ROMA - Hanno cambiato volto un po' tutte. Chi per necessità, dovendo fare i conti con l'ennesima sforbiciata al budget, chi perché dopo aver toppato la stagione ha fatto tabula rasa ripartendo da zero. La serie A edizione numero 92 che scatta domenica con la prima giornata riparte all'insegna della rivoluzione.
SIENA-MILANO, NOVE VOLTI NUOVI - Prendete Siena, la squadra campione in carica, fresca vincitrice della Supercoppa. Dopo aver conquistato il settimo scudetto consecutivo in cosa a quello che era stato presentato come l'anno zero della Mens Sana, avrebbe fatto volentieri a meno di una nuova rivoluzione. Invece, complice un budget ulteriormente ridotto (ultimo anno della sponsorizzazione Montepaschi) è stato praticamente impossibile trattenere i pezzi pregiati. Se in panchina è stata preferita nuovamente la soluzione interna (promosso Crespi, lo scorso anno vice di Banchi), la squadra è stata profondamente rinnovata. Hackett (rimasto con ingaggio ridotto), Ress e Ortner gli unici superstiti della stagione della doppietta scudetto-coppa Italia, ben nove i volti nuovi con alcune autentiche scommesse tutte da verificare (Green, English).
Siena non è la sola ad aver cambiato completamente volto. La stessa operazione, dettata dall'ennesima stagione povera di soddisfazioni, è andata in scena a Milano. L'Olimpia ha un manico nuovo (Banchi ha preso il posto di Scariolo) e un roster in cui gli unici volti già conosciuti sono quelli di Gentile (nuovo capitano), Melli, Langford e Chiotti. Alla voce acquisti ben nove giocatori, molti dei quali (Moss, Kangur, CJ Wallace) già esperti di serie A.
PAROLA D'ORDINE CAMBIARE - Hanno fatto una mezza rivoluzione anche Brindisi (9 cambi), Pesaro (8), Caserta (7) e Sassari (7), hanno ritoccato più di qualcosa Roma (6), Bologna (6), Cremona (5), Montegranaro (5), Cantù (4), Varese (4) e Reggio Emilia (4). La squadra che ha cambiato di meno è stata Avellino, al via con sette conferme e tre nuovi acquisti.
LA GRIGLIA - Impossibile non ripartire da Siena. E' campione uscente e ha vinto il primo trofeo della stagione (la Supercoppa). Vero che è cambiata tanto, ma che dovesse abdicare era pensiero comune anche un anno fa. E sappiamo tutti come è andata a finire. In prima fila c'è sicuramente Milano, squadra che sembra più operaia rispetto alle passate stagioni e proprio per questo motivo più pronta del passato a tornare alla vittoria. Banchi insegue lo scudetto bis, si è portato dietro da Siena Moss e Kangur, ai nomi altisonanti (via Fotsis, Bourousis, Hendrix, Hairston) ha preferito giocatori che conoscono il basket europeo (Jerrels, Wallace), gente nel pieno della maturazione che può assicurare quella fame di vittorie mancata in passato.
SASSARI DA TITOLO - Da quartieri alti è anche Sassari. La Dinamo è più lunga (tallone d'Achille della scorsa annata), ha tanta qualità in più e può lottare per traguardi importanti. Confermati i due Diener, Sassari - ancora guidata da Sacchetti - ha riportato in Italia Omar Thomas, mvp del campionato due anni fa e ha ricomposto l'asse play-pivot Green-Johnson che tanto bene ha fatto ad Avellino. La Scandone è l'altra squadra che sembra attrezzata per un campionato di vertice. Il budget, che si mormora sia inferiore solo a quello di Milano, è servito per confermare gran parte dei giocatori arrivati nella seconda metà della passata stagione. Lakovic è la stella, il botto di mercato è stato Hayes, ala da oltre 400 gare nella Nba. In panchina è tornato Vitucci.
ROMA E VARESE PER STUPIRE ANCORA - Partono un grandino più sotto Roma e Varese, le due grandi sorprese dell'ultima stagione. La Virtus, arrampicatasi fino alla finale scudetto, ha cambiato allenatore (Dalmonte al posto di Calvani) e salutato il suo leader Datome, mvp del campionato, volato nel pianeta Nba. Confermati Goss, Taylor e Jones, sono arrivati Hosley (visto in Italia a Sassari), l'americano Baron e i due centri Eziukwu e Mbakwe. La Cimberio delle meraviglie di un anno fa (vittoria della regular season, finale di Coppa Italia e semifinale scudetto persa a gara sette con Siena) riparte senza Banks, Green e Dunston, riporta Frates in panchina, scommette su Hassell e va sul sicuro con Coleman e Clarck.
Cantù è passata dalle mani di Trinchieri a quelle di Sacripanti, non c'è più Mazzarino, il leader è Aradori. Venezia ha confermato solo Magro e Rosselli (oltre a coach Mazzon) e portato in laguna i capocannonieri degli ultimi due campionati (Smith e Taylor). Reggio Emilia punta forte sullo spettacolare James White, alla terza esperienza italiana dopo Sassari e Pesaro. Bologna è nuova e da decifrare, come Brindisi, Caserta (panchina a Lele Molin) e Pesaro (Dell'Agnello). Obiettivo salvezza per Montegranaro, Cremona e la neopromossa Pistoia.
LA PRIMA GIORNATA (13/10/2013 ore 18:15)
Siena-Cremona, Varese-Reggio Emilia, Cantù-Pistoia, Caserta-Venezia, Avellino-Pesaro, Brindisi-Milano, Montegranaro-Roma, Bologna-Sassari (20:30)
SIENA-MILANO, NOVE VOLTI NUOVI - Prendete Siena, la squadra campione in carica, fresca vincitrice della Supercoppa. Dopo aver conquistato il settimo scudetto consecutivo in cosa a quello che era stato presentato come l'anno zero della Mens Sana, avrebbe fatto volentieri a meno di una nuova rivoluzione. Invece, complice un budget ulteriormente ridotto (ultimo anno della sponsorizzazione Montepaschi) è stato praticamente impossibile trattenere i pezzi pregiati. Se in panchina è stata preferita nuovamente la soluzione interna (promosso Crespi, lo scorso anno vice di Banchi), la squadra è stata profondamente rinnovata. Hackett (rimasto con ingaggio ridotto), Ress e Ortner gli unici superstiti della stagione della doppietta scudetto-coppa Italia, ben nove i volti nuovi con alcune autentiche scommesse tutte da verificare (Green, English).
Siena non è la sola ad aver cambiato completamente volto. La stessa operazione, dettata dall'ennesima stagione povera di soddisfazioni, è andata in scena a Milano. L'Olimpia ha un manico nuovo (Banchi ha preso il posto di Scariolo) e un roster in cui gli unici volti già conosciuti sono quelli di Gentile (nuovo capitano), Melli, Langford e Chiotti. Alla voce acquisti ben nove giocatori, molti dei quali (Moss, Kangur, CJ Wallace) già esperti di serie A.
PAROLA D'ORDINE CAMBIARE - Hanno fatto una mezza rivoluzione anche Brindisi (9 cambi), Pesaro (8), Caserta (7) e Sassari (7), hanno ritoccato più di qualcosa Roma (6), Bologna (6), Cremona (5), Montegranaro (5), Cantù (4), Varese (4) e Reggio Emilia (4). La squadra che ha cambiato di meno è stata Avellino, al via con sette conferme e tre nuovi acquisti.
LA GRIGLIA - Impossibile non ripartire da Siena. E' campione uscente e ha vinto il primo trofeo della stagione (la Supercoppa). Vero che è cambiata tanto, ma che dovesse abdicare era pensiero comune anche un anno fa. E sappiamo tutti come è andata a finire. In prima fila c'è sicuramente Milano, squadra che sembra più operaia rispetto alle passate stagioni e proprio per questo motivo più pronta del passato a tornare alla vittoria. Banchi insegue lo scudetto bis, si è portato dietro da Siena Moss e Kangur, ai nomi altisonanti (via Fotsis, Bourousis, Hendrix, Hairston) ha preferito giocatori che conoscono il basket europeo (Jerrels, Wallace), gente nel pieno della maturazione che può assicurare quella fame di vittorie mancata in passato.
SASSARI DA TITOLO - Da quartieri alti è anche Sassari. La Dinamo è più lunga (tallone d'Achille della scorsa annata), ha tanta qualità in più e può lottare per traguardi importanti. Confermati i due Diener, Sassari - ancora guidata da Sacchetti - ha riportato in Italia Omar Thomas, mvp del campionato due anni fa e ha ricomposto l'asse play-pivot Green-Johnson che tanto bene ha fatto ad Avellino. La Scandone è l'altra squadra che sembra attrezzata per un campionato di vertice. Il budget, che si mormora sia inferiore solo a quello di Milano, è servito per confermare gran parte dei giocatori arrivati nella seconda metà della passata stagione. Lakovic è la stella, il botto di mercato è stato Hayes, ala da oltre 400 gare nella Nba. In panchina è tornato Vitucci.
ROMA E VARESE PER STUPIRE ANCORA - Partono un grandino più sotto Roma e Varese, le due grandi sorprese dell'ultima stagione. La Virtus, arrampicatasi fino alla finale scudetto, ha cambiato allenatore (Dalmonte al posto di Calvani) e salutato il suo leader Datome, mvp del campionato, volato nel pianeta Nba. Confermati Goss, Taylor e Jones, sono arrivati Hosley (visto in Italia a Sassari), l'americano Baron e i due centri Eziukwu e Mbakwe. La Cimberio delle meraviglie di un anno fa (vittoria della regular season, finale di Coppa Italia e semifinale scudetto persa a gara sette con Siena) riparte senza Banks, Green e Dunston, riporta Frates in panchina, scommette su Hassell e va sul sicuro con Coleman e Clarck.
Cantù è passata dalle mani di Trinchieri a quelle di Sacripanti, non c'è più Mazzarino, il leader è Aradori. Venezia ha confermato solo Magro e Rosselli (oltre a coach Mazzon) e portato in laguna i capocannonieri degli ultimi due campionati (Smith e Taylor). Reggio Emilia punta forte sullo spettacolare James White, alla terza esperienza italiana dopo Sassari e Pesaro. Bologna è nuova e da decifrare, come Brindisi, Caserta (panchina a Lele Molin) e Pesaro (Dell'Agnello). Obiettivo salvezza per Montegranaro, Cremona e la neopromossa Pistoia.
LA PRIMA GIORNATA (13/10/2013 ore 18:15)
Siena-Cremona, Varese-Reggio Emilia, Cantù-Pistoia, Caserta-Venezia, Avellino-Pesaro, Brindisi-Milano, Montegranaro-Roma, Bologna-Sassari (20:30)