Sport

Basket Nba, San Antonio già ai playoff, Bargnani non si arrende

Anche senza Parker gli Spurs, trascinati dal 37enne Duncan (28 punti e 19 rimbalzi), si aggiudicano il derby texano con Dallas e si assicurano la post season a 16 gare dalla fine della stagione, già terminata invece per l'azzurro: "Annata nera per gli infortuni, lavorerò per tornare ancora più forte"

3 minuti di lettura
NEW YORK - Anche senza Tony Parker, i San Antonio Spurs sono la prima squadra a qualificarsi per i playoff Nba. Gli 'speroni' vincono 92-91 il derby texano con i Dallas Mavericks all'AT&T Center e staccano il biglietto per la post season quando mancano 16 partite alla fine della stagione regolare.

DUNCAN SPINGE SAN ANTONIO AI PLAYOFF -
San Antonio, che comanda la Western Conference con il miglior record della lega (50 vittorie e 16 sconfitte il bilancio fin qui), per la 14esima annata consecutiva taglia il traguardo dei 50 successi. L'obiettivo viene centrato con l'ennesimo show dell'eterno Tim Duncan. Il lungo, che tra un mese compie 37 anni, domina la scena con 28 punti e 19 rimbalzi, mentre si mette in luce anche Neal, con 16 punti di bottino personale. Gli Spurs, arrivati al quarto conclusivo avanti di 10, hanno rischiato la beffa ma la rimonta dei Mavs (sempre battuti da San Antonio in questa stagione) non è andata a buon fine, anche se resta la prova positiva di Dirk Nowitzki (21 punti e 11 rimbalzi), non sufficiente però per evitare il 34° ko in 64 gare giocate.

NEW YORK SENZA STELLE KO CON PORTLAND - Nell'altra gara della notte successo travolgente di Portland, che batte 105-90 New York, priva però di Stoudemire, Anthony e Chandler, tutti fuori per infortunio. A trascinare i Blazers (30-34 il loro record) è Damian Lillard, più che mai rookie dell'anno, in doppia doppia con 26 punti e 10 assist, ottimo il contributo anche di LaMarcus Aldridge (22 punti e 10 rimbalzi) e J. J. Hickson (12+16), mentre ai Knicks (38-25) non basta un superlativo J. R. Smith che, partito dalla panchina, chiude con 33 punti.

BARGNANI: "STAGIONE NERA, NON MI ARRENDO" - Intanto Andrea Bargnani ha già chiuso la sua stagione nel campionato professionistico d'oltre Oceano. Un nuovo infortunio al gomito, rimediato l'8 marzo contro i Los Angeles Lakers, ha messo ko il lungo dei Toronto Raptors. Il 27enne romano, già costretto a saltare 26 partite tra il 12 dicembre e il 3 febbraio, ha archiviato il 2012-2013 con 35 presenze (25 da titolare) e una media di 12,7 punti e 3,7 rimbalzi. Le cifre sono in calo rispetto alla media della carriera Nba (15,2 e 3,8). ''Non ho avuto troppa fortuna in questa stagione  -  il rimpianto dell'azzurro - Mi sono sottoposto agli esami lunedì mattina, è stato evidenziato un problema allo stesso legamento lesionato a dicembre. Stesso legamento ma infortunio diverso''.

"LAVORERO' PER TORNARE ANCORA PIU' FORTE" -
Secondo i media canadesi, Bargnani potrebbe recuperare in quattro settimane. Affrettare il ritorno in campo del 'mago', pero', sarebbe un azzardo inutile. I Raptors, partiti con il dichiarato obiettivo di tornare ai playoff dopo 4 anni di assenza, dovranno aspettare ancora. Hanno un record di 25 vittorie e 39 sconfitte e, con 18 gare da giocare, sono staccati di 8 partite dall'ottavo e ultimo posto utile per l'accesso alla post-season della Eastern Conference. In sostanza, la qualificazione è un miraggio. ''Ora non devo far altro che lavorare per tornare più forte il prossimo anno. Lavorerò al massimo per riprendere a giocare il più presto possibile, andiamo avanti giorno per giorno e vediamo - dice Bargnani -. Non so nemmeno se sono riuscito a giocare 10 gare di fila quest'anno. Ovviamente sono molto frustrato perché non posso aiutare la squadra nella parte finale della stagione. Faccio il possibile per stare con i compagni e per rimanere coinvolto: non posso giocare, posso solo guardare le partite e parlare con gli altri giocatori''.

COACH CASEY: "PECCATO PER GLI INFORTUNI DI ANDREA" -
Quando è stato impiegato, Bargnani ha faticato ad esprimersi ai livelli toccati all'inizio della scorsa stagione. Dagli spalti dell'Air Canada Centre sono piovuti anche 'booò di disapprovazione durante le partite, mentre fuori dal campo il nome dell'azzurro veniva accostato a diverse trattative di mercato. Bargnani è vincolato da un contratto valido per altri 2 anni, con un ingaggio complessivo di 23 milioni di dollari. Secondo il Toronto Star, è improbabile che la franchigia decida di liberarsi del giocatore attraverso l'amnesty, la clausola che consente di 'scaricarè un atleta pagandogli l'ingaggio integrale. I Raptors non creerebbero spazio all'interno del salary cap per effettuare altre operazioni rilevanti. In estate, con il giocatore recuperato, si potrebbe pensare ad una cessione. ''La stagione di Andrea è finita. Purtroppo ha avuto un infortunio dopo l'altro, ha saltato tantissime partite. Avrebbe dovuto essere una parte importante del progetto, avrebbe dato un grosso aiuto per allargare il campo e favorire giocatori come DeRozan e Gay  -  commenta il coach Dwane Casey -. E' difficile motivare qualcuno se non può giocare. Ma gli infortuni fanno parte della Nba, dobbiamo andare avanti''.
I commenti dei lettori