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MotoGp Australia, gara annullata per maltempo. Addio amaro alla pista di Phillip Island

(afp)

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Deluso Marquez che, dopo il brutto infortunio di Martin, sembrava già essersi messo in tasca il suo decimo titolo
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La scarsa visibilità, legata alle cattive condizioni meteo, non consentirebbe all’elicottero del soccorso medico di alzarsi eventualmente in volo: il gp di Australia è stato così cancellato dagli organizzatori. La decisione è arrivata alle 5.35 italiane, i piloti della MotoGP sotto la pioggia hanno percorso un giro di saluto per il pubblico: un giro 2 volte amaro, perché questa era l’ultima volta che si correva sull’iconica pista di Phillip Island (dal prossimo anno la gara sarà ospitata ad Adelaide).

È stata una giornata convulsa e complicatissima, per via del brutto tempo che ha costretto prima ad annullare la gara di Moto3 e poi quella di Moto2. Il via alla MotoGP era stato posticipato prima di 2, quindi di 2 ore mezza. Ma la pioggia e soprattutto la cattiva visibilità hanno continuato a imperversare: addio gran premio, e pensare che - solo 24 ore prima - la sprint race vinta da Marc Marquez si era corsa sotto il sole.

Nell’isola a sud di Melbourne il meteo di questi tempi è sempre…

La scarsa visibilità, legata alle cattive condizioni meteo, non consentirebbe all’elicottero del soccorso medico di alzarsi eventualmente in volo: il gp di Australia è stato così cancellato dagli organizzatori. La decisione è arrivata alle 5.35 italiane, i piloti della MotoGP sotto la pioggia hanno percorso un giro di saluto per il pubblico: un giro 2 volte amaro, perché questa era l’ultima volta che si correva sull’iconica pista di Phillip Island (dal prossimo anno la gara sarà ospitata ad Adelaide).

È stata una giornata convulsa e complicatissima, per via del brutto tempo che ha costretto prima ad annullare la gara di Moto3 e poi quella di Moto2. Il via alla MotoGP era stato posticipato prima di 2, quindi di 2 ore mezza. Ma la pioggia e soprattutto la cattiva visibilità hanno continuato a imperversare: addio gran premio, e pensare che - solo 24 ore prima - la sprint race vinta da Marc Marquez si era corsa sotto il sole.

Nell’isola a sud di Melbourne il meteo di questi tempi è sempre un’incognita: anche 3 anni fa l’appuntamento della domenica australiana era saltato, gli organizzatori erano stati costretti ad anticipare la gara di un giorno. Paradossalmente, l’addio al gp odierno rende più interessante il campionato: dopo il brutto infortunio di Martin, Marquez sembrava già essersi messo in tasca il suo decimo titolo.

Oggi il catalano, che partiva dalla pole, avrebbe potuto allungare in maniera decisiva sul rivale dell’Aprilia. Invece “Martinator” limita i danni, e per lui c’è un’altra buona notizia: si è fratturato “solo” il radio del braccio destro, l’ulna è a posto, niente operazione chirurgica e venerdì il madrileno proverà a correre in Malesia.

Ha 10 punti di svantaggio dal ducatista a 4 gare dal termine (sempre che venga confermato l’appuntamento in Qatar): tutto è ancora possibile. Diminuiscono invece ulteriormente le possibilità per Marco Bezzecchi, ora a 50 punti dal leader. Marquez scuote la testa: «Phillip Island meritava un’ultima gara, che peccato. In pista eravamo prontissimi e potevamo correre, ma l’elicottero non poteva alzarsi in volo».

C’è rimasto male anche il suo compagno in Ducati, Pecco Bagnaia: «Correre qui è meraviglioso, ma in questa stagione è sempre un’incognita. Speriamo di poter tornare, un giorno».

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