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Basket, Dalmonte accende Roma: ''Ma è vietato guardarsi indietro''

Dice il nuovo tecnico della Virtus: ''Quanto fatto lo scorso campionato è il passato, questo è un gruppo nuovo, con altri giocatori. Vogliamo confermarci ad alti livelli ma ci serve tempo. Ci manca continuità, ma alcuni lampi mi danno fiducia''. Domenica sfida alla capolista Bologna: ''Vogliamo una grande gara per riscattare la brutta figura in coppa''
di NICOLA APICELLA

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ROMA - Spalmata su tre giorni (sabato il derby campano Avellino-Roma, lunedì il posticipo Venezia-Milano, nel mezzo le altre sei partite) la sesta giornata di serie A mette al centro del programma la sfida tra le due Virtus, Roma e Bologna, chi insegue contro chi guida. Luca Dalmonte, da questa stagione alla guida della Virtus giallorossa, arriva alla sfida contro una delle capolista (Siena, Brindisi e Cantù le altre tre) in capo ad una settimana in cui è passato dal bel successo di Caserta al pesante scivolone casalingo in Eurocup contro Bonn: ''Il processo di crescita è lungo e necessita di tempo - spiega il 50enne tecnico emiliano, vice di Pianigiani in nazionale -. Giocando due partite a settimana ci si allena poco e quindi anche la conoscenza tra i giocatori non ha ancora raggiunto un livello di certezze, tutti fattori che possono provocare una serataccia come quella di martedì in Eurocup''.

A Dalmonte il presidente Toti ha affidato una squadra reduce da una stagione in cui la Virtus tra la sorpresa generale è arrivata fino alla finale scudetto: ''Tornare in Italia dopo l'esperienza in Turchia e farlo alla guida della squadra della Capitale non può che essere un punto molto alto della mia carriera. Una nuova esperienza è sempre la più importante e a livello motivazionale tutto ciò che è nuovo deve essere trainante''.
Essere ancora protagonisti è l'obiettivo principale: ''La sfida, assolutamente motivamente, è confermarsi ad alto livello. Ho la consapevolezza che questo, a partire dallo staff tecnico, è un gruppo nuovo, diverso da quello di un anno fa, un gruppo che affronta una stagione nuova, non si possono fare paragoni con il passato. Sarebbe un errore guardarsi dietro, diventare schiavi di quello che è stato, il rischio forte è di inciampare e farsi male''.

Salutato Datome, Roma è ripartita da alcune certezze (Goss, Taylor, D'Ercole) e qualche scommessa (i lunghi Mbakwe e Eziukwu) si spera vincente: ''La società mi ha chiesto di fare il meglio possibile, che non vuol dire vincerne una in più o perderne una in meno di un anno fa. Si è chiuso un capitolo della storia della Virtus, se ne è aperto un altro. Diverso. Con altri giocatori. Dobbiamo costruire un gruppo che dia un certo tipo di risposte. Chi è rimasto non deve pensare ai riferimenti dello scorso anno, chi è arrivato deve avere la consapevolezza di inserirsi nel miglior modo possibile. Considerati i problemi avuti in fase di preparazione, questa fusione tra vecchi e nuovi non può completarsi in poco tempo. Bobby Jones ad esempio lo abbiamo inserito di fatto una settimana fa, pur avendo già vissuto un'esperienza a Roma la sua era una situazione particolare, era in bilico, non sapevamo se fosse rimasto o meno''.

La Virtus ha un bilancio positivo in campionato (3-2) dove ha perso in volata con Avellino e Cantù: ''Ci manca la continuità di prestazioni, abbiamo giocato partite in un certo modo vincendole ma in altre abbiamo avuto dei passaggi a vuoto che ci sono costati caro. Produciamo troppo a singhiozzo, andiamo a ondate. Ci sono comunque degli indizi positivi, dei lampi che devono dare fiducia in quello che stiamo facendo. Finora è un campionato molto equilibrato, testimoniato dalla classifica corta e dalle difficoltà a vincere fuori casa. La sfida con Bologna? Giochiamo contro una squadra che ha trovato subito buoni equilibri, che ha tante soluzioni. Una partita difficile, ma abbiamo il dovere di giocare una grande gara anche per dare una risposta a quanto successo in coppa''.
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