SAN ANTONIO - Gli Heat riportano la finale per il titolo Nba in parità dopo la bruttissima prestazione in gara-3. All'AT&T Center Miami ritrova le sue stelle e conquista gara-4 per 109-93. I campioni in carica ipotecano il pesantissimo successo con un'eccellente ripresa: dopo il 49-49 con cui si va all'intervallo, Miami produce 60 punti nella ripresa. A condurre lo show sono i 'big three'. LeBron James, dopo l'opaca prestazione in gara 3, riprende quota con 33 punti (15/25 al tiro), 11 rimbalzi e 4 assist. Il Prescelto, aggressivo sin dall'avvio, riesce ad 'accenderè Dwyane Wade che offre il meglio del proprio repertorio con 32 punti, 6 rimbalzi, 4 assist e 6 recuperi. Chris Bosh completa l'opera con 20 punti e 13 rimbalzi.
ORGOGLIO HEAT - "Wade è tornato Flash, è tornato quello del 2006", dice James facendo riferimento al soprannome che caratterizza il compagno. Al loro bottino si aggiungono i preziosi 14 punti che Ray Allen realizza con 5/10 dall'arco. "Sono sceso in campo con grande fiducia, ero ottimista ancor prima di fare il primo tiro. Gara 3 ormai era il passato, ho pensato solo al presente", dice ancora il Prescelto che ora vuole mettere la freccia nelle 'Finals'. "Non possiamo aspettare di avere le spalle al muro per dare il meglio. Dobbiamo sfruttare l'inerzia". Gli fa eco Wade. "La squadra si aspettava una prova del genere da me. Era ora che mi facessi vivo". Quando lui segna almeno 20 punti, gli Heat non perdono mai, come dimostrano 29 successi di fila.
SPURS OPACHI - San Antonio ora si interroga dopo la serata storta. I neroargento tirano con il 50% da 3 (8/16), ma stavolta, a differenza di quanto accaduto con le 16 triple di gara 3, la produzione dalla lunga distanza non basta per archiviare la pratica. I texani vanno sotto a rimbalzo (36-40) e perdono il doppio dei palloni (18-9) rispetto agli avversari. Tim Duncan segna 20 punti, ma non dà la scossa. Tony Parker, alle prese con un lieve infortunio muscolare ("Non ero al 100%, ma farò tanta fisioterapia prima di gara 5"), si ferma a 15 con 9 assist: nel secondo tempo, come riconosce il suo coach Gregg Popovich, soffre la difesa asfissiante di Miami: "Lo hanno raddoppiato costantemente, togliendogli il pallone dalle mani", osserva il tecnico, che elogia anche la prestazione offensiva dei rivali. "Quando James, Wade e Bosh giocano così - dice - è dura batterli". Danny Green e Gary Neal, eroi di gara 3, stavolta non sono decisivi con 13 e 12 punti. Contributo ridotto da Manu Ginobili, che chiude con 5 punti. Domenica si gioca gara 5, ancora sul campo di San Antonio.
ORGOGLIO HEAT - "Wade è tornato Flash, è tornato quello del 2006", dice James facendo riferimento al soprannome che caratterizza il compagno. Al loro bottino si aggiungono i preziosi 14 punti che Ray Allen realizza con 5/10 dall'arco. "Sono sceso in campo con grande fiducia, ero ottimista ancor prima di fare il primo tiro. Gara 3 ormai era il passato, ho pensato solo al presente", dice ancora il Prescelto che ora vuole mettere la freccia nelle 'Finals'. "Non possiamo aspettare di avere le spalle al muro per dare il meglio. Dobbiamo sfruttare l'inerzia". Gli fa eco Wade. "La squadra si aspettava una prova del genere da me. Era ora che mi facessi vivo". Quando lui segna almeno 20 punti, gli Heat non perdono mai, come dimostrano 29 successi di fila.
SPURS OPACHI - San Antonio ora si interroga dopo la serata storta. I neroargento tirano con il 50% da 3 (8/16), ma stavolta, a differenza di quanto accaduto con le 16 triple di gara 3, la produzione dalla lunga distanza non basta per archiviare la pratica. I texani vanno sotto a rimbalzo (36-40) e perdono il doppio dei palloni (18-9) rispetto agli avversari. Tim Duncan segna 20 punti, ma non dà la scossa. Tony Parker, alle prese con un lieve infortunio muscolare ("Non ero al 100%, ma farò tanta fisioterapia prima di gara 5"), si ferma a 15 con 9 assist: nel secondo tempo, come riconosce il suo coach Gregg Popovich, soffre la difesa asfissiante di Miami: "Lo hanno raddoppiato costantemente, togliendogli il pallone dalle mani", osserva il tecnico, che elogia anche la prestazione offensiva dei rivali. "Quando James, Wade e Bosh giocano così - dice - è dura batterli". Danny Green e Gary Neal, eroi di gara 3, stavolta non sono decisivi con 13 e 12 punti. Contributo ridotto da Manu Ginobili, che chiude con 5 punti. Domenica si gioca gara 5, ancora sul campo di San Antonio.