ROMA - Sarà ancora Miami contro Indiana, stavolta in finale di Eastern Conference. Un anno fa, con gli Heat sotto 2-1 nella semifinale con i Pacers, la squadra di Spoelstra seppe ripartire, arrivando fino al primo titolo Nba griffato dai "big three": ora li affronteranno nella resa dei conti ad Est, dopo che i ragazzi di coach Vogel hanno sconfitto per 4-2 i New York Knicks. Indiana chiude i conti in casa in Gara 6 (99-106), riuscendo ad allungare nel quarto quarto in una partita tirata, risolta in parte da uno degli uomini meno attesi della vigilia.
CI PENSA STEPHENSON - Cinque minuti alla fine del match, Roy Hibbert stoppa Carmelo Anthony sul 92-90 per i Knicks: inizia qui un parziale di 11-2, con 9 punti in fila firmati da Lance Stephenson, che chiude con il massimo in carriera nei playoff (25, a cui aggiunge 10 rimbalzi) e regala ai suoi la prima finale di Conference dal 2004. "Non volevo tornare a New York per Gara 7 - ha affermato la guardia dei Pacers - e penso di aver fatto tutto quello che serviva per vincere". La vittoria di Indiana nasce dalla difesa: soltanto 18 punti concessi nel quarto quarto. "Mi pagano per proteggere l'area - ha detto a fine gara Roy Hibbert -. Se l'attacco non gira, io ho il compito di non far avvicinare gli avversari al ferro". Non a caso, il prodotto di Georgetown manda in archivio la sua serata con 21 punti, 12 rimbalzi e ben 5 stoppate.
NON BASTA ANTHONY - Grande amarezza in casa Knicks: quello di Carmelo Anthony è il più classico dei "losing effort". L'ala realizza 39 punti (15/29 al tiro, 8/8 ai liberi) ma soltanto Shumpert (19) e JR Smith (15, anche se con 15 tiri) chiudono in doppia cifra. "La loro difesa è infernale - riconosce "Melo" - e sanno come controllare l'area pitturata. Hanno fatto un grandissimo lavoro e va riconosciuto a questi ragazzi, Hibbert ci ha devastato". I Pacers tornano a sfidare gli Heat, le parole di coach Vogel suonano come un avvertimento per LeBron e compagni: "Non siamo affatto soddisfatti del punto in cui siamo ora, sentiamo di non avere limiti in questa stagione".
CI PENSA STEPHENSON - Cinque minuti alla fine del match, Roy Hibbert stoppa Carmelo Anthony sul 92-90 per i Knicks: inizia qui un parziale di 11-2, con 9 punti in fila firmati da Lance Stephenson, che chiude con il massimo in carriera nei playoff (25, a cui aggiunge 10 rimbalzi) e regala ai suoi la prima finale di Conference dal 2004. "Non volevo tornare a New York per Gara 7 - ha affermato la guardia dei Pacers - e penso di aver fatto tutto quello che serviva per vincere". La vittoria di Indiana nasce dalla difesa: soltanto 18 punti concessi nel quarto quarto. "Mi pagano per proteggere l'area - ha detto a fine gara Roy Hibbert -. Se l'attacco non gira, io ho il compito di non far avvicinare gli avversari al ferro". Non a caso, il prodotto di Georgetown manda in archivio la sua serata con 21 punti, 12 rimbalzi e ben 5 stoppate.
NON BASTA ANTHONY - Grande amarezza in casa Knicks: quello di Carmelo Anthony è il più classico dei "losing effort". L'ala realizza 39 punti (15/29 al tiro, 8/8 ai liberi) ma soltanto Shumpert (19) e JR Smith (15, anche se con 15 tiri) chiudono in doppia cifra. "La loro difesa è infernale - riconosce "Melo" - e sanno come controllare l'area pitturata. Hanno fatto un grandissimo lavoro e va riconosciuto a questi ragazzi, Hibbert ci ha devastato". I Pacers tornano a sfidare gli Heat, le parole di coach Vogel suonano come un avvertimento per LeBron e compagni: "Non siamo affatto soddisfatti del punto in cui siamo ora, sentiamo di non avere limiti in questa stagione".