ROMA - E' ufficialmente iniziata l'avventura di Luca Dalmonte sulla panchina della Virtus Roma. Nel giorno della presentazione, il nuovo coach dell'Acea si è dimostrato consapevole della grande sfida che lo attende, dopo che la squadra nello scorso campionato ha centrato la finale scudetto sotto la guida di Marco Calvani: "Sono molto emozionato e conscio che la stagione appena conclusa è stata fantastica, definita ai limiti dell'irripetibile dagli stessi protagonisti. Ho una grande responsabilità, ma questo non rappresenta un problema. Basta esserne consapevole e saperla gestire - ha dichiarato il 49enne tecnico imolese, che in carriera ha anche allenato a Teramo, Cantù e Pesaro -. Da parte mia c'è grande motivazione per affrontare la prossima stagione".
LA FORZA DEL COLLETTIVO - Dalmonte ha dimostrato di avere bene in mente cosa chiedere ai suoi giocatori: "Condividere e collaborare devono essere le idee da trasmettere al gruppo. Al raduno ci ritroveremo come singoli e avremo bisogno di essere una squadra nel più breve tempo possibile. Per farlo serve un atteggiamento di disponibilità, servono regole e obiettivi da condividere. Voglio una squadra in cui non esiste l'io ma il noi, una squadra in cui il lavoro quotidiano sta alla base di quello che saremo la domenica e, da quest'anno, anche il martedì, in cui il sistema, che sia attacco o difesa, sia dominante. Il noi deve valere prima di tutto per me. Si vince e si perde tutti insieme".
ORGANIZZAZIONE DIFENSIVA E IDENTITA' DI SQUADRA - Difficile per il momento parlare di obiettivi: "Sia la nostra che le altre squadre sono in cantiere. Credo che al di là degli obiettivi dichiarati e condivisi sarà necessario partire con la giusta energia. La Virtus dovrà avere una solida organizzazione difensiva e una precisa identità, con delle regole in cui riconoscersi. L'unica promessa che è possibile fare oggi è cercare di migliorarsi giorno dopo giorno".
LA FORZA DEL COLLETTIVO - Dalmonte ha dimostrato di avere bene in mente cosa chiedere ai suoi giocatori: "Condividere e collaborare devono essere le idee da trasmettere al gruppo. Al raduno ci ritroveremo come singoli e avremo bisogno di essere una squadra nel più breve tempo possibile. Per farlo serve un atteggiamento di disponibilità, servono regole e obiettivi da condividere. Voglio una squadra in cui non esiste l'io ma il noi, una squadra in cui il lavoro quotidiano sta alla base di quello che saremo la domenica e, da quest'anno, anche il martedì, in cui il sistema, che sia attacco o difesa, sia dominante. Il noi deve valere prima di tutto per me. Si vince e si perde tutti insieme".
ORGANIZZAZIONE DIFENSIVA E IDENTITA' DI SQUADRA - Difficile per il momento parlare di obiettivi: "Sia la nostra che le altre squadre sono in cantiere. Credo che al di là degli obiettivi dichiarati e condivisi sarà necessario partire con la giusta energia. La Virtus dovrà avere una solida organizzazione difensiva e una precisa identità, con delle regole in cui riconoscersi. L'unica promessa che è possibile fare oggi è cercare di migliorarsi giorno dopo giorno".