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Basket, Banchi: ''Stanchi ma felici, Siena c'è sempre''

Il coach della Montepaschi boccia i play off al meglio delle sette sfide (''La A non è la Nba''), loda Hackett (''ha la ferocia dei grandi'') e lancia la sfida a Roma
di NICOLA APICELLA

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Luca Banchi, lo sa che Marco Calvani ha sacrificato i suoi baffi per la finale scudetto?
''Io i baffi non li porto e non avevo fatto promesse. Sono stato contento, per la mia squadra, per la società e per la mia famiglia. La finale era nei sogni, piuttosto velati, di tutti. Averla raggiunta è stata una grande soddisfazione''.
Coppa Italia vinta, quarti di Eurolega sfiorati e finale scudetto. Niente male come prima stagione da capoallenatore di Siena.
''Non mi sarei aspettato di arrivare così lontano in campionato. Questa sembrava la stagione designata e disegnata per il successo di Milano, anche le serie al meglio delle sette partite sembravano avvantaggiare la squadra con l'organico più profondo, più strutturato, più esperto come solo Milano, e in parte forse Cantù, potevano essere. Il campo ha smentito tutti, noi siamo stati bravi a insinuarci in questa falla creata molto dalle mancanze di Milano. Oltre a Siena e Cantù, che si sono proposte come outsider designate, ci sono state tante squadre, come quelle che hanno fatto i play off, che hanno dimostrato di poter ambire legittimamente a qualsiasi traguardo''.
Budget ridotto, squadra rivoluzionata, un ciclo nuovo. Alla fine però i conti vanno fatti sempre con Siena. Perché?
''L'aspetto tecnico ha tanta importanza perché quando un gruppo è così profondamente rinnovato si deve partire da una base tecnica di lavoro per dargli una identità. In questo penso che Roma e Siena si somigliano molto''.
Il quinto posto al termine della stagione regolare vi ha indirizzato nella parte di tabellone più difficile, con la grande favorita Milano e con quella Varese che aveva dominato la stagione regolare.
''Il dato di fatto, forse inaspettato per qualcuno, è quello di una squadra che è stata capace di esprimere una continuità di rendimento importante davanti alla migliore squadra del campionato. In gara 7 - nonostante tutti i dubbi legati alla sconfitta nella sesta sfida - siamo stati capaci di produrre un'altra partita di qualità e guadagnarci un'opportunità che stavolta, meglio di altre, siamo stati bravi a sfruttare''.
Dicendo grazie ad un immenso Hackett.
''Daniel è cresciuto molto ma nulla di quanto ha fatto è diverso da quanto ci aspettavamo nel momento in cui lo abbiamo scelto. Penso che lui fin da subito abbia percepito il forte sentimento che animava la nostra scelta, si è realmente sentito scelto, ha capito che c'era un progetto attorno a lui. Abbiamo lavorato fianco a fianco con momenti di esaltazioni e altri di grande difficoltà, come l'infortunio contro il Fenerbahce nel picco di maggiore forma. Ulteriore nota di merito la capacità che ha avuto di riprendere in mano la sua stagione, la feroce determinazione nel voler diventare uno dei giocatori più importanti d'Europa''.
Tra quarti e semifinali ben cinque serie si sono decise a gara 7. Per alcuni la nuova formula è un successo, per altri qualcosa da cancellare il prima possibile. Da che parte sta?
''La serie A non è la Nba, le società non viaggiano in aereo, si spostano in bus con evidenti difficoltà logistiche. Se si vuole una serie al meglio delle sette partite senza penalizzare eccessivamente lo spettacolo e l'incolumità dei giocatori, giocare ogni due giorni non è la condizione ideale. Mi va bene giocare le prime due sfide nello spazio di 48 ore, poi però quando ci si sposta nell'altra sede bisognerebbe dar modo alle squadre di recuperare le energie perché la qualità di gioco sia ancora quella che tutti si attendono. Tutto questo se giocare al meglio delle sette sfide è una esigenza, cosa che non reputo tale. Tra Eurolega, coppa Italia e campionato abbiamo giocato 74 gare, avessimo fatto i play off di Eurolega non avremmo avuto neanche una settimana di tempo per preparare i play off del campionato. Adesso tutti parlano di sfide incerte, serie che si decidono alla settima partita, la realtà è che di bella pallacanestro se ne è vista poco nelle ultime settimane. A questo aggiungiamo una qualità degli impianti  -  Forum di Milano a parte - non certo elevata. Insomma, lo spot fatto alla pallacanestro non è stato bellissimo. Se vogliamo una bella pallacanestro e vogliamo bene alla pallacanestro bisognerà ragionarci sopra, fare qualche riflessione interpellando non solo i dirigenti ma anche giocatori e allenatori''.
Che finale sarà quella con Roma?
''Non credo si discosterà da quelle che sono state le serie precedenti. Le due gare di campionato (1-1 il bilancio) hanno dato verdetti e indicazioni diverse tra loro anche perché sono state giocate in periodi particolari della stagione di entrambe. Roma e Siena sono squadre diverse ma credo che sarà ancora una volta l'equilibrio a dominare''.
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