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Basket, Sabatini lascia la Virtus Bologna: "Dimissioni irrevocabili"

Lascia anche il presidente Marchesini, cda della società da rifare. L'ad abbandona dopo dieci anni, felice per quello che ha fatto "solo gioie, senza momenti bui"
di FRANCESCO FORNI

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BOLOGNA - Sabatini lascia il timone della Virtus Bologna. "Mi dimetto, la decisione è irrevocabile", ha detto ai microfoni di E'tv, in conferenza stampa, poco prima delle 17. Dopo dieci anni la Virtus non avrà più il suo deus ex machina, iperattivo e discusso. "Lascio la carica di ad, felice per quello che ho fatto, solo gioie, senza momenti bui. Una grande avventura. Che io vada via è, per me, la prima buona notizia: anziché metterci soldi, diventerò creditore (il contratto della Vu per giocare alla Unipol Arena, ndr). Lo sarà anche per i tifosi. Magari tornerà la fila per fare gli abbonamenti. Fuori Sabatini, dentro i virtussini. La seconda buona notizia, più seriamente, è che la Virtus il prossimo anno farà la Serie A, a breve entreranno altri tre soci".

VIA ANCHE MARCHESINI -
Ma ci sono tre dimissionari nel cda bianconero, Sabatini da ad, Marchesini da presidente e Lipparini da consigliere. Sarà tutto da rieleggere e quindi tornerà in gioco la Fondazione. "Restiamo tutti - continua Sabatini  -  ma qui bisogna lavorare di squadra. Ci sono dei soci fantastici, che la gente con la puzza sotto il naso non li faccia scappare via. Questo spero, da tifoso. Nella Fondazione, tra privati e mondo della cooperazione, IGD e Coop Adriatica, c'è gente straordinaria, che dà e fa anche oltre quello che deve. Con idee chiare. Il mondo Virtus deve mettere via l'animo snob, si dovrà fare un governo in fretta, non si può fare la fine del PD. In pochi mesi sono andati via coach (Finelli), gm (Faraoni) e ad (Sabatini)".

LA VIRTUS DEL FUTURO -
Per il futuro imminente, si resterà ancora sotto le sue scelte. "Il direttore sportivo lo sceglierò io. Ho in mente tre-quattro nomi, in base al budget. Mai parlato pubblicamente di Arrigoni". Ma a telecamere spente, scappa un sorriso. La situazione è aperta. Chiusa invece quella con Hasbrouck. "Non gli dovevamo soldi. L'abbiamo licenziato, cosa si aspettava?".
Tra i tanti ricordi, due quelli fondamentali. "Quando salvai la Virtus nel 2003, e qualcuno diceva che era solo una boutade pubblicitaria, e nel 2012, quando ho raccolto il soci per la Fondazione. Mentendo un poco, dicendo ad alcuni che ci stavano anche gli altri, così ho fatto la catena". Il momento più bello è stato qualche giorno fa invece. "Quando ho visto un quintetto di nostri ragazzi tenere il campo a Siena, contro una squadra di Eurolega". In dieci anni sono passati tanti allenatori "E io ci ho messo 10 milioni". E pure tanti giocatori. Qui il pensiero va ancora ad un italiano, non una promessa. "Non me ne vogliano gli altri, ma dico Mario Boni. E' quello che ha incarnato lo spirito giusto e arrivò al momento giusto, regalandoci la serie A".
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