ROMA - Mentre Milano balbetta, Siena inciampa un po' più del solito e le altre grandi o presunte tali litigano ancora con la continuità, il campionato di serie A si gode in vetta la sorpresa Brindisi. Sei vittorie in sette giornate, una striscia (record per il club in massima serie) di cinque vittorie consecutive e domenica, in un PalaPentassuglia sempre più piccolo con i suoi 3500 posti - una sfida con Cantù che sa tanto di esame di laurea.
A guidare l'Enel c'è Piero Bucchi, uno dei tecnici più navigati del nostro basket, due finali scudetto a Milano, due coppe Italia (a Treviso e Napoli), alla terza stagione a Brindisi. ''Come si sta da primi in classifica? Benissimo - dice il tecnico emiliano -, però sappiamo di non essere i migliori, che ci sono squadre più forti, più ricche di noi che si stanno riorganizzando per migliorarsi e avere risultati diversi. Però ci godiamo il momento pur restando con i piedi per terra. In testa siamo di passaggio, lo sappiamo. Ma siamo contenti di quanto stiamo facendo, è innegabile che la squadra finora ha lavorato bene, come bene ha lavorato chi ha costruito questo gruppo. Andiamo avanti senza però guardare oltre la prossima partita''.
Sarà, ma in una città che vive di basket mettere un freno all'euforia non è lavoro facile. ''Qui c'è un affetto enorme verso la squadra - continua Bucchi -. E' un calore che motiva, che ti fa andare in palestra con tanto entusiasmo. Chiaro che questo è un momento particolare. Dovrò tenere tranquilli i ragazzi ma più che altro il pubblico. Brindisi non era mai stata in testa al campionato, si è creato un entusiasmo particolare che però va sedato. Bisogna avere equilibrio anche in certi momenti''.
La squadra, che in estate è stata completamente ricostruita con otto volti nuovi, ha vinto già tre volte in trasferta (a Venezia, Varese e domenica scorsa a Caserta) e ha battuto Milano, la grande favorita. ''Rispetto allo scorso anno - racconta il giemme Alessandro Giuliani - abbiamo aumentato la fisicità e l'atletismo della nostra panchina. Abbiamo puntato su giocatori che avessero fame, voglia di emergere. Piero (Bucchi, ndr) è la loro garanzia. E' un'animale da palestra, è bravissimo ad aumentare i pregi e diminuire i difetti. I giocatori sanno che con lui si lavora tanto ma anche che a fine stagione saranno giocatori migliori. Con lui il feeling è stato immediato, abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi, quest'anno vogliamo alzare un po' l'asticella. La Final Eight è una vetrina importante, a Milano vogliamo esserci. La società è forte, con uno sponsor importante come Enel e una serie di soci che ci permette di poter guardare al presente ma anche programmare le prossime annate''.
E' stato Giuliani a suggerire a Bucchi il nome di Jerome Dyson, 16.9 punti di media e numeri da mvp del campionato: ''Lo seguivamo da un paio di stagioni, cercavamo un giocatore con le sue caratteristiche e siamo stati veloci a prenderlo quando è sfumata la possibilità di un ingaggio nella Nba. Non è un play classico ma ha voglia di imparare, mettersi in gioco. Sa che ha grandi mezzi fisici ma che per fare il salto di qualità deve diventare un play vero''. Bucchi conferma: ''Jerome è un giocatore con tanto talento, tecnico e atletico, è il classico play moderno, grande realizzatore. Con le qualità che ha se avesse anche l'esperienza per gestire al meglio una squadra sarebbe in Nba. Delroy James (preso da Ferentino, in Legadue) è il collante della squadra, un giocatore di grande temperamento, un esempio di come si lotta e combatte. E' un gruppo che sta bene insieme e la speranza è di portare fino in fondo questa mentalità'' Abbiamo ancora due-tre giocatori che non stanno rendendo al 100%, se riusciranno a fare quel passo avanti è chiaro che abbiamo margini di miglioramento. ''.
Aspettando la sfida di domenica contro Cantù (''noi non siamo i migliori, loro possono esserlo. Ci proveremo''), Brindisi guida un torneo più equilibrato del previsto: ''Ci sono tante buone squadre, forse non c'è più la Siena dei sette scudetti di fila e nessuno può dirsi vittorioso o sconfitto in partenza. E' un equilibrio che fa bene allo spettacolo''.
A guidare l'Enel c'è Piero Bucchi, uno dei tecnici più navigati del nostro basket, due finali scudetto a Milano, due coppe Italia (a Treviso e Napoli), alla terza stagione a Brindisi. ''Come si sta da primi in classifica? Benissimo - dice il tecnico emiliano -, però sappiamo di non essere i migliori, che ci sono squadre più forti, più ricche di noi che si stanno riorganizzando per migliorarsi e avere risultati diversi. Però ci godiamo il momento pur restando con i piedi per terra. In testa siamo di passaggio, lo sappiamo. Ma siamo contenti di quanto stiamo facendo, è innegabile che la squadra finora ha lavorato bene, come bene ha lavorato chi ha costruito questo gruppo. Andiamo avanti senza però guardare oltre la prossima partita''.
Sarà, ma in una città che vive di basket mettere un freno all'euforia non è lavoro facile. ''Qui c'è un affetto enorme verso la squadra - continua Bucchi -. E' un calore che motiva, che ti fa andare in palestra con tanto entusiasmo. Chiaro che questo è un momento particolare. Dovrò tenere tranquilli i ragazzi ma più che altro il pubblico. Brindisi non era mai stata in testa al campionato, si è creato un entusiasmo particolare che però va sedato. Bisogna avere equilibrio anche in certi momenti''.
La squadra, che in estate è stata completamente ricostruita con otto volti nuovi, ha vinto già tre volte in trasferta (a Venezia, Varese e domenica scorsa a Caserta) e ha battuto Milano, la grande favorita. ''Rispetto allo scorso anno - racconta il giemme Alessandro Giuliani - abbiamo aumentato la fisicità e l'atletismo della nostra panchina. Abbiamo puntato su giocatori che avessero fame, voglia di emergere. Piero (Bucchi, ndr) è la loro garanzia. E' un'animale da palestra, è bravissimo ad aumentare i pregi e diminuire i difetti. I giocatori sanno che con lui si lavora tanto ma anche che a fine stagione saranno giocatori migliori. Con lui il feeling è stato immediato, abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi, quest'anno vogliamo alzare un po' l'asticella. La Final Eight è una vetrina importante, a Milano vogliamo esserci. La società è forte, con uno sponsor importante come Enel e una serie di soci che ci permette di poter guardare al presente ma anche programmare le prossime annate''.
E' stato Giuliani a suggerire a Bucchi il nome di Jerome Dyson, 16.9 punti di media e numeri da mvp del campionato: ''Lo seguivamo da un paio di stagioni, cercavamo un giocatore con le sue caratteristiche e siamo stati veloci a prenderlo quando è sfumata la possibilità di un ingaggio nella Nba. Non è un play classico ma ha voglia di imparare, mettersi in gioco. Sa che ha grandi mezzi fisici ma che per fare il salto di qualità deve diventare un play vero''. Bucchi conferma: ''Jerome è un giocatore con tanto talento, tecnico e atletico, è il classico play moderno, grande realizzatore. Con le qualità che ha se avesse anche l'esperienza per gestire al meglio una squadra sarebbe in Nba. Delroy James (preso da Ferentino, in Legadue) è il collante della squadra, un giocatore di grande temperamento, un esempio di come si lotta e combatte. E' un gruppo che sta bene insieme e la speranza è di portare fino in fondo questa mentalità'' Abbiamo ancora due-tre giocatori che non stanno rendendo al 100%, se riusciranno a fare quel passo avanti è chiaro che abbiamo margini di miglioramento. ''.
Aspettando la sfida di domenica contro Cantù (''noi non siamo i migliori, loro possono esserlo. Ci proveremo''), Brindisi guida un torneo più equilibrato del previsto: ''Ci sono tante buone squadre, forse non c'è più la Siena dei sette scudetti di fila e nessuno può dirsi vittorioso o sconfitto in partenza. E' un equilibrio che fa bene allo spettacolo''.