ROMA - Kevin Durant conquista Roma. Il cestista statunitense in forza agli Oklahoma City Thunder e stella dell'NBA ha mandato in visibilio migliaia di fan che lo hanno atteso per ore davanti al Nike Roma di via del Corso, location scelta per salutare il pubblico e presentare la sua nuova linea di scarpe. Incontro previsto alle 18 (e slittato di qualche minuto a causa del traffico in città, ndr) con il popolo della palla a spicchi che ha cominciato ad assieparsi dietro alle transenne già a intorno a mezzogiorno, tributando a KD un'accoglienza molto calorosa: "Roma è stata fantastica con me e ne sono rimasto impressionato: non ho mai visto niente di simile in vita mia", ha dichiarato Durant appena giunto in via del Corso.
I fan sono quasi tutti vestiti "all'americana": cappellini da basket con la visiera girata all'indietro, canotte larghe, bermuda dai colori sgargianti. I toni prevalenti nella variegata macchia di appassionati che punteggia la principale via dello shopping capitolino sono l'arancione e il blu elettrico, quelli degli Oklahoma City Thunder. Il numero che campeggia ovunque è il 35: quello di Durant.
C'è addirittura chi è venuto da lontano per poter vedere da vicino il gigante di 206 cm dell'NBA (che gioca nel ruolo di ala piccola, ndr). Come il ventunenne Michele Federici, studente di scienze politiche all'università di Urbino, arrivato all'appuntamento con ben sei ore di anticipo: "Sono di Pesaro, pratico il basket a livello amatoriale e tifo da sempre Scavolini. La mia passione per la palla a spicchi e per l'NBA è nata nel 1998, quando mi hanno regalato un videogioco che mi ha fatto scattare la voglia di tirare a canestro".
Dietro alle transenne c'è anche Mattia Salomone, tifoso della Virtus Roma, arrivato a mezzogiorno per avere un posto in prima fila: "Ho portato la maglia verde e gialla degli Seattle SuperSonics, una delle prime squadre in cui ha militato Kevin: spero proprio di riuscire a riportarla a casa con sopra il suo autografo". Poco dopo le 18 davanti al Nike Roma la tensione si scioglie in un urlo liberatorio quando appare Durant: il tempo di un breve saluto, l'incontro all'interno del locale per intrattenersi con lo staff e scambiare due battute con i giornalisti.
Poi il momento più atteso dagli appassionati, quello del bagno di folla: per un paio di minuti KD si è concesso all'abbraccio del pubblico, autografando qualsiasi cosa fosse a portata di mano (magliette, block notes, cappellini e scarpe) e regalando numerosi gadget lanciandoli in aria in mezzo alla gente. Tante foto ricordo, strette di mano e pacche sulle spalle per Kevin Durant prima di lasciare via del Corso: scortato dalle sue guardie del corpo e accompagnato dai cori d'incitamento dei fan, in una Roma ormai contagiata dalla febbre NBA.
I fan sono quasi tutti vestiti "all'americana": cappellini da basket con la visiera girata all'indietro, canotte larghe, bermuda dai colori sgargianti. I toni prevalenti nella variegata macchia di appassionati che punteggia la principale via dello shopping capitolino sono l'arancione e il blu elettrico, quelli degli Oklahoma City Thunder. Il numero che campeggia ovunque è il 35: quello di Durant.
C'è addirittura chi è venuto da lontano per poter vedere da vicino il gigante di 206 cm dell'NBA (che gioca nel ruolo di ala piccola, ndr). Come il ventunenne Michele Federici, studente di scienze politiche all'università di Urbino, arrivato all'appuntamento con ben sei ore di anticipo: "Sono di Pesaro, pratico il basket a livello amatoriale e tifo da sempre Scavolini. La mia passione per la palla a spicchi e per l'NBA è nata nel 1998, quando mi hanno regalato un videogioco che mi ha fatto scattare la voglia di tirare a canestro".
Dietro alle transenne c'è anche Mattia Salomone, tifoso della Virtus Roma, arrivato a mezzogiorno per avere un posto in prima fila: "Ho portato la maglia verde e gialla degli Seattle SuperSonics, una delle prime squadre in cui ha militato Kevin: spero proprio di riuscire a riportarla a casa con sopra il suo autografo". Poco dopo le 18 davanti al Nike Roma la tensione si scioglie in un urlo liberatorio quando appare Durant: il tempo di un breve saluto, l'incontro all'interno del locale per intrattenersi con lo staff e scambiare due battute con i giornalisti.
Poi il momento più atteso dagli appassionati, quello del bagno di folla: per un paio di minuti KD si è concesso all'abbraccio del pubblico, autografando qualsiasi cosa fosse a portata di mano (magliette, block notes, cappellini e scarpe) e regalando numerosi gadget lanciandoli in aria in mezzo alla gente. Tante foto ricordo, strette di mano e pacche sulle spalle per Kevin Durant prima di lasciare via del Corso: scortato dalle sue guardie del corpo e accompagnato dai cori d'incitamento dei fan, in una Roma ormai contagiata dalla febbre NBA.