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Salis: “Malagò mi scelse come vice al Coni in un mondo misogino. Non fui accolta a braccia aperte”

Silvia Salis, sindaca di Genova
Silvia Salis, sindaca di Genova (leoni)

Il racconto della sindaca di Genova sui suoi quattro anni al Comitato olimpico durante la presentazione del suo libro “È già domani”

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La sindaca di Genova ed ex martellista azzurra, Silvia Salis, durante la presentazione del suo libro “È già domani” alla Feltrinelli, ha parlato dei suoi quattro anni (2021-25) da vice presidente vicario del Coni con alla guida Giovanni Malagò, descrivendo le sue prime difficoltà. "Giovanni mi ha scelta come vice, quando avevo 35 anni in un mondo, quello dello sport, che è l'ambiente più conservatore, maschilista e misogino d'Italia. Chiaramente non è che all'inizio sia stata accolta a braccia aperte e con tutti gli onori”, ha raccontato la sindaca di Genova. “Anzi, in tantissime occasioni c'erano persone che mi facevano capire che non ero nel posto giusto".

Al Coni, però, ha imparato "a non fare brutte figure, a rispettare tutti, a rispettare le persone anche se sono di partiti diversi. E' stata una scuola di rispetto istituzionale pur nella dialettica controversa". Poi Salis ha concluso parlando di Malagò: “È stato espressione di quel mondo maschilista, ma intanto come vicario ha scelto una donna di 35 anni. Io poi ho ricevuto la proposta di fare la sindaca e ho cambiato strada. Non so se sarei mai diventata presidente del Coni".

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