MILANO - Una vita da... ultimo, per sentirsi primo. Luigi Datome è stato l'ultimo miglior giocatore del campionato. Per poi diventare l'ultimo degli italiani a firmare in Nba, seguendo Bargnani, Belinelli, Gallinari. Ha svestito una maglia, quella di Roma, indossata per 5 stagioni. Mostrato ai fotografi quella dei Pistons col nome cucito di fresco. Ma prima avrà quella azzurra, col solito 13. Numero che gli porta bene, visto che al suo frullatore delle emozioni sembra sia andato in corto il tasto "off".
Gigi Datome, la vita inizia a 25 anni?
"Posso dire di sì. E' il momento cruciale della mia carriera e mi sento a mio agio".
Un padre malato di basket e presidente del Santa Croce Olbia. Fratello e cugino che ci giocano, zio manager: mamma rassegnata o partecipe?
"Diciamo che la mamma non aveva intenzione di divorziare... e visto che noi passavamo la giornata al palasport ad un certo punto ci ha annunciato che si sarebbe iscritta ad un corso da ufficiale di campo. Almeno ci saremmo ritrovati tutti nello stesso posto...".
In Sardegna, negli anni '90 si cresceva ancora con Gigi Riva?
"Assolutamente. Siamo chiusi, ma anche ospitali, Riva non è sardo ma lo è diventato. Siamo visti un po' lontani, dal continente. Ed anche per questo, quando uno di noi fa strada, si libera un orgoglio sentito da tutti".
In tre mesi finale con Roma, contratto con Detroit ed Europei da protagonista in arrivo.
"Tutta una carriera per vedere concentrati in pochi mesi tre momenti molto importanti. Nessuno si aspettava Roma in finale. O che firmassi in NBA. Gli Europei? A quelli del 2007 e 2011 giocai poco, questi sono i primi con aspettative su di me".
Eppure la svolta resta quel passaggio a Scafati.
"Decisi di mettermi in discussione, per dimostrare a me stesso di poter giocare in Serie A. Lo spazio avuto a Scafati convinse Bodiroga, manager di Roma, a prendermi ".
Cosa le ha detto una leggenda come Joe Dumars, campione Nba ed ora manager dei Pistons?
"Che il mio talento vale quello della Lega. E detto da lui conta. E' certo che farò bene, mi ha ricordato che è il campo che parla. Quindi l'unica strada è dimostrarlo ".
L'etichetta è quella del tiratore. Ma lei è in grado di fare molte più cose: rimbalzo, recupero, stoppata.
"Ho fatto qualche allenamento a Detroit e la linea a 7.23 non è un problema, tiro già da lì. L'etichetta c'è, ma è una specializzazione che ai Pistons serve. Se poi saprò mostrare altre qualità, meglio".
Alle ali, in NBA, tocca confrontarsi con James, Durant, Anthony.
"Emozionante, ma sarà il mio lavoro. Vorresti imitarli... cercherò di migliorare i miei".
Capelli lunghi e barba, ormai il suo look. Confida di far spuntare sulle tribune del Palace folte parrucche alla Gigi?
"Non credo. Il look resta questo, ma i capelli legati".
Lascia un basket che lotta per reperire risorse. E va in un città che ha dichiarato default. Non un club: la città.
"Credo che la gente di Detroit voglia vedere nei Pistons una squadra di cui essere orgogliosi. Che trasmetta il desiderio di lottare. Noi restiamo dei privilegiati, e dovremo dare tutto affinché il pubblico possa avere un motivo d'orgoglio e distrarsi un paio d'ore ".
Dal 4 settembre gli Europei.
"Ripartiamo dalle belle cose del 2012. Le qualificazioni ci hanno mostrato la strada, pure se il livello sarà più alto. In tanti veniamo da una crescita importante nell'ultima stagione, manca il Gallo ma ritroviamo Beli ed il Mago. Pure se questo è il tempo delle parole e là conteranno solo i fatti".
Nel 2005 fu top scorer azzurro tra gli Under 18, compagno di Gallinari, in un Europeo di bronzo. Cosa pensa degli Under 20 campioni d'Europa?
"Ho visto la finale, Della Valle mi ha impressionato, giusto Mvp. A guardare l'elenco c'è gente come Teodosic. L'Italia ha un futuro ".
Gigi Datome, la vita inizia a 25 anni?
"Posso dire di sì. E' il momento cruciale della mia carriera e mi sento a mio agio".
Un padre malato di basket e presidente del Santa Croce Olbia. Fratello e cugino che ci giocano, zio manager: mamma rassegnata o partecipe?
"Diciamo che la mamma non aveva intenzione di divorziare... e visto che noi passavamo la giornata al palasport ad un certo punto ci ha annunciato che si sarebbe iscritta ad un corso da ufficiale di campo. Almeno ci saremmo ritrovati tutti nello stesso posto...".
In Sardegna, negli anni '90 si cresceva ancora con Gigi Riva?
"Assolutamente. Siamo chiusi, ma anche ospitali, Riva non è sardo ma lo è diventato. Siamo visti un po' lontani, dal continente. Ed anche per questo, quando uno di noi fa strada, si libera un orgoglio sentito da tutti".
In tre mesi finale con Roma, contratto con Detroit ed Europei da protagonista in arrivo.
"Tutta una carriera per vedere concentrati in pochi mesi tre momenti molto importanti. Nessuno si aspettava Roma in finale. O che firmassi in NBA. Gli Europei? A quelli del 2007 e 2011 giocai poco, questi sono i primi con aspettative su di me".
Eppure la svolta resta quel passaggio a Scafati.
"Decisi di mettermi in discussione, per dimostrare a me stesso di poter giocare in Serie A. Lo spazio avuto a Scafati convinse Bodiroga, manager di Roma, a prendermi ".
Cosa le ha detto una leggenda come Joe Dumars, campione Nba ed ora manager dei Pistons?
"Che il mio talento vale quello della Lega. E detto da lui conta. E' certo che farò bene, mi ha ricordato che è il campo che parla. Quindi l'unica strada è dimostrarlo ".
L'etichetta è quella del tiratore. Ma lei è in grado di fare molte più cose: rimbalzo, recupero, stoppata.
"Ho fatto qualche allenamento a Detroit e la linea a 7.23 non è un problema, tiro già da lì. L'etichetta c'è, ma è una specializzazione che ai Pistons serve. Se poi saprò mostrare altre qualità, meglio".
Alle ali, in NBA, tocca confrontarsi con James, Durant, Anthony.
"Emozionante, ma sarà il mio lavoro. Vorresti imitarli... cercherò di migliorare i miei".
Capelli lunghi e barba, ormai il suo look. Confida di far spuntare sulle tribune del Palace folte parrucche alla Gigi?
"Non credo. Il look resta questo, ma i capelli legati".
Lascia un basket che lotta per reperire risorse. E va in un città che ha dichiarato default. Non un club: la città.
"Credo che la gente di Detroit voglia vedere nei Pistons una squadra di cui essere orgogliosi. Che trasmetta il desiderio di lottare. Noi restiamo dei privilegiati, e dovremo dare tutto affinché il pubblico possa avere un motivo d'orgoglio e distrarsi un paio d'ore ".
Dal 4 settembre gli Europei.
"Ripartiamo dalle belle cose del 2012. Le qualificazioni ci hanno mostrato la strada, pure se il livello sarà più alto. In tanti veniamo da una crescita importante nell'ultima stagione, manca il Gallo ma ritroviamo Beli ed il Mago. Pure se questo è il tempo delle parole e là conteranno solo i fatti".
Nel 2005 fu top scorer azzurro tra gli Under 18, compagno di Gallinari, in un Europeo di bronzo. Cosa pensa degli Under 20 campioni d'Europa?
"Ho visto la finale, Della Valle mi ha impressionato, giusto Mvp. A guardare l'elenco c'è gente come Teodosic. L'Italia ha un futuro ".