È morto Sandro Mazzola, campione dell'Inter e della Nazionale. Ad annunciarlo sul sito il club nerazzurro. Avrebbe compiuto 84 anni il prossimo 8 novembre. “La voglia di ricordare si mischia con il pudore: quanto è difficile trovare le parole migliori per salutare chi ha scritto la storia in maniera indelebile e senza precedenti", si legge nel lungo post sul sito del club in ricordo del campione. Il vicepresidente ed ex capitano Zanetti: “Non smetterò di esserti grato”. Giorgia Meloni: lascia un segno indelebile. Cordoglio unanime dal mondo dello sport e dalle istituzioni.
Rummenigge: “Avevo il suo poster da bambino, fu lui a portarmi all’Inter”
"La notizia della scomparsa di Sandro Mazzola mi rattrista profondamente. Sandro è stato per me una persona davvero speciale. Già da bambino era uno dei miei grandi idoli: avevo il suo poster appeso nella mia cameretta. Il fatto che sia stato proprio lui, nel 1984, da direttore sportivo dell'Inter, a portarmi all'Inter è una di quelle storie speciali che solo il calcio sa scrivere. Gliene sarò sempre grato". Cosi Karl-Heinz Rummenigge ricorda Sandro Mazzola. "Sandro non è stato soltanto uno dei più grandi giocatori della storia dell'Inter e del calcio italiano, ma anche una persona straordinaria - ha aggiunto l'ex attaccante dell'Inter e della nazionale tedesca -. Il mio pensiero va alla sua famiglia e a tutti coloro che gli sono stati vicini. Ciao Sandro, riposa in pace".
Infantino: “Sei stato poesia”
"Sei stato poesia, la poesia più dolce. Pallone e rime, un messaggio di costante bellezza. Figlio di Valentino, figlio del calcio, tu stesso il calcio. Solo l'Inter, solo l'Italia, un'anima e due cuori. Palleggia in cielo, caro ed eterno Sandro Mazzola, come quella volta a Berna, quando la palla non cadeva mai. E stavolta cade, la raccogliamo noi. Semplicemente, per sempre, grazie". Così in una storia su Instagram il presidente della Fifa Gianni Infantino.
Rivera: eravamo amici
Sandro Mazzola "è stato, innanzitutto, un avversario importante perché giocava nell'altra squadra di Milano. Ma avevamo anche un rapporto di amicizia visto che giocavamo insieme in Nazionale". Così Gianni Rivera smentendo la rivalità con Mazzola resa mitologica ai Mondiali del ’70 con la staffetta imposta da Valcareggi. In azzurro "c'è stato un periodo in cui hanno deciso di farci giocare alternativamente - ha proseguito - e non l'abbiamo mai capito. Pur essendo lui interista abbiamo avuto un grande rapporto, abbiamo istituito l'Associazione italiana calciatori e preparato il terreno per migliorare la vita dei giocatori. Avevamo un grande rispetto l'uno per l'altro".
I funerali lunedì pomeriggio a Milano
Si svolgeranno lunedì 21 settembre alle 14:45 i funerali di Sandro Mazzola, la leggenda dell'Inter morto a 83 anni dopo una lunga malattia. La cerimonia si terrà nella basilica di Sant'Ambrogio di Milano, la stessa chiesa dove lo scorso 4 agosto sono stati celebrati i funerali di Franco Baresi.
Uefa: “Addolorati”
L’Uefa ricorda il grande campione, vincitore dell’Europeo con l’Italia e di due Coppe dei Campioni: "A nome della comunità calcistica europea, siamo profondamente addolorati per la scomparsa della leggenda di Inter e Italia Sandro Mazzola, all'età di 83 anni. Mazzola ha vinto quattro titoli di lega, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali con l'Inter, oltre ad alzare il trofeo degli Europei 1968 con l'Italia. I nostri pensieri sono con la sua famiglia, gli amici e i suoi ex colleghi in questo momento difficile".
Zenga: “Avevamo paura a salutarlo”
Walter Zenga da giovanissimo ha conosciuto Sandro Mazzola quando era dirigente dell'Inter: "Sandro per noi era un idolo assoluto. Quando lo vedevi, a noi giovani, veniva pure paura a salutarlo". Così, a Sky Sport, l’ex portiere nerazzurro: "Quando vedevi certe icone ti emozionavi. Lui era il punto di riferimento. Non potevi mai dirgli una bugia, perché lui capiva le cose prima che tu le dicessi. Ora i tempi sono cambiati e ci sono pochi esempi. Io ho passato tanto tempo nelle giovanili dell'Inter. Lui, come Facchetti, aveva indossato e onorato solo e sempre la maglia nerazzurra. Ha rappresentato l'Inter in campo prima e fuori dopo".
Il sindacato calciatori: è stato tra i fondatori
L'Associazione Italiana Calciatori piange la scomparsa di Sandro Mazzola, uno dei più grandi protagonisti della storia del calcio italiano.
Il 3 luglio 1968, ricorda una nota dell'Aic, Mazzola fu tra i calciatori che, capitanati da Sergio Campana, firmarono a Milano l'atto costitutivo dell'Associazione. "Alla grandezza del campione, Mazzola ha unito una profonda consapevolezza del ruolo sociale e professionale del calciatore. La sua presenza tra i fondatori resta parte fondamentale della storia di Aic", sottolinea l'associazione.
"Tutta l'Aic si stringe con affetto alla famiglia di Sandro, ricordandone il talento, la personalità e il contributo fondamentale dato alla nascita dell'Associazione"
La premier Meloni: perdiamo un grande campione
Anche la presidente del consiglio Giorgia Meloni ricorda il grande campione interista morto a 83 anni: "Con la scomparsa di Sandro Mazzola, perdiamo un grande campione e una delle figure più amate nella storia del calcio italiano. Leggenda dell'Inter e degli Azzurri campioni d'Europa nel 1968, ha fatto gioire e appassionare generazioni di italiani, lasciando un segno indelebile nella nostra Nazione. La sua eredità sportiva si aggiunge a quella del padre Valentino, capitano del Grande Torino e scomparso nella tragedia di Superga. Alla sua famiglia, a tutti i suoi affetti e ai tifosi, le mie più sentite condoglianze".
Arriva anche il ricordo del Milan per lo “Storico rivale”
Anche il Milan ricorda la bandiera dell’Inter. Lo fa su X: "Il Milan esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Sandro Mazzola, rivale storico e leale, leggenda dell'Inter e della Nazionale, protagonista della storia del calcio italiano. Un grande campione, una bandiera, un uomo che ha rappresentato un'epoca indimenticabile del nostro calcio. AC Milan si stringe alla famiglia Mazzola e a quella nerazzurra in questo momento di dolore. Ciao, Sandro".
Un minuto di silenzio nel weekend in tutte le manifestazioni sportive
Il Coni chiede il minuto di silenzio per ricordare Mazzola: "Il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, invita le Federazioni sportive nazionali, le Discipline sportive associate e gli Enti di promozione sportiva a far osservare un minuto di silenzio in occasione di tutte le manifestazioni sportive che si svolgeranno in Italia nel fine settimana, per onorare la memoria di Sandro Mazzola icona del calcio italiano e mondiale".
Il cordoglio della Roma e della Juventus
Nel giorno di Roma-Inter, la società giallorossa ricorda la leggenda nerazzurra: "La Roma esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Sandro Mazzola, leggenda del calcio italiano. Il club si stringe al dolore della sua famiglia e dei suoi cari". Poco dopo il cordoglio della Juventus che chiama gentleman Mazzola: "Juventus ricorda con grande rispetto Sandro Mazzola, campione e gentleman del calcio italiano, protagonista di un'epoca, simbolo di classe, stile e passione per questo sport. Il nostro profondo cordoglio per la sua scomparsa"
Tajani omaggia Mazzola: uno dei volti più romantici del nostro calcio
"L'Italia intera piange la scomparsa di Sandro Mazzola. Bandiera dell'Inter, figlio di Valentino Mazzola capitano del Grande Torino, è stato uno dei volti più romantici del nostro calcio. Ha scritto pagine memorabili con la maglia Azzurra entrando nella memoria collettiva per le celebri staffette con Rivera": lo afferma su X il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, omaggiando "una figura che tutti i giovani calciatori di oggi dovrebbero prendere ad esempio" ed esprimendo "condoglianze alla sua famiglia e ai suoi cari"
Javier Zanetti: sei stato tra le figure più importanti della mia vita
Javier Zanetti, ex capitano dell’Inter e ora vicepresidente, ricorda con un post Sandro Mazzola: "Sei stato e resterai per sempre una leggenda. Un signore, un riferimento, un fuoriclasse in campo e nella vita. Un simbolo dell'Inter e del calcio italiano nel mondo, da generazioni e per sempre. Ti devo tanto, Sandro. Sei stato tra le figure più importanti per me, quando da ragazzino in Argentina sognavo l'Inter: sei stato tra chi mi ha portato a Milano, un regalo di cui non smetterò mai di esserti grato. Riposa in pace".
Il cordoglio della Fiorentina
Il cordoglio della Fiorentina per la leggenda nerazzurra
Il cordoglio del Napoli: “Simbolo del calcio italiano”
È stato un “simbolo del calcio italiano”: così il presidente De Laurentiis, l’allenatore Allegri e tutto il Napoli ricordano sui social Sandro Mazzola.
Il ministro Piantedosi: “Campione elegante di un’altra epoca”
"Addio a Sandro Mazzola. Un campione elegante di un'altra epoca, di quando le bandiere del calcio italiano sapevano ancora suscitare sogni e passioni genuine in milioni di italiani". Lo scrive sui suoi social il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, ricordando Sandro Mazzola, morto a 83 anni.
Inter: “Brilla anche ora, la stella del baffo”
“C’è chi entra nella storia. E poi c’è chi diventa la storia stessa dell’Inter. Da ragazzo nerazzurro a simbolo eterno, Sandro Mazzola ha attraversato generazioni, vincendo, emozionando e tramandando l’amore per questi colori. Brillava in campo, brilla anche ora, la stella del baffo. Che, come spesso ha raccontato, aveva un solo, ultimo, desiderio: “Essere ricordato come un bravo uomo, che se la gioca sempre, anche quando sembra impossibile” .
È il ricordo dell’Inter che ripercorre tutti i passi della carriera della bandiera nerazzurra perché Sandro Mazzola "è stato la storia dell'Inter: ci è entrato da ragazzino e non ci è più uscito". Dal "fardello pesante sulle spalle" del ricordo eterno del padre Valentino perso nella strage di Superga. All'epoca Sandro aveva poco più di sei anni. Ma il calcio era nel destino della famiglia.
Fin da bambino, all'età di otto anni, Sandro vestì la maglia dell'Inter. Il primo grande successo in Coppa dei Campioni contro il Real Madrid nel '64 porta la sua firma. Conquistò "quattro Scudetti, due Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali, il titolo di capocannoniere in Serie A (nel 1965 con 17 gol) e in Coppa dei campioni (7 gol nel 1964). Secondo nel Pallone d'Oro 1971 dietro a Johan Cruyff", spiega il club. “Aveva un solo, ultimo, desiderio - ricorda l'Inter - Essere ricordato come un bravo uomo, che se la gioca anche quando è impossibile vincere, come in quel 9-1”.