ROMA - Un anno e una stagione fa Varese perdeva la sua prima partita di campionato (a Roma) interrompendo una striscia di nove vittorie consecutive. 365 giorni dopo l'aria che si respira a Masnago non è quella dei giorni migliori. Dopo un inizio incoraggiante, con tre successi nelle prime quattro giornate che avevano fatto sognare un'altra stagione ai piani alti, la Cimberio ha infilato un lungo passaggio a vuoto con una sola vittoria negli ultimi sei turni. La sconfitta casalinga di domenica nel derby contro Cantù ha ridato fiato alle voci su un possibile avvicendamento in panchina, voci subito stoppate dalla società che ha confermato la fiducia in Fabrizio Frates. Atteso domenica da una delicata trasferta a Caserta.
Frates, cosa succede a Varese?
''Di sicuro non siamo fortunati. Abbiamo avuto problemi fisici importanti, abbiamo aspettato per tre-quattro partite un giocatore (Coleman, ndr) che non volevamo cambiare ma che siamo stati costretti a cambiare. Il fatto di giocare diverse partite tra campionato e coppa senza un elemento ci fa fatto fare uno sforzo che non era alla nostra portata. Abbiamo perso brillantezza, condizione atletica e il calendario non ci è stato amico. Il rammarico sono le due sconfitte in casa con Brindisi, affrontata nel loro miglior momento, e l'ultima con Cantù dove comunque siamo tornati a giocare la nostra pallacanestro perdendo negli ultimi tre minuti dopo essere stati sempre avanti''.
L'impressione è che una vittoria potrebbe sbloccarvi.
''Di sicuro ci vorrebbe un successo per ritrovare fiducia. Ci siamo intristiti per tutti questi problemi, per come è maturata la sconfitta con Cantù sembra quasi una maledizione. La squadra dà molti segnali di salute ritrovata, ora è arrivato il momento di concretizzare''.
Quanto ha pesato e sta pesando il raffronto con la stagione passata?
''Fin dal primo incontro con la società è stato chiaro a tutti che il gruppo dello scorso anno aveva fatto qualcosa di impensabile e che neanche confermare quella squadra avrebbe garantito gli stessi successi. Questa è un gruppo nuovo, che deve trovare una sua strada di gioco e non può continuare a portare il peso di relazionarsi sempre con la squadra dell'anno scorso. E' una Varese diversa, spero che questa cosa sia stata finalmente capita''.
Cosa vi assicura Banks che Coleman non riusciva a garantirvi?
''Banks è un giocatore più versatile, con più capacità di attaccare il canestro in situazioni differenti. Forse è meno aggressivo e atletico dal punto di vista difensivo, ma è più tecnico, un giocatore di qualità superiore''.
E' un problema Clark?
''Assolutamente no. Sapevamo che tipo di giocatore fosse quando lo abbiamo preso. Diventa un problema quando la gente si aspetta da lui cose che non fa e non ha mai fatto. Non è un play ragionatore, è un giocatore molto condizionato dalle percentuali di tiro e che nella sua carriera ha fatto sempre molto bene quando è riuscito a segnare dei punti''.
Da Hassell è lecito aspettarsi di più invece.
''Deve assolutamente darci di più. E' un ragazzo molto giovane, ha avuto una bella fiammata in cui ha dato segnali di miglioramento, adesso è un po' involuto, soffre il momento difficile della squadra e il fatto di avere gli occhi di tutti puntati addosso. Ma è un giocatore diverso da Dunston, ha 24 anni, è al primo anno in Italia. Non vedo perché non dargli fiducia''.
E' la stessa fiducia che lei sta dando a Polonara e De Nicolao.
''Questo per loro è un anno decisivo. Il fatto che in squadra non ci siano giocatori dominanti come erano Green e Dunston ha aperto più spazio per questi ragazzi. Giocano tantissimi minuti, credo abbiamo capito che questa stagione può essere decisiva nella loro carriera per fare un grande salto di qualità''.
Resta sempre convinto che Milano farà un campionato a parte?
''Finora c'è tanto equilibrio, ogni partita è uno scontro diretto. Ma Milano prima o poi scapperà e se prende anche Hackett a quel punto dal campionato scapperemo noi''.
Frates, cosa succede a Varese?
''Di sicuro non siamo fortunati. Abbiamo avuto problemi fisici importanti, abbiamo aspettato per tre-quattro partite un giocatore (Coleman, ndr) che non volevamo cambiare ma che siamo stati costretti a cambiare. Il fatto di giocare diverse partite tra campionato e coppa senza un elemento ci fa fatto fare uno sforzo che non era alla nostra portata. Abbiamo perso brillantezza, condizione atletica e il calendario non ci è stato amico. Il rammarico sono le due sconfitte in casa con Brindisi, affrontata nel loro miglior momento, e l'ultima con Cantù dove comunque siamo tornati a giocare la nostra pallacanestro perdendo negli ultimi tre minuti dopo essere stati sempre avanti''.
L'impressione è che una vittoria potrebbe sbloccarvi.
''Di sicuro ci vorrebbe un successo per ritrovare fiducia. Ci siamo intristiti per tutti questi problemi, per come è maturata la sconfitta con Cantù sembra quasi una maledizione. La squadra dà molti segnali di salute ritrovata, ora è arrivato il momento di concretizzare''.
Quanto ha pesato e sta pesando il raffronto con la stagione passata?
''Fin dal primo incontro con la società è stato chiaro a tutti che il gruppo dello scorso anno aveva fatto qualcosa di impensabile e che neanche confermare quella squadra avrebbe garantito gli stessi successi. Questa è un gruppo nuovo, che deve trovare una sua strada di gioco e non può continuare a portare il peso di relazionarsi sempre con la squadra dell'anno scorso. E' una Varese diversa, spero che questa cosa sia stata finalmente capita''.
Cosa vi assicura Banks che Coleman non riusciva a garantirvi?
''Banks è un giocatore più versatile, con più capacità di attaccare il canestro in situazioni differenti. Forse è meno aggressivo e atletico dal punto di vista difensivo, ma è più tecnico, un giocatore di qualità superiore''.
E' un problema Clark?
''Assolutamente no. Sapevamo che tipo di giocatore fosse quando lo abbiamo preso. Diventa un problema quando la gente si aspetta da lui cose che non fa e non ha mai fatto. Non è un play ragionatore, è un giocatore molto condizionato dalle percentuali di tiro e che nella sua carriera ha fatto sempre molto bene quando è riuscito a segnare dei punti''.
Da Hassell è lecito aspettarsi di più invece.
''Deve assolutamente darci di più. E' un ragazzo molto giovane, ha avuto una bella fiammata in cui ha dato segnali di miglioramento, adesso è un po' involuto, soffre il momento difficile della squadra e il fatto di avere gli occhi di tutti puntati addosso. Ma è un giocatore diverso da Dunston, ha 24 anni, è al primo anno in Italia. Non vedo perché non dargli fiducia''.
E' la stessa fiducia che lei sta dando a Polonara e De Nicolao.
''Questo per loro è un anno decisivo. Il fatto che in squadra non ci siano giocatori dominanti come erano Green e Dunston ha aperto più spazio per questi ragazzi. Giocano tantissimi minuti, credo abbiamo capito che questa stagione può essere decisiva nella loro carriera per fare un grande salto di qualità''.
Resta sempre convinto che Milano farà un campionato a parte?
''Finora c'è tanto equilibrio, ogni partita è uno scontro diretto. Ma Milano prima o poi scapperà e se prende anche Hackett a quel punto dal campionato scapperemo noi''.