ROMA - Ci ha messo poco più di un anno, Daniel Hackett, per prendersi la Montepaschi, per diventare il leader della squadra che ha dominato l'Italia dei canestri negli ultimi sette anni e ha iniziato la stagione mettendo in bacheca la supercoppa.
Arrivato alla Mens Sana nell'estate del 2012, Hackett è stato decisivo nella doppietta coppa Italia-campionato, premiato come miglior giocatore della final eight e della serie scudetto, riconoscimento che gli è stato tributato anche dopo la finale di supercoppa vinta martedì scorso contro Varese.
Un vincente, Hackett. Con le idee chiare. E' rimasto a Siena con un contratto ritoccato verso il basso quando avrebbe potuto tranquillamente gonfiare il conto in banca accettando una delle tante offerte ricevute da altri club (Milano su tutte), ha saltato l'europeo per un infortunio al tendine che ha scatenato una polemica con il presidente della FIP Petrucci non ancora sopita. Quasi sicuramente sarà il suo ultimo anno in Italia, l'America - quella delle arene Nba - lo aspetta.
Hackett, come va il recupero?
''Bene. Abbiamo lavorato a lungo con lo staff per recuperare appieno. Sto meglio e sono soddisfatto del lavoro che abbiamo fatto fino ad oggi''.
Si aspettava che il suo infortunio facesse tanto rumore?
''La società si è espressa attraverso le parole del gm Minucci (il dirigente toscano ha auspicato un incontro tra il giocatore e Petrucci, ndr) e preferisco non tornare sull'argomento".
Perché è rimasto a Siena?
"Perché adoro Siena, adoro la sua gente. E' vero che altre società potevano darmi di più in termini economici ma sono felice della scelta fatta perché Siena è un posto speciale per fare pallacanestro".
Cosa la rende così speciale?
"La società, la gente, l'organizzazione, lo staff. Ogni cosa è al posto giusto per farti lavorare nel modo migliore".
Che squadra è la Montepaschi di quest'anno?
"Ambiziosa. Siamo una squadra nuova. Tanti dei ragazzi sono in Europa per la prima volta ed hanno voglia di far bene e di misurarsi con una realtà diversa. La voglia di vincere non diminuisce mai".
Siete rimasti in tre della passata stagione, come si fa a ripartire quasi da zero?
"Non è facile, ma l'entusiasmo non manca e quando c'è quello è già un grande passo in avanti".
''E' la nostra stagione più difficile'', ha spiegato Minucci. Concorda?
"Non è solo una questione di squadra. La città e la società stanno attraversando un momento complicato e noi cercheremo di fare del nostro meglio per dargli un sorriso".
Si sente il leader di Siena?
"Sono uno dei tanti. Siamo una squadra e ognuno di noi deve fare quello che gli riesce meglio per far crescere tutto il gruppo".
La Milano che vi ha scippato Banchi e Moss è la favorita numero uno?
"E' una delle favorite''.
E Siena?
''Noi siamo un gruppo nuovo ma pieno di entusiasmo e voglia di far bene''.
Dica la verità, si sente finalmente bravo abbastanza per la Nba?
"Non si è mai bravi abbastanza, ma si può aspirare ad esserlo. La Nba è il mio sogno e un giorno spero di arrivarci. Siena può farmi crescere, migliorare e farmi lavorare nel modo giusto per cercare di coronare questo sogno''.
Arrivato alla Mens Sana nell'estate del 2012, Hackett è stato decisivo nella doppietta coppa Italia-campionato, premiato come miglior giocatore della final eight e della serie scudetto, riconoscimento che gli è stato tributato anche dopo la finale di supercoppa vinta martedì scorso contro Varese.
Un vincente, Hackett. Con le idee chiare. E' rimasto a Siena con un contratto ritoccato verso il basso quando avrebbe potuto tranquillamente gonfiare il conto in banca accettando una delle tante offerte ricevute da altri club (Milano su tutte), ha saltato l'europeo per un infortunio al tendine che ha scatenato una polemica con il presidente della FIP Petrucci non ancora sopita. Quasi sicuramente sarà il suo ultimo anno in Italia, l'America - quella delle arene Nba - lo aspetta.
Hackett, come va il recupero?
''Bene. Abbiamo lavorato a lungo con lo staff per recuperare appieno. Sto meglio e sono soddisfatto del lavoro che abbiamo fatto fino ad oggi''.
Si aspettava che il suo infortunio facesse tanto rumore?
''La società si è espressa attraverso le parole del gm Minucci (il dirigente toscano ha auspicato un incontro tra il giocatore e Petrucci, ndr) e preferisco non tornare sull'argomento".
Perché è rimasto a Siena?
"Perché adoro Siena, adoro la sua gente. E' vero che altre società potevano darmi di più in termini economici ma sono felice della scelta fatta perché Siena è un posto speciale per fare pallacanestro".
Cosa la rende così speciale?
"La società, la gente, l'organizzazione, lo staff. Ogni cosa è al posto giusto per farti lavorare nel modo migliore".
Che squadra è la Montepaschi di quest'anno?
"Ambiziosa. Siamo una squadra nuova. Tanti dei ragazzi sono in Europa per la prima volta ed hanno voglia di far bene e di misurarsi con una realtà diversa. La voglia di vincere non diminuisce mai".
Siete rimasti in tre della passata stagione, come si fa a ripartire quasi da zero?
"Non è facile, ma l'entusiasmo non manca e quando c'è quello è già un grande passo in avanti".
''E' la nostra stagione più difficile'', ha spiegato Minucci. Concorda?
"Non è solo una questione di squadra. La città e la società stanno attraversando un momento complicato e noi cercheremo di fare del nostro meglio per dargli un sorriso".
Si sente il leader di Siena?
"Sono uno dei tanti. Siamo una squadra e ognuno di noi deve fare quello che gli riesce meglio per far crescere tutto il gruppo".
La Milano che vi ha scippato Banchi e Moss è la favorita numero uno?
"E' una delle favorite''.
E Siena?
''Noi siamo un gruppo nuovo ma pieno di entusiasmo e voglia di far bene''.
Dica la verità, si sente finalmente bravo abbastanza per la Nba?
"Non si è mai bravi abbastanza, ma si può aspirare ad esserlo. La Nba è il mio sogno e un giorno spero di arrivarci. Siena può farmi crescere, migliorare e farmi lavorare nel modo giusto per cercare di coronare questo sogno''.