Basket, Molin e il primato di Caserta: ''Poveri ma duri a morire''
In testa alla classifica di serie A c'è una Juve affidata allo storico vice di Messina, alla sua prima vera esperienza da capo allenatore. Una squadra nuova, con stranieri semi sconosciuti e giovani italiani di qualità. E domenica la sfida con Milano di NICOLA APICELLA
ROMA - Due vittorie nelle prime due giornate e testa della classifica condivisa con Roma e Bologna. Tra le sorprese di questo inizio di campionato c'è sicuramente la Pasta Reggia Caserta, da questa stagione guidata da Lele Molin. 53 anni, storico vice di Ettore Messina, Molin è alla sua prima vera esperienza da capo allenatore. ''Le differenze? Sono parecchie. Sebbene abbia lavorato come assistente in organizzazioni dove lo staff era importante e soprattutto molto coinvolto, fare il capo allenatore è un po' diverso, in ogni momento devi essere in grado di prendere delle decisioni, il punto alle frasi lo devi mettere tu, il senso di responsabilità è completamente diverso''.
Due vittorie consecutive e testa della classifica. Meglio non poteva iniziare.
''Siamo contenti, non posso nasconderlo. Ma è un primo posto figlio di circostanze. Con Atripaldi (il giemme del club, ndr) abbiamo costruito un gruppo nuovo, stiamo provando con l'aiuto del preside…
Due vittorie consecutive e testa della classifica. Meglio non poteva iniziare.
''Siamo contenti, non posso nasconderlo. Ma è un primo posto figlio di circostanze. Con Atripaldi (il giemme del club, ndr) abbiamo costruito un gruppo nuovo, stiamo provando con l'aiuto del preside…
ROMA - Due vittorie nelle prime due giornate e testa della classifica condivisa con Roma e Bologna. Tra le sorprese di questo inizio di campionato c'è sicuramente la Pasta Reggia Caserta, da questa stagione guidata da Lele Molin. 53 anni, storico vice di Ettore Messina, Molin è alla sua prima vera esperienza da capo allenatore. ''Le differenze? Sono parecchie. Sebbene abbia lavorato come assistente in organizzazioni dove lo staff era importante e soprattutto molto coinvolto, fare il capo allenatore è un po' diverso, in ogni momento devi essere in grado di prendere delle decisioni, il punto alle frasi lo devi mettere tu, il senso di responsabilità è completamente diverso''.
Due vittorie consecutive e testa della classifica. Meglio non poteva iniziare.
''Siamo contenti, non posso nasconderlo. Ma è un primo posto figlio di circostanze. Con Atripaldi (il giemme del club, ndr) abbiamo costruito un gruppo nuovo, stiamo provando con l'aiuto del presidente a ridare un po' di programmazione ad una società che era sull'orlo di scomparire. Partire con due vittorie significa aver iniziato a camminare sulla strada giusta. Fare considerazioni di tipo diverso è comunque prematuro''.
Come è stato l'impatto con Caserta?
''E' stato un impatto. Da una parte avverti che stai parlando con persone che hanno vissuto una pallacanestro fatta anche da campioni, c'è un grandissimo affetto nei confronti della squadra, cosa che non sempre è facile riscontrare in ambienti dove c'è anche una critica. Dall'altra parte c'è la realtà di un cantiere aperto, nel senso che dalla squadra alla riorganizzazione del club ci sono davvero tantissime cose da fare''.
Che squadra avete costruito?
''Nella consapevolezza di avere limitate energie economiche abbiamo cercato di trovare dei giocatori che fossero un po' sconosciuti e che la nostra esperienza li qualificasse come dei talenti, giocatori di personalità che avessero un grande desiderio di mettersi in gioco. Abbiamo una squadra la cui carta di identità, tolti Mordente e Michelori, è decisamente giovane, una squadra molto atletica perché penso che l'atletismo sia un requisito fondamentale per fare una pallacanestro moderna''.
Le scommesse sono soprattutto straniere.
''Tolti Mordente e Michelori, i veterani di mille battaglie, c'è una gioventù - da Michele Vitali a Tommasini - con molta qualità. Del gruppo degli americani il più rappresentativo è Jeff Brooks, che dopo una stagione a Cantù fatta di alti e bassi ha scelto Caserta per confermarsi giocatore di qualità. Gli altri sono poco conosciuti, da Chris Roberts ad Hannah, giocatori che hanno una carriera più americana che europea e che in questo momento ci stanno dando un livello di energia che ci ha permesso di iniziare bene''.
Con Venezia e Pesaro sono arivate due vittorie completamente diverse. La prima dominando, la seconda soffrendo.
''Il nostro gioco è ancora influenzato da momenti buoni e cattivi, figli di inesperienza, di una conoscenza che non è ancora completata, però in entrambe le gare siamo riusciti a mostrare personalità e questa è una cosa che mi fa ben sperare perché assieme alla disponibilità che questo gruppo ha dimostrato fino ad ora io credo che possiamo toglierci delle soddisfazioni''.
Che campionato sarà?
''Forse è un po' presto per dare giudizi ma credo che sarà un campionato più competitivo e, mi auguro, anche di qualità superiore. Più competitivo perché non solo squadre come Milano e Siena hanno puntato su nomi meno altisonanti, ma soprattutto perché credo che dietro siano arrivati parecchi buoni giocatori. Poi dipenderà molto dalla capacità di inserimento dei nuovi stranieri far sì che questa competizione sia aperta e di qualità''.
Domenica arriva Milano, la favorita numero uno. Una partita che per Caserta non è mai normale.
''Per una squadra come la nostra che vuole mettersi alla prova ogni giorno non c'è migliore esperienza che giocare contro i migliori. Lo faremo davanti alla nostra gente e siamo sicuri che i nostri tifosi ci aiuteranno. Noi vorremo continuare sulla strada che abbiamo intrapreso, una strada dove in ogni partita cerchiamo di migliorarci e soprattutto contro qualsiasi avversario cerchiamo di competere''.
Due vittorie consecutive e testa della classifica. Meglio non poteva iniziare.
''Siamo contenti, non posso nasconderlo. Ma è un primo posto figlio di circostanze. Con Atripaldi (il giemme del club, ndr) abbiamo costruito un gruppo nuovo, stiamo provando con l'aiuto del presidente a ridare un po' di programmazione ad una società che era sull'orlo di scomparire. Partire con due vittorie significa aver iniziato a camminare sulla strada giusta. Fare considerazioni di tipo diverso è comunque prematuro''.
Come è stato l'impatto con Caserta?
''E' stato un impatto. Da una parte avverti che stai parlando con persone che hanno vissuto una pallacanestro fatta anche da campioni, c'è un grandissimo affetto nei confronti della squadra, cosa che non sempre è facile riscontrare in ambienti dove c'è anche una critica. Dall'altra parte c'è la realtà di un cantiere aperto, nel senso che dalla squadra alla riorganizzazione del club ci sono davvero tantissime cose da fare''.
Che squadra avete costruito?
''Nella consapevolezza di avere limitate energie economiche abbiamo cercato di trovare dei giocatori che fossero un po' sconosciuti e che la nostra esperienza li qualificasse come dei talenti, giocatori di personalità che avessero un grande desiderio di mettersi in gioco. Abbiamo una squadra la cui carta di identità, tolti Mordente e Michelori, è decisamente giovane, una squadra molto atletica perché penso che l'atletismo sia un requisito fondamentale per fare una pallacanestro moderna''.
Le scommesse sono soprattutto straniere.
''Tolti Mordente e Michelori, i veterani di mille battaglie, c'è una gioventù - da Michele Vitali a Tommasini - con molta qualità. Del gruppo degli americani il più rappresentativo è Jeff Brooks, che dopo una stagione a Cantù fatta di alti e bassi ha scelto Caserta per confermarsi giocatore di qualità. Gli altri sono poco conosciuti, da Chris Roberts ad Hannah, giocatori che hanno una carriera più americana che europea e che in questo momento ci stanno dando un livello di energia che ci ha permesso di iniziare bene''.
Con Venezia e Pesaro sono arivate due vittorie completamente diverse. La prima dominando, la seconda soffrendo.
''Il nostro gioco è ancora influenzato da momenti buoni e cattivi, figli di inesperienza, di una conoscenza che non è ancora completata, però in entrambe le gare siamo riusciti a mostrare personalità e questa è una cosa che mi fa ben sperare perché assieme alla disponibilità che questo gruppo ha dimostrato fino ad ora io credo che possiamo toglierci delle soddisfazioni''.
Che campionato sarà?
''Forse è un po' presto per dare giudizi ma credo che sarà un campionato più competitivo e, mi auguro, anche di qualità superiore. Più competitivo perché non solo squadre come Milano e Siena hanno puntato su nomi meno altisonanti, ma soprattutto perché credo che dietro siano arrivati parecchi buoni giocatori. Poi dipenderà molto dalla capacità di inserimento dei nuovi stranieri far sì che questa competizione sia aperta e di qualità''.
Domenica arriva Milano, la favorita numero uno. Una partita che per Caserta non è mai normale.
''Per una squadra come la nostra che vuole mettersi alla prova ogni giorno non c'è migliore esperienza che giocare contro i migliori. Lo faremo davanti alla nostra gente e siamo sicuri che i nostri tifosi ci aiuteranno. Noi vorremo continuare sulla strada che abbiamo intrapreso, una strada dove in ogni partita cerchiamo di migliorarci e soprattutto contro qualsiasi avversario cerchiamo di competere''.