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Basket: Trento, exploit sotto canestro.
''Facciamo festa, ma vogliamo vincere''

Spettatori triplicati, un palasport che trabocca di entusiasmo, iniziative per catturare pubblico. Al comando del secondo torneo italiano c'è l'Aquila basket, società giovane ma dalle idee chiare. Un giornalista come presidente e una squadra dove spicca la stellina Pascolo che non sembra soffrire di vertiginidi NICOLA APICELLA 
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ROMA - La città del volley sta diventando una vittoria alla volta anche la città del basket. Conosciuta per i suoi trionfi sotto rete targati Itas Diatec (scudetti, Champions e mondiali per club in serie), Trento sta facendo la voce grossa anche a canestro. Il merito è dell'Aquila basket, capolista (a sorpresa) della Adecco Gold, il secondo campionato italiano.

GIOVANE E FORTE - Una società giovane (è nata nel 1995) che da quest'anno si è data la struttura del consorzio con 30 aziende-socio. Luigi Longhi, giornalista, è il presidente della parte sportiva: ''Ci siamo dati un'organizzazione  - racconta - perché per lavorare bene è necessario avere alle spalle una società seria, che ha degli obiettivi da conquistare. Vogliamo allargare la base societaria ad altre cinque-sei aziende in modo da guardare al futuro con maggiore tranquillità e presentarci nel miglior modo possibile all'esterno. Il basket è…
ROMA - La città del volley sta diventando una vittoria alla volta anche la città del basket. Conosciuta per i suoi trionfi sotto rete targati Itas Diatec (scudetti, Champions e mondiali per club in serie), Trento sta facendo la voce grossa anche a canestro. Il merito è dell'Aquila basket, capolista (a sorpresa) della Adecco Gold, il secondo campionato italiano.

GIOVANE E FORTE - Una società giovane (è nata nel 1995) che da quest'anno si è data la struttura del consorzio con 30 aziende-socio. Luigi Longhi, giornalista, è il presidente della parte sportiva: ''Ci siamo dati un'organizzazione  - racconta - perché per lavorare bene è necessario avere alle spalle una società seria, che ha degli obiettivi da conquistare. Vogliamo allargare la base societaria ad altre cinque-sei aziende in modo da guardare al futuro con maggiore tranquillità e presentarci nel miglior modo possibile all'esterno. Il basket è un prodotto che bisogna saper vendere e che rischia di perdere valore se non ci riesci. L'esempio è la Germania dove tutti i club sono obbligati ad avere un addetto al marketing''.

LA FESTA AL PALASPORT -
Un lavoro che - unito ai risultati della squadra - ha triplicato le presenze al PalaTrento: ''Lo scorso anno alla prima in casa eravamo in 800, quest'anno invece sugli spalti c'erano più di duemila persone - spiega Longhi -. Stiamo vivendo un bel momento, chi viene a vederci per la prima volta resta colpito dall'ambiente che si è creato''. Ci sono le cheerleader, la mascotte che gira per il campo, la musica dance e uno speaker che fa il verso (riuscendoci bene) ai 'colleghi' americani. ''Aspetto agonistico a parte, vogliamo che l'appuntamento con la partita diventi un momento di festa perché lo sport deve essere una festa''.
La squadra si sta confermando ai vertici dopo un campionato d'esordio chiuso con la conquista della coppa Italia di Legadue e le semifinali play off: ''Il segnale importante l'ho ricevuto in estate quando Elder, il primo straniero della nostra storia, ha scelto di restare con noi. I risultati sono frutto del lavoro fatto sul mercato dal nostro giemme e dal nostro allenatore che ha unito un gruppo solido, che sta bene insieme. Gli obiettivi? Intanto mi piacerebbe chiudere l'andata tra le prime quattro (manca una vittoria per la matematica, ndr) e difendere così la coppa vinta un anno fa. Siamo consapevoli che da qui a tre-quattro mesi possono succedere tante cose e che ci sono squadre come Torino e Verona che stanno crescendo. Ma una cosa è certa, non molliamo di un millimetro, andiamo avanti consapevoli della nostra forza e di poter fare bella figura e giocarcela con tutti''.

L'ESPERIENZA E LA SPERANZA - Se B. J. Elder, un passato in serie A con Biella e Cantù, rappresenta l'esperienza, Davide Pascolo, ala di 22 anni, è il giocatore vetrina con i suoi 15 punti e quasi 11 rimbalzi di media a partita: ''Elder ha dimostrato di saper essere un leader non solo in campo ma anche durante la settimana - racconta il giemme Salvatore Trainotti -. E' il perno della squadra, sulla sua scelta di restare qui credo abbiano influito l'ottimo feeling che si è creato con l'allenatore e con i compagni rimasti e la tranquillità che abbiamo garantito a lui e alla sua famiglia. Pascolo ha il contratto in scadenza a giugno, ovviamente vorremmo tenerlo ma sappiamo che sarà molto difficile. E' un ragazzo che a mio avviso negli anni passati è stato sottovalutato, ha trovato un contesto come quello di Trento che ha saputo tirare fuori il meglio di lui. E' un giocatore con grande etica del lavoro e un'incredibile intelligenza cestistica. Credo che possa diventare competitivo per la serie A, il quanto dipende da tante cose''.

BUSCAGLIA, TRENTO E RITORNO -
A guidare Trento in panchina c'è Maurizio Buscaglia, 44 anni, tanti campionati vinti nella serie minori, alla seconda esperienza a Trento dove era già stato nel 2003: ''Viviamo alla giornata sapendo che questo modo di essere ci fa lavorare forte tutti i giorni esaltando i pregi e mascherando i difetti. La squadra è nata seguendo un'idea partita qualche anno fa, quella cioè di uno zoccolo duro - rappresentato da Elder, Pascolo, Forray e Spanghero - e di giocatori giovani, con motivazioni forti e voglia di emergere. L'ambiente è cambiato completamente da quando abbiamo vinto il campionato di B1 e siamo saliti in Legadue, con la vittoria in Coppa c'è stato un ulteriore passo avanti. Abbiamo catturato tanta altra gente, i curiosi, i nuovi, chi è venuto lo scorso anno ed è tornato. Pascolo? E' stato un fattore determinante in serie B, in B1 e anche in Legadue. Se continua così può diventarlo anche in serie superiori. Può giocare in due ruoli, sta migliorando la parte fronte a canestro, fisicamente deve migliorare ma ha grande dinamismo. Ha una forza di volontà e una capacità di allenarsi nel quotidiano davvero importante, è uno di quei giocatori che arrivano mezz'ora prima e vanno via mezz'ora dopo''.

''PIEDI A TERRA? NESSUN PROBLEMA'' -
Dieci vittorie nelle prime dodici giornate, primo posto solitario davanti a squadre costruite con budget molto più robusti. Ci sarebbe da far girare la testa: ''Non certo a noi, ci viene naturale restare con i piedi per terra. Io sono fatto così, è così il club e la stessa squadra non cadrà nell'errore di credersi invincibile. E' un campionato bello, le nuove regole lo hanno reso ancora più interessante. C'è più spazio per gli italiani, non solo quelli giovani ma anche quelli di categoria che possono ambire ad una buonissima carriera. E poi dalla serie A sono arrivati diversi veterani che hanno arricchito molte squadre e con la loro esperienza possono aiutare i più giovani a crescere. E' un torneo di ottimi americani, di palazzetti pieni, di tattica, si sta facendo un grande lavoro. Noi sappiamo che bisogna stare sempre all'erta e lavorare duro ma siamo consapevoli anche di quelli che sono i nostri margini di miglioramento, che sono reali. Il 'chi la dura la vince' secondo me è un detto ancora valido''.