ROMA - Danilo Gallinari prima ha dovuto assistere all'eliminazione di se stesso dai playoff NBA, vittima di un grave infortunio ai legamenti del ginocchio sinistro, lo scorso 4 aprile. E di conseguenza dagli Europei con la Nazionale. Poi quella dei suoi Nuggets già al primo turno per mano di Golden State. Ed infine pure quella dell'Olimpia Milano, "... di cui resta il primo tifoso" dice il padre Vittorio. In poco meno di due mesi su Danilo si sono concentrate le peggiori delusioni sopportabili (e teniamo da parte il Milan) e tutto questo in coda a quella che è stata, e resta, la sua miglior stagione da quando gioca in NBA. E che pure a breve lo riporterà in sala operatoria, per iniziare finalmente la fase di recupero.
Vittorio, qual è attualmente la quotidianità di Danilo?
"Danilo è a Denver, dove sta facendo sedute di rieducazione al ginocchio. Una volta a settimana va a Vail, che dista un centinaio di chilometri, per una visita di controllo in vista dell'intervento di ricostruzione del legamento crociato".
Che in realtà era stato fissato per lo scorso 29 aprile. Poi cosa è accaduto?
"Che la prima risonanza non aveva evidenziato la rottura dei due menischi, probabilmente a causa del liquido che s'era versato. Quando hanno aperto il ginocchio il danno è emerso, c'è stato un conciliabolo di una mezz'ora sull'opportunità di un intervento unico, ma poi ha prevalso l'opinione del professor Steadman, cioè di dividere l'intervento in due fasi. Così hanno riparato solo i menischi".
Sul legamento quando si interverrà?
"Tra il 10 ed il 15 giugno. La convinzione di Steadman è che agendo in questo modo l'intervento ha una riuscita ancora migliore e diciamo garantista per il futuro della carriera di Danilo".
Che la notizia l'ha presa...
"Male. Era convinto di uscire dal primo intervento già riparato e quindi poter subito pensare alla ripartenza. Ed invece queste ulteriori sei settimane di attesa sono state una brutta botta".
Come sarà la sua estate?
"Dovrà attendere due-tre settimane per la cicatrizzazione delle ferite. Poi tornerà in Italia per la rieducazione, stiamo valutando dove, sempre in accordo con i Nuggets".
Alla notizia dell'infortunio le quotazioni della Nazionale in vista degli Europei sono crollate. Poi però questi playoff ci stanno proponendo tanti italiani protagonisti: Datome, Hackett, Aradori, Cinciarini. Vista dal padre di Danilo, quanto resta buona la Nazionale?
"Direi che si può essere fiduciosi, perché in tanti hanno fatto bene e per tutta la stagione, non solo nei playoff. Ed aggiungo Polonara e Gentile".
Non sarà comunque un'Italia più forte, senza Danilo.
"Al di là del valore di Danilo, è una verità che la scorsa estate lui si era proposto anche come aggregatore del gruppo. Credo che resti questa la chiave. Non ho dubbi sul fatto che Pianigiani possa trovare agli Europei protagonisti diversi in campo ad ogni partita. Ma è fondamentale che tutti si sentano partecipi del gruppo".
Gallinari, qual è a suo giudizio la rivelazione di questi playoff italiani?
"Io dico Roma, che non mi aspettavo competitiva fino a questi livelli. Ma il gruppo è buono, Datome sta avendo una stagione super, Taylor e Lawal sono state scelte azzeccate. E quando hai l'asse tra il play ed il centro, ed un esterno come Datome, la quadratura è vicina".
L'argomento del giorno: è tornata Siena. Che per quattro mesi non ha vinto in trasferta, poi nei playoff vince gara7 a Milano e poi gara1 a Varese.
"Non si vince per caso. La mentalità vincente è una cosa che resta dentro, ci sono giocatori che hanno vinto ed altri che hanno imparato cosa significa. Come Banchi, nuovo pure lui ma al tempo stesso uno del sistema da anni. Hanno giocato una grande Eurolega e vinto la Coppa Italia, quando conta Siena sa essere pronta".
Varese, dopo una stagione tutta al comando, si ritrova a giocare gara2, in casa, sotto 0-1. Quanta pressione avrà?
"Non credo che quella sconfitta sia così indicativa in una serie che mi attendo lunga. Varese ha costruito la sua stagione giocando bene e vincendo tanto. Ora s'è trovata davanti una squadra ostica, che difende, limita le tue qualità e ti fa giocar male".
Potrebbe estendere il concetto di "risveglio" anche a Cantù, che nel 2011 una finale l'ha pur sempre giocata?
"Cantù è arrivata ai playoff giocando male, con tanti problemi dei quali tutti abbiamo letto, tra campo e spogliatoio. Ragland però ha portato una scossa. E Leunen e Mazzarino sono tornati al loro livello, mentre Tyus ha trovato il compagno giusto. Più Aradori. Ora Cantù è una rivale temibile per Roma, ed anche qui mi attendo una serie lunga".
Troppo lunga, su 7 gare fin dai quarti?
"Valuteremo. Però per ora questi playoff sono bellissimi e gara7 ha dimostrato di poter ribaltare il pronostico. Come successo tra Cantù e Sassari. Alla quale forse manca esperienza a questo livello, dire che per vincere bisogna prima perdere non è una banalità".
Con lei, Gallinari, non si può non parlare di Milano.
"L'unica delusione, mi aspettavo che portasse a casa lo scudetto. Speravamo tutti che lo potesse fare".
Ha detto speravamo.
"Beh, insomma, l'Olimpia... Riconosco l'errore di essere stato tra quelli che durante l'anno, valutando roster, esperienza e crescita della squadra pensava che sarebbe arrivata allo scudetto. Con Siena però ha trovato l'accoppiamento peggiore. Ed anziché tirar fuori qualcosa in più è tornata indietro alle problematiche viste durante l'anno".
L'ambiente attorno alla squadra ha inciso?
"Il pubblico di Milano resta uno abituato a vincere. Negli appuntamenti importanti c'è sempre e viene per veder lottare. Solo a quel punto può accettare la sconfitta. Durante l'anno non sono mancate proteste e polemiche. Poi, visto che quella reazione richiesta non c'è stata, forse è emersa un po' di assuefazione".
Il commento di Danilo, sull'Olimpia?
"Ci ha giocato, ne è tifoso. Si era esaltato vedendo segnali di ripresa, poi c'è rimasto male".
Ci saranno cambiamenti, il club cerca un uomo che sia stato bandiera dell'Olimpia. Un po' in stile Villalta alla Virtus. Sarà mica che lei è uno dei candidati, viste le sue undici stagioni a Milano?
"Non spetta a me e nessuno s'è fatto avanti".
Valuterebbe, nel caso?
"Fare qualcosa per l'Olimpia sarebbe un onore. Per me come per gente come Premier o Boselli, volendo fare dei nomi. Ma al tempo stesso va portato rispetto per quelli che hanno provato a far grande il club, come il presidente Proli".
Ma lei è un affermato procuratore di giocatori ed allenatori. Cosa farebbe?
"Chi può rifiutare una proposta del genere, arrivasse? Chiaro che ci sarebbe un conflitto d'interessi da risolvere. Lo farei".
Primo colpo: il ritorno di Danilo...
"Chiaro. Visto che stiamo parlando di nulla...".
Vittorio, qual è attualmente la quotidianità di Danilo?
"Danilo è a Denver, dove sta facendo sedute di rieducazione al ginocchio. Una volta a settimana va a Vail, che dista un centinaio di chilometri, per una visita di controllo in vista dell'intervento di ricostruzione del legamento crociato".
Che in realtà era stato fissato per lo scorso 29 aprile. Poi cosa è accaduto?
"Che la prima risonanza non aveva evidenziato la rottura dei due menischi, probabilmente a causa del liquido che s'era versato. Quando hanno aperto il ginocchio il danno è emerso, c'è stato un conciliabolo di una mezz'ora sull'opportunità di un intervento unico, ma poi ha prevalso l'opinione del professor Steadman, cioè di dividere l'intervento in due fasi. Così hanno riparato solo i menischi".
Sul legamento quando si interverrà?
"Tra il 10 ed il 15 giugno. La convinzione di Steadman è che agendo in questo modo l'intervento ha una riuscita ancora migliore e diciamo garantista per il futuro della carriera di Danilo".
Che la notizia l'ha presa...
"Male. Era convinto di uscire dal primo intervento già riparato e quindi poter subito pensare alla ripartenza. Ed invece queste ulteriori sei settimane di attesa sono state una brutta botta".
Come sarà la sua estate?
"Dovrà attendere due-tre settimane per la cicatrizzazione delle ferite. Poi tornerà in Italia per la rieducazione, stiamo valutando dove, sempre in accordo con i Nuggets".
Alla notizia dell'infortunio le quotazioni della Nazionale in vista degli Europei sono crollate. Poi però questi playoff ci stanno proponendo tanti italiani protagonisti: Datome, Hackett, Aradori, Cinciarini. Vista dal padre di Danilo, quanto resta buona la Nazionale?
"Direi che si può essere fiduciosi, perché in tanti hanno fatto bene e per tutta la stagione, non solo nei playoff. Ed aggiungo Polonara e Gentile".
Non sarà comunque un'Italia più forte, senza Danilo.
"Al di là del valore di Danilo, è una verità che la scorsa estate lui si era proposto anche come aggregatore del gruppo. Credo che resti questa la chiave. Non ho dubbi sul fatto che Pianigiani possa trovare agli Europei protagonisti diversi in campo ad ogni partita. Ma è fondamentale che tutti si sentano partecipi del gruppo".
Gallinari, qual è a suo giudizio la rivelazione di questi playoff italiani?
"Io dico Roma, che non mi aspettavo competitiva fino a questi livelli. Ma il gruppo è buono, Datome sta avendo una stagione super, Taylor e Lawal sono state scelte azzeccate. E quando hai l'asse tra il play ed il centro, ed un esterno come Datome, la quadratura è vicina".
L'argomento del giorno: è tornata Siena. Che per quattro mesi non ha vinto in trasferta, poi nei playoff vince gara7 a Milano e poi gara1 a Varese.
"Non si vince per caso. La mentalità vincente è una cosa che resta dentro, ci sono giocatori che hanno vinto ed altri che hanno imparato cosa significa. Come Banchi, nuovo pure lui ma al tempo stesso uno del sistema da anni. Hanno giocato una grande Eurolega e vinto la Coppa Italia, quando conta Siena sa essere pronta".
Varese, dopo una stagione tutta al comando, si ritrova a giocare gara2, in casa, sotto 0-1. Quanta pressione avrà?
"Non credo che quella sconfitta sia così indicativa in una serie che mi attendo lunga. Varese ha costruito la sua stagione giocando bene e vincendo tanto. Ora s'è trovata davanti una squadra ostica, che difende, limita le tue qualità e ti fa giocar male".
Potrebbe estendere il concetto di "risveglio" anche a Cantù, che nel 2011 una finale l'ha pur sempre giocata?
"Cantù è arrivata ai playoff giocando male, con tanti problemi dei quali tutti abbiamo letto, tra campo e spogliatoio. Ragland però ha portato una scossa. E Leunen e Mazzarino sono tornati al loro livello, mentre Tyus ha trovato il compagno giusto. Più Aradori. Ora Cantù è una rivale temibile per Roma, ed anche qui mi attendo una serie lunga".
Troppo lunga, su 7 gare fin dai quarti?
"Valuteremo. Però per ora questi playoff sono bellissimi e gara7 ha dimostrato di poter ribaltare il pronostico. Come successo tra Cantù e Sassari. Alla quale forse manca esperienza a questo livello, dire che per vincere bisogna prima perdere non è una banalità".
Con lei, Gallinari, non si può non parlare di Milano.
"L'unica delusione, mi aspettavo che portasse a casa lo scudetto. Speravamo tutti che lo potesse fare".
Ha detto speravamo.
"Beh, insomma, l'Olimpia... Riconosco l'errore di essere stato tra quelli che durante l'anno, valutando roster, esperienza e crescita della squadra pensava che sarebbe arrivata allo scudetto. Con Siena però ha trovato l'accoppiamento peggiore. Ed anziché tirar fuori qualcosa in più è tornata indietro alle problematiche viste durante l'anno".
L'ambiente attorno alla squadra ha inciso?
"Il pubblico di Milano resta uno abituato a vincere. Negli appuntamenti importanti c'è sempre e viene per veder lottare. Solo a quel punto può accettare la sconfitta. Durante l'anno non sono mancate proteste e polemiche. Poi, visto che quella reazione richiesta non c'è stata, forse è emersa un po' di assuefazione".
Il commento di Danilo, sull'Olimpia?
"Ci ha giocato, ne è tifoso. Si era esaltato vedendo segnali di ripresa, poi c'è rimasto male".
Ci saranno cambiamenti, il club cerca un uomo che sia stato bandiera dell'Olimpia. Un po' in stile Villalta alla Virtus. Sarà mica che lei è uno dei candidati, viste le sue undici stagioni a Milano?
"Non spetta a me e nessuno s'è fatto avanti".
Valuterebbe, nel caso?
"Fare qualcosa per l'Olimpia sarebbe un onore. Per me come per gente come Premier o Boselli, volendo fare dei nomi. Ma al tempo stesso va portato rispetto per quelli che hanno provato a far grande il club, come il presidente Proli".
Ma lei è un affermato procuratore di giocatori ed allenatori. Cosa farebbe?
"Chi può rifiutare una proposta del genere, arrivasse? Chiaro che ci sarebbe un conflitto d'interessi da risolvere. Lo farei".
Primo colpo: il ritorno di Danilo...
"Chiaro. Visto che stiamo parlando di nulla...".