Sport

Basket, finali Nba: Parker è super e San Antonio sbanca Miami

Gli Spurs, trascinati dai 21 punti del play (autore del canestro decisivo a pochi secondi dalla sirena) e da Duncan (20 + 14 rimbalzi), vincono 92-88 gara 1. Agli Heat non basta la 'tripla doppià di LeBron James (18 punti, 18 rimbalzi e 10 assist). Domenica notte la seconda sfida, di nuovo in Florida. Denver Nuggets, è separazione da coach Karl

2 minuti di lettura
NEW YORK  -  Si aprono nel segno di San Antonio le finali Nba. Gli Spurs, a caccia del quinto trionfo della propria storia, vincono infatti il primo round passando per 92-88 sul campo dei Miami Heat in gara 1 della serie che assegna il titolo 2012-2013. Sul successo dei texani, al termine di un confronto all'insegna dell'assoluto equilibrio (24-23, 52-49 e 69-66 gli altri parziali), c'è la firma di Tony Parker, che sigla 21 punti (10 nel quarto periodo) con 6 assist e fa calare il sipario sul match con una giocata da circo. Sul 90-88, il play franco-belga gestisce un possesso decisivo: rischia di farsi soffiare il pallone, cade, si rialza e allo scadere dei 24'' l'ex marito di Eva Longoria infila un canestro impossibile che vale il 92-88 a 5''2 dalla sirena. Game over.

MIAMI, NON BASTA LA 'TRIPLA DOPPIA' DI LEBRON - I detentori del titolo, avanti anche di 9 lunghezze nel corso della partita, realizzano solo 16 punti nell'ultimo quarto e incassano il ko casalingo nonostante la 'tripla doppià di LeBron James: il 'Presceltò chiude con 18 punti (7/16 al tiro), 18 rimbalzi e 10 assist. Nemmeno il numero 6, tuttavia, incide a sufficienza nell'ultima porzione di match: segna 6 punti, quando però i giochi sono quasi fatti. Accanto a James, alla quinta sconfitta in finale contro gli Spurs dopo il 'cappottò rimediato nel 2007, nel momento chiave non brillano nemmeno gli altri big. Dwyane Wade segna 17 punti ma resta a secco nel quarto periodo, Chris Bosh arriva a 13 (come Ray Allen) realizzando solo 2 punti nella frazione conclusiva, che si trasforma in un incubo offensivo per la squadra di coach Erik Spoelstra di fronte alla solida difesa avversaria.

PARKER E DUNCAN FANNO VOLARE GLI SPURS -
I leader di San Antonio, invece, non spariscono. Gli Speroni non vanno nel panico quando devono rincorrere e non sbagliano più quando, a 7 minuti dalla fine, mettono la freccia. L'eterno Tim Duncan, a 37 anni suonati, comincia le 'Finals' con 20 punti, 14 rimbalzi e 4 assist. Dalla panchina, poi, coach Gregg Popovich può pescare anche i 13 punti di Manu Ginobili. Non stecca nemmeno il supporting cast: Daniel Green si fa apprezzare con 12 punti (4/9 tutto da 3) e Kawhi Leonard, che ha l'onore di occuparsi spesso di James in difesa, nella metà campo offensiva produce 10 punti.

POPOVICH: "SIAMO STATI UN PO' FORTUNATI" - "Siamo stati un po' fortunati", dichiarano un po' tutti nello spogliatoio degli Spurs. "Tony ha perso palla 3 o 4 volte  -  ammette coach Popovich ripensando all'ultima, decisiva azione - Ha continuato a lottare, ha ripreso il controllo e ha trovato il ferro con il tiro. Il suo è stato un grande sforzo, siamo stati fortunati". "Il quadro è chiaro  -  gli fa eco il collega Spoelstra -: alcune azioni offensive andavano concretizzate, la nostra inefficienza nel quarto periodo ci ha penalizzato". "Parker ha sbagliato tutto quello che poteva sbagliare nell'ultima azione e ha azzeccato tutto quello che poteva azzeccare - sorride amaro James - Abbiamo cominciato l'ultimo periodo con 3 punti di vantaggio, abbiamo avuto le nostre chance di vincere. Abbiamo perso la prima partita, ma la serie è lunga". Per il riscatto degli Heat tutto rinviato a gara 2 in programma domenica sera ancora in Florida.

DENVER NUGGETS: SEPARAZIONE DA COACH KARL -
Adesso c'è anche l'ufficialita': George Karl non è più l'allenatore dei Denver Nuggets. Il 62enne coach, all'ultimo anno di contratto, chiedeva il rinnovo ma la società ha storto il naso, optando per la separazione anticipata. "Voglio ringraziare i tifosi dei Nuggets per il loro supporto. Denver sarà sempre casa mia", ha scritto Karl su Twitter. Josh Kroenke, patron dei Nuggets, ha sottolineato come "George sia una leggenda del basket professionistico e tutto quello che provo è un grande rispetto a livello personale e tecnico". Karl era stato nominato allenatore dell'anno dopo aver guidato Denver al terzo posto nella Western Conference con 57 vittorie stagionali, ma ai play-off, complice anche l'assenza per infortunio di Gallinari, è stato eliminato per l'ottava volta su nove al primo turno, quest'anno per mano di Golden State. Dopo Masai Ujiri, dirigente dell'anno e da pochi giorni passato a Toronto, i Nuggets perdono dunque un altro protagonista di una comunque positiva stagione. Karl, tra l'altro, potrebbe non rimanere disoccupato a lungo: già prima dell'esonero era circolata la voce di un interessamento dei Los Angeles Clippers.
I commenti dei lettori