BOLOGNA - La Virtus ha presentato oggi il suo nuovo general manager Bruno Arrigoni, in arrivo da Cantù. E che con il club bianconero ha raggiunto un accordo biennale, con opzione sulla terza stagione. "Non sono un genio, ma ne ho viste tante. E magari pure un po' fortunato: un anno mi sono salvato perché è uscito un tiro di Danilovic, cosa che non succedeva così spesso..." ha detto Arrigoni. Grande conoscitore delle leghe minori europee, nelle quali spesso è andato a pescare stranieri poco conosciuti e che, portati in Italia, hanno poi fatto strada. Figura della quale alla Virtus si è avvertita la mancanza, ora che dal rapporto qualità-prezzo, cioè di quel che si va a pescare e quanto porta alla causa, passano sempre più i destini dei club italiani. "E' difficile dire se sia premiante un rookie o un veterano d'Europa, a Cantù ne abbiamo avuti di tutti i tipi e non c'è una regola unica. Quest'anno a Roma ha fatto molto bene Jordan Taylor, ad esempio, ma vuol dire che ha trovato le condizioni ideali. Per me il momento migliore per valutare un americano uscito dal college è dopo il primo anno in Europa".
Nel corso delle presentazione, è stato più volte citato il termine "paletto": riferito ai contratti in essere per la prossima stagione. "I nostri paletti sono quelli di veder valorizzati i nostri giovani" ha detto Claudio Albertini, vicepresidente e membro del CdA. Un messaggio che Arrigoni ha già recepito, pure se non necessariamente la valorizzazione nel breve periodo passa dal far parte della squadra nella prossima stagione.
La Virtus di giovani buoni ne ha parecchi (Imbrò, Fontecchio appena firmato per 5 anni, Landi, Baldi Rossi) ma non può costruire su di loro la squadra per una stagione, la prossima, che deve far dimenticare l'ultima, deludente. "I paletti sono di prestigio ma futuribili, aggiungendo anche Andjusic e Gaddefors - ha ripreso Arrigoni - Ho le mie idee, vengo da fuori e le metto sul tavolo, l'importante è trovare un percorso condiviso e nel quale i risultati siano congrui gli investimenti". Spazio ai giovani, ma è altrettanto vero che la Virtus ha contratto con due pezzi buoni del mercato italiano, Poeta e Gigli. "Sono due azzurri, due ottimi ragazzi, esempio per gli altri. E due leader - è stata la scheda di Arrigoni - Ma sono anche due che hanno in mano biglietti vincenti, e ricchi della lotteria". Come dire che il peso dei loro contratti, sul budget che è dato in definizione e non è sforabile, comporterà valutazioni profonde. Da qui nasce anche l'invito ad esserci, in questa ripartenza della Virtus, lanciato dal presidente Renato Villalta: "Abbiamo un'idea di massima dei costi e saremo attentissimi a rispettarla. Ma è chiaro che capire che tipo di Virtus riusciremo a mettere in campo dipenderà anche dalla risposta dei nostri tifosi alla campagna abbonamenti". Che sarà a sua volta presentata mercoledì, con lo slogan "Più siamo, più saremo forti".
Nel corso delle presentazione, è stato più volte citato il termine "paletto": riferito ai contratti in essere per la prossima stagione. "I nostri paletti sono quelli di veder valorizzati i nostri giovani" ha detto Claudio Albertini, vicepresidente e membro del CdA. Un messaggio che Arrigoni ha già recepito, pure se non necessariamente la valorizzazione nel breve periodo passa dal far parte della squadra nella prossima stagione.
La Virtus di giovani buoni ne ha parecchi (Imbrò, Fontecchio appena firmato per 5 anni, Landi, Baldi Rossi) ma non può costruire su di loro la squadra per una stagione, la prossima, che deve far dimenticare l'ultima, deludente. "I paletti sono di prestigio ma futuribili, aggiungendo anche Andjusic e Gaddefors - ha ripreso Arrigoni - Ho le mie idee, vengo da fuori e le metto sul tavolo, l'importante è trovare un percorso condiviso e nel quale i risultati siano congrui gli investimenti". Spazio ai giovani, ma è altrettanto vero che la Virtus ha contratto con due pezzi buoni del mercato italiano, Poeta e Gigli. "Sono due azzurri, due ottimi ragazzi, esempio per gli altri. E due leader - è stata la scheda di Arrigoni - Ma sono anche due che hanno in mano biglietti vincenti, e ricchi della lotteria". Come dire che il peso dei loro contratti, sul budget che è dato in definizione e non è sforabile, comporterà valutazioni profonde. Da qui nasce anche l'invito ad esserci, in questa ripartenza della Virtus, lanciato dal presidente Renato Villalta: "Abbiamo un'idea di massima dei costi e saremo attentissimi a rispettarla. Ma è chiaro che capire che tipo di Virtus riusciremo a mettere in campo dipenderà anche dalla risposta dei nostri tifosi alla campagna abbonamenti". Che sarà a sua volta presentata mercoledì, con lo slogan "Più siamo, più saremo forti".