idee, una visione chiara, vuole che in campo siamo tutti collegati. Gli piace il gioco offensivo e vuole che attacchiamo e difendiamo tutti insieme”.
Sara Curtis ha detto che ci è rimasta male perché nessun calciatore le ha fatto i complimenti per le medaglie vinte agli Europei. Che vivete su un piedistallo e dovreste imparare un po’ di umiltà da Sinner.
“Posso capire quello che ha detto, la sua delusione. Io, come lei, amo il mio sport e lavoro per migliorarmi, ma senza il piedistallo. L’unica cosa che posso fare adesso è approfittare di questa intervista per dirle che è stata bravissima e ha fatto qualcosa di straordinario”.
Suo padre è originario del Benin, lo sa che è il Paese in cui è nato il vudù? Ha mai visto fare un rito?
“(ride) No, mai visto. Sono stato in Benin un paio di volte ma non ho mai visto riti vudù”.