ROMA - Prima data ormai per certa, quindi in dubbio, poi definitivamente precipitata nel nulla e invece ufficializzata quasi a sorpresa.
Si è conclusa nella giornata di ieri la trattativa intavolata già da qualche settimana tra i Los Angeles Clippers ed i Boston Celtics, che porterà sulla panchina californiana Doc Rivers (per lui è pronto un triennale da 21 milioni di dollari, lo stesso importo garantitogli dalla dirigenza dei Celtics) in cambio una prima scelta al draft del 2015, sebbene la squadra del Massachusetts abbia a lungo richiesto una chiamata nella lotteria del 2014, secondo gli analisti la migliore dai tempi dell'anno di grazia 2003.
L'assetto originale dello scambio tra le due franchigie era ben diverso, in quanto - oltre a Doc Rivers - anche Kevin Garnett avrebbe dovuto imboccare la via per Los Angeles, in cambio del lungo DeAndre Jordan e due scelte al draft da definirsi. L'affare è stato poi bocciato dal tempestivo intervento dei piani alti della Lega nella persona del commissioner David Stern, che ha subito evidenziato come "il contratto collettivo non consente scambi che coinvolgano contratti di allenatori", rendendo quindi la trade una chiara violazione al regolamento vigente.
A Los Angeles, intanto, l'atmosfera è molto più rilassata. Con Chris Paul in scadenza di contratto e la garanzia di un'operazione di mercato mirata a sostituire il molto discusso e discutibile Vinny Del Negro con un allenatore più solido e vincente e soprattutto gradito al giocatore chiave della squadra, le probabilità che l'ex playmaker di New Orleans prolunghi la sua permanenza a Los Angeles sono altissime.
Doc Rivers, dal canto suo, può vantare un record complessivo di 587 partite vinte sulle 1060 allenate dal 1999 ad oggi, coronate dal titolo Nba centrato clamorosamente nel 2008 e quello sfiorato nel 2010 in 7 partite contro i Lakers di Kobe Bryant e Pau Gasol.
Anche Donald Sterling, il proprietario dei Clippers, è fiducioso e convinto del fatto che il cambio di panchina possa convincere Chris Paul a restare ancora a lungo, firmando un quinquennale da 107,3 milioni di dollari che garantirebbe alla franchigia sia la presenza di una stella indiscussa e ma la possibilità di disegnare un piano a medio-lungo termine per costruirgli attorno una squadra in grado di competere nella post season.
Si continua a vociferare di uno scambio che coinvolgerebbe DeAndre Jordan e Kevin Garnett, ma la Nba ha già fatto capire di non gradire ulteriori scambi sull'asse Celtics - Clippers. Inoltre, il sogno rimane quello di cedere Eric Bledsoe e Blake Griffin e convincere i Lakers a dare Dwight Howard come contropartita.
Lo stesso Howard che, secondo alcune indiscrezioni, avrebbe già da tempo espresso la sua volontà di giocare affianco a Chris Paul. In un futuro che potrebbe essere più prossimo di quel che sembri.
Si è conclusa nella giornata di ieri la trattativa intavolata già da qualche settimana tra i Los Angeles Clippers ed i Boston Celtics, che porterà sulla panchina californiana Doc Rivers (per lui è pronto un triennale da 21 milioni di dollari, lo stesso importo garantitogli dalla dirigenza dei Celtics) in cambio una prima scelta al draft del 2015, sebbene la squadra del Massachusetts abbia a lungo richiesto una chiamata nella lotteria del 2014, secondo gli analisti la migliore dai tempi dell'anno di grazia 2003.
L'assetto originale dello scambio tra le due franchigie era ben diverso, in quanto - oltre a Doc Rivers - anche Kevin Garnett avrebbe dovuto imboccare la via per Los Angeles, in cambio del lungo DeAndre Jordan e due scelte al draft da definirsi. L'affare è stato poi bocciato dal tempestivo intervento dei piani alti della Lega nella persona del commissioner David Stern, che ha subito evidenziato come "il contratto collettivo non consente scambi che coinvolgano contratti di allenatori", rendendo quindi la trade una chiara violazione al regolamento vigente.
A Los Angeles, intanto, l'atmosfera è molto più rilassata. Con Chris Paul in scadenza di contratto e la garanzia di un'operazione di mercato mirata a sostituire il molto discusso e discutibile Vinny Del Negro con un allenatore più solido e vincente e soprattutto gradito al giocatore chiave della squadra, le probabilità che l'ex playmaker di New Orleans prolunghi la sua permanenza a Los Angeles sono altissime.
Doc Rivers, dal canto suo, può vantare un record complessivo di 587 partite vinte sulle 1060 allenate dal 1999 ad oggi, coronate dal titolo Nba centrato clamorosamente nel 2008 e quello sfiorato nel 2010 in 7 partite contro i Lakers di Kobe Bryant e Pau Gasol.
Anche Donald Sterling, il proprietario dei Clippers, è fiducioso e convinto del fatto che il cambio di panchina possa convincere Chris Paul a restare ancora a lungo, firmando un quinquennale da 107,3 milioni di dollari che garantirebbe alla franchigia sia la presenza di una stella indiscussa e ma la possibilità di disegnare un piano a medio-lungo termine per costruirgli attorno una squadra in grado di competere nella post season.
Si continua a vociferare di uno scambio che coinvolgerebbe DeAndre Jordan e Kevin Garnett, ma la Nba ha già fatto capire di non gradire ulteriori scambi sull'asse Celtics - Clippers. Inoltre, il sogno rimane quello di cedere Eric Bledsoe e Blake Griffin e convincere i Lakers a dare Dwight Howard come contropartita.
Lo stesso Howard che, secondo alcune indiscrezioni, avrebbe già da tempo espresso la sua volontà di giocare affianco a Chris Paul. In un futuro che potrebbe essere più prossimo di quel che sembri.