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Basket, Letta in soccorso di Cantù.
Sacripanti: ''Noi pensiamo a vincere''

Il premier ha aderito all'azionariato popolare lanciato dal Comune per garantire un futuro allo storico club brianzolo. La squadra non sembra risentire del momento delicato e ha iniziato la stagione con 7 vittorie in otto partire. In panchina è tornato il coach cresciuto nel settore giovanile. Che parla del campionato, di Aradori, Gentile e del futuro: ''Sono ottimista, ce la faremo''
di NICOLA APICELLA

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ROMA - Una mano non si nega mai se è la passione a chiedertelo. E' in questo senso che va letto l'intervento di Enrico Letta nei confronti della Pallacanestro Cantù. Il premier, appassionato di basket e tifoso del club brianzolo (''Marzorati è stato il mio Rivera cestistico'') ha aderito all'azionariato popolare lanciato dal Comune di Cantù per garantire un futuro alla società dopo l'allarme del presidente Anna Cremascoli. Letta ha acquistato una ventina di azioni con un impegno di 200 euro da rinnovare nei prossimi cinque anni.

Mentre la società lavora per garantirsi un futuro, sul campo la squadra dimostra di non risentire delle difficoltà. Tra campionato (3-1) e Eurocup (4-0) Cantù ha infatti vinto 7 delle 8 partite giocate finora. Nel gruppo delle prime in serie A, unica italiana imbattuta in Europa. In panchina a Cantù, a distanza di sei anni, è tornato Pino Sacripanti, canturino doc, cresciuto nel settore giovanile del club. ''Ho ritrovato il calore di sempre, quello di una città che vive di pallacanestro, con oltre tremila abbonati, il palazzo sempre pieno e un settore giovanile vivo. Sul futuro resto molto ottimista perché c'è un patrimonio molto forte - parlo della tifoseria e dell'imprenditoria locale - che può dare una mano importante. Cantù è una piazza storica, sta vivendo un momento di transizione, il passaggio da una famiglia unica a tutti quelli che le vogliono bene. Ce la farà''.
La squadra il suo dovere lo sta facendo, una sola sconfitta in otto partite giocate. Niente male come inizio.
''Ovviamente siamo tutti molto contenti. La nostra è una squadra nuova, giovane, che si sta assemblando gara dopo gara con grande dedizione e partecipazione da parte di tutti i giocatori. E' una squadra che si sta conoscendo e che avendo la fortuna di giocare due volte a settimana sta trovando un suo gioco''.
Delle tre vittorie raccolte finora in campionato, quella di domenica scorsa a Roma giocata senza Aradori è senza dubbio quella che pesa di più.
''E' stata la partita che ci ha regalato i punti più insperati, ma anche contro Pistoia, all'esordio, avevamo dovuto rinunciare ad un giocatore importante come Cusin. Davanti ad alcune difficoltà la squadra sta cercando di trovare le risorse per venirne fuori. E' un bel segnale perché tutti stanno trovando spazio e modo di contribuire''.
Domenica a Cantù sale Avellino, un altro incrocio importante sulla strada della crescita.
''Ci aspetta una partita molto difficile perché loro arrivano da un brutto ko con Varese e saranno arrabbiati. Riavremo Aradori anche se non ancora al top, dovremo essere bravi a crescere senza farci toccare dalla stanchezza sia fisica che mentale''.
Joe Ragland sta viaggiando a 18 punti, 5 rimbalzi e 4 assist di media a partita. E' per questo che siete ripartiti da lui nella costruzione della squadra?
''Noi abbiamo fatto di tutto per prenderlo ma anche lui ci ha messo del suo per venire da noi riducendosi l'ingaggio. E' stato un amore reciproco. E' un giocatore forte, di talento, che può darci molto''.
Cosa si aspetta invece da Jenkins?
''Quello che ci sta dando, grande intensità difensiva. E' un giocatore che mette in ogni cosa che fa un'energia incredibile. Quando è uscito Aradori è stato bravo a diventare la prima punta della squadra. Sa fare tante cose, sicuramente trasmette una mentalità molto forte a tutto il gruppo''.
A Roma il canestro della staffa lo ha segnato Leunen, ma a rimettervi in carreggiata è stato Gentile con le sue triple.
''Stefano è un giocatore che ogni anno fa dei passi avanti, che ci permette di tenere altà la qualità in campo. A Caserta ha fatto un anno bellissimo, quest'anno sta trovando il suo spazio pur partendo dalla panchina. Credo sia un bell'esempio per tutti quegli italiani di 19-20 anni che perdiamo in categorie minori ma che con dedizione e voglia possono ritagliarsi un ruolo importante anche in serie A''.
Il vostro leader resta però Aradori.
''Ad inizio stagione gli ho chiesto di avere un senso di responsabilità molto alto nel gruppo perché il gruppo si affida a lui che è il nostro primo terminale''.
Che campionato è stato finora e che campionato sarà?
''E' un campionato in cui per la prima volta la metà dei club gioca le coppe. Un torneo di grande equilibrio, dove le squadre che troveranno prima la chimica e che avranno più voglia di andare fino in fondo potranno dire la loro. Speriamo di esserci anche noi e di dire la nostra''.
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