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Max Sirena: “Vogliamo la coppa. Non solo tecnologia, Luna Rossa è pop”

Luna Rossa nella regata contro Orient Express Racing

 

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Intervista allo skipper di Prada all’inizio della Louis Vuitton Cup: “Il 99% della barca è italiana, Jovanotti e Vasco ci seguono. Ma New Zealand ha molti vantaggi”
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Luna Rossa ha vinto il primo match che conta nella Louis Vuitton Cup di Barcellona: 1’24’’ sui francesi di Orient Express, primo punto incassato. Ma prima ancora, nella regata di avvio che non valeva per la classifica, il team di Max Sirena non è riuscito a mantenere il vantaggio subendo il sorpasso dei detentori di New Zealand. Colpiti alla fine da uno strano incidente, quando una gru ha ceduto danneggiando lo scafo senza danni per l’equipaggio.

Max Sirena col team di Luna Rossa

 

Max Sirena, avete affrontato i detentori che non partecipavano mai alle regate degli sfidanti.

«Più navighi, più fai regate e migliori. Ci sono secondi da guadagnare nella conduzione della barca, nelle manovre. Per questo il Defender ha imposto di navigare con i challenger, una cosa insolita».

Chi vince detta le regole: non c’era niente da fare?

«N on c’era alternativa, la Coppa America è così. Quando accetti un …

Luna Rossa ha vinto il primo match che conta nella Louis Vuitton Cup di Barcellona: 1’24’’ sui francesi di Orient Express, primo punto incassato. Ma prima ancora, nella regata di avvio che non valeva per la classifica, il team di Max Sirena non è riuscito a mantenere il vantaggio subendo il sorpasso dei detentori di New Zealand. Colpiti alla fine da uno strano incidente, quando una gru ha ceduto danneggiando lo scafo senza danni per l’equipaggio.

Max Sirena col team di Luna Rossa

 

Max Sirena, avete affrontato i detentori che non partecipavano mai alle regate degli sfidanti.

«Più navighi, più fai regate e migliori. Ci sono secondi da guadagnare nella conduzione della barca, nelle manovre. Per questo il Defender ha imposto di navigare con i challenger, una cosa insolita».

Chi vince detta le regole: non c’era niente da fare?

«N on c’era alternativa, la Coppa America è così. Quando accetti un protocollo non ti puoi lamentare. Hai firmato un contratto consapevole di quello a cui vai incontro. Altre cose potrebbero cambiare, perché il Defender ha potere su tutto».

Il fascino dell’America’s Cup, l’evento sportivo più antico del mondo con 173 anni di storia.

«L’unica gara senza una federazione internazionale che gestisce l’evento: chi vince detta le regole».

I timonieri finora sono Spithill e Bruni: cosa prova a lasciare a terra un 2 volte oro olimpico come Tita?

«È difficile, ma ti dà anche la consapevolezza della forza del team. È la prima volta nella storia che abbiamo tanti velisti fortissimi e di pari livello. Eppoi non è detto che Ruggero non salga a bordo».

Attorno a voi si sta per scatenare un platea di tifosi Vip.

«Jovanotti mi scrive sempre, credo che Paltrinieri verrà presto. Poi Tamberi, qui è già venuto Dovizioso. Durante la Coppa 2021 Vasco Rossi ci seguiva alle tre di notte. Abbiamo la fortuna di conoscere personaggi famosi, un’opportunità, ma anche una responsabilità. Siamo attaccati profondamento alla bandiera italiana e ora più che mai abbiamo bisogno di portare i suoi colori nel mondo».

Luna Rossa immagine dell’Italia, quando tanti brand sono finiti in mani straniere?

«È vero. Di questo va dato merito a Patrizio Bertelli, che in 25 anni di Luna Rossa è riuscito a creare un movimento. Pochi hanno fatto altrettanto come team privato, tipo un club del calcio o la Ferrari. Luna Rossa è diventata un brand non commerciale, ma popolare. La nostra sfida è altamente italiana, anche da un punto di vista di partner, fornitori, costruttori, soprattutto tecnologia che viene sempre percepita come un primato americano o cinese».

Quanto c’è di tecnologia italiana in Luna Rossa?

«Il 99% della barca. Rappresentiamo l’Italia attraverso i risultati sportivi ma anche dal punto di vista industriale, tecnologico e di immagine. E parliamo di un team di proprietà del gruppo Prada, quindi di una famiglia italiana».

Una barca nazione?

«Ascoltare l’inno mi ha reso sempre molto orgoglioso. Quindi questo è il nostro obiettivo».

Ma quando si suona l’inno nell’America’s Cup?

«Quando si vince la coppa».

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