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"Gallinari ce la può fare: in 120 giorni". L'esempio di Baggio è uno stimolo

A dirlo è Diana Bianchedi, ex fiorettista azzurra, oggi medico specializzato in riabilitazione sportiva. "Se non ci sono complicazioni può farcela, i cestisti reggono carichi di lavoro superiori al calciatori". Il Divin Codino recuperò in tre mesi: "Resta un record, ma per fare i Mondiali si sottopose ad un lavoro pazzesco. Danilo è più giovane e forte, può provarci"

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di STEFANO VALENTI
ROMA - La presa di coscienza generale è che Danilo Gallinari non farà parte della Nazionale che disputerà i prossimi campionati Europei in Slovenia, a settembre. Lesionato gravemente il legamento crociato anteriore sinistro nella notte tra giovedì e venerdì, l'ala dei Denver Nuggets sarà sottoposto nei prossimi giorni a nuovi esami diagnostici per conoscere con ancora maggiore precisione l'entità del danno sul quale il chirurgo andrà poi ad intervenire. Seguirà la lunga fase di rieducazione. Ma dal coro dei pessimisti si alza una voce diversa dalle altre: "Se sarà confermato che la lesione ha interessato solo il crociato, e non menischi o cartilagine, in quattro mesi Gallinari ce la può fare. E mi piacerebbe che Danilo pensasse di provarci fino in fondo. Ci saranno altre valutazioni attorno alla sua condizione, anche contrattuali. Però, clinicamente, è una possibilità".

L'incoraggiamento arriva da Diana Bianchedi, nella sua prima vita 2 medaglie olimpiche e 10 mondiali nel fioretto, nella seconda medico sportivo specializzata in riabilitazione. E per questo, da otto anni, direttrice del centro Isokinetic di Roma, molto frequentato dai calciatori.
Bianchedi, ottimismo puro o c'è anche del realismo?
"Diciamo che attingo dalla casistica. La stessa che dice che un giocatore di basket è soggetto alla rottura di un crociato otto volte più di un calciatore. Del resto è lo sport nel quale si fa una finta da una parte e si va dall'altra, le torsioni sono continue. Però è altrettanto vero che i cestisti sono in grado di reggere anche una doppia seduta quotidiana di riabilitazione di due ore. Cosa che un calciatore non riesce a fare".
Ha visto il video dell'infortunio?
"Più volte. La dinamica è classica, nell'immagine dal basso si vede bene il piede verso l'interno ed il ginocchio che procede diritto assieme ai legamenti. Viene definita valgodinamica, ed anche il movimento successivo è stato tipico di quel tipo di infortunio".
Voi siete quelli che avete rimesso in piedi Roberto Baggio in 77 giorni, dall'intervento al crociato anteriore. Ma è considerato un miracolo, a tutt'oggi.
"Baggio si sottopose ad un programma di riabilitazione pazzesco, fatto di 11 sedute a settimana, sabato compreso. Ma aveva l'obiettivo di giocare i Mondiali del 2002. Come può essere per Gallinari gli Europei. Di Baggio fu straordinario non tanto l'aver lasciato le stampelle dopo tre settimane anziché quattro, quanto che dopo 37 giorni correva già. Equivale a dire che la gamba operata (anche qui la sinistra) aveva già un tono muscolare inferiore non più del 20% rispetto all'altra".
Gallinari però è 2.08 per oltre 100 chili.
"E' una componente, nessun dubbio. Come il fatto che Baggio si fece male a 35 anni. E Gallinari a 24. La freschezza fisica unita alla forza può aiutarlo a recuperare in tempo ridotti rispetto alla media. Che stimo nei quattro mesi".
Nel primo bollettino si parla genericamente di rottura del legamento crociato anteriore. Ora Gallinari si sottoporrà ad un lavoro di potenziamento muscolare. A cosa serve?
"Solitamente un crociato non si opera nella fase acuta, va fatto asciugare dal versamento e sgonfiare. Poi si interviene, nel giro di 10-15 giorni massimo. Il lavoro muscolare di questi giorni servirà a potenziare il quadricipite ma non riguarda l'infortunio. Se Danilo non facesse nulla si ritroverebbe dopo l'intervento con una massa muscolare ridotta attorno al 25% di quella normale. Il programma di questi giorni lo aiuterà ad essere aal 50% quando potrà ricominciare a muovere il ginocchio. E questo renderà meno faticoso il recupero della massa".
Quali sono le componenti che entrano in gioco dopo un infortunio del genere?
"Tre ed incidono in parti uguali. La scelta del chirurgo, la rieducazione, la testa dell'atleta".
L'atleta si sentirà pronto solo quando la sua testa gli dirà che lo è, corretto?
"A lungo Quagliarella non riusciva neanche a guardarsi la cicatrice. C'è un parametro, col quale anche Danilo dovrà convivere: il rumore della rottura all'interno del ginocchio. Dovrà riprovare sul campo quello stesso movimento e quando non sentirà più quel rumore sarà pronto. Senza ginocchiere: non ce ne è una che possa reggere un atleta di cento chili".
Vittorio Gallinari, padre di Danilo, ci ha detto che con massima disponibilità i Nuggets lasciano alla famiglia la scelta del chirurgo e della successiva rieducazione.
"In America lavorano due grandi chirurghi del legamento: Freddy Fu è considerato il migliore al mondo, ma con lui c'è anche Steadman, che lavora in Colorado ed ha appena operato Criscito. Che gioca nello Zenit di Spalletti, si è operato in America ed ora fa rieducazione con noi".
Tutti i tifosi di Gallinari vorrebbero condividere la sua positività. Ma il recupero resta complesso.
"Non è pensabile che Gallinari possa essere al meglio, agli Europei. Ma è ipotizzabile che, sempre se non emergono complicazioni, ce la possa fare. E' anche vero che in NBA i tempi mi sembrano mediamente più lunghi analizzando i casi di Rubio e Rose, fuori per un anno o poco meno. Se Gallinari si fosse fatto male ad inizio stagione magari si sarebbe fatta pressione sul rientro. Ora non credo che Denver spingerà per forzare i tempi e vederlo giocare gli Europei con l'Italia".
Ci dia la sua tabella di recupero.
"Dall'intervento, un mese per tornare a camminare. Ed altri tre per tornare in palestra con la squadra. Siamo tutti con lui".
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