ROMA - Anno nuovo, squadra nuova. Ma non una qualsiasi: il Baskonia, che oggi si chiama Laboral Kutxa. Orgoglio del paese basco, con un obiettivo dichiarato: "Vincere, lo percepisci in un attimo. Tanta pressione, tanta ambizione". Giuseppe Poeta ha finito la sua quarantena agonistica, se pensava di potersi concedere un Capodanno diciamo un po' meno morigerato del solito, da atleta attivo insomma, gli è capitato quel che non avrebbe mai immaginato neanche stesse vivendo il top della carriera.
"Il 30 è arrivata la proposta, il 31 pomeriggio l'ho firmata, la sera ho fatto la valigia, l'1 mattina alle 7 ero in aeroporto. Bologna-Bruxelles e da lì a Bilbao".
Ma il viaggio non finiva lì.
"Mi sono presentato alla squadra e siamo ripartiti per Malaga, per la partita di Eurolega del 2. Poi viaggio di rientro ed il 4 in Liga ACB contro il Barcellona".
Le piace scherzare, Poeta, sulla sua nuova vita.
"Finora l'Eurolega l'ho giocata dal divano di casa. Venerdì vado contro il Panathinaikos. E' un sogno".
Un contratto pesante che alla Virtus hanno deciso di non voler sostenere. Da lì lo stop agonistico.
"Nessuna acredine. La storia è nota. Sono arrivato al Baskonia provenendo dalla Virtus Bologna, che qui è un nome, anche solo per il ricordo della finale di Eurolega del 2001. Ed i miei numeri alla Virtus hanno sicuramente avuto un ruolo positivo nella trattativa".
In che condizioni è, attualmente?
"Fisicamente a posto. Abbiamo appena fatto una seduta di pesi ed atletica, e reggo i compagni. Mi manca il campo ed il ritmo della gara. Ma anche qui torno a ringraziare chi, come Giordano Consolini, mi ha concesso di allenarmi con l'Under 19 della Virtus".
Cosa le ha chiesto Sergio Scariolo?
"Aggressività difensiva e playmaking. Ci vorrà un po' di giorni per entrare nel sistema di una squadra che gioca una pallacanestro europea, nel senso di esecuzione degli schemi. E correre quando si può".
Conosceva già qualcuno dei nuovi compagni?
"Di nome tutti e la loro storia. Nocioni, San Emeterio... Li conoscerò meglio giocandoci contro in allenamento ed assieme in partita. Dal divano al campo è un salto molto stimolante".
E di lei cosa può raccontare, a Nocioni e compagni?
"Che sono uno molto orgoglioso del mio percorso. Battipaglia, Salerno, Veroli, Teramo prima da cambio e poi da titolare, quindi la Virtus pure da capitano".
Cosa porta al Baskonia?
"Per ora mucha suerte, due giocate e due vinte. Porto me stesso ed il mio insano desiderio di giocare l'Eurolega e scoprire la ACB".
Il club?
"Al top. Organizzazione di altissimo livello. Il giocatore è spalle al muro: deve pensare solo a giocare".
La sua Spagna, finora, era stata diversa.
"Prevalentemente isole, Formentera, Ibiza... Sarà un arricchimento culturale".
Spagnolo compreso, pure se lì c'è un idioma ben definito.
"Lo spagnolo lo capisco. Col basco vedrò di far pratica".
Il primo impatto con la città?
"Mi hanno raccontato che è la prima d'Europa per verde, con 45 metri quadrati a testa. Quanto al basket è molto simile a Bologna. I 15.000 presenti contro il Barcellona me l'hanno subito fatto capire".
A proposito di Bologna: c'è un forte vincolo di amicizia tra i tifosi del Baskonia e quelli della Fortitudo.
"Questo non lo sapevo. Proverò a farmi voler bene da tutti".
Ha mai pensato che avrebbe potuto passare tutto l'anno, su quel divano?
"No, sono sempre stato ottimista. La trattativa con la Virtus è stata lenta, molto, ma comunque c'era da entrambe le parti la volontà di chiuderla. Per il bene di entrambe. E Bologna resta un posto dove spingerò sempre tutti ad andare a giocare".
Ha parlato con Pianigiani? Ora s'è aggiunto agli emigranti della NBA.
"Ci siamo sentiti per gli auguri di fine anno. Era contento per me".
Settimana intensa, questa.
"Allenamenti, venerdì alle otto e mezza col Panathinaikos di Diamantidis, facile... E domenica a mezzogiorno derby a San Sebastian, cruciale per la Final Eight. Neanche due giorni, in mezzo. Andrò di adrenalina".
Che campionato ha visto finora, nel nostro?
"Dominato dagli italiani. Aradori, i due Gentile, Melli, i due Cinciarini, Cavaliero, Mordente, i due Vitali".
Sa già come finisce?
"Penso sia l'anno di Milano. In finale contro una che non ti aspetti. Tipo Roma, Sassari, Cantù. O Brindisi, perché no? Hanno fiducia, sono atletici, talento. E hanno pure Bulleri".
"Il 30 è arrivata la proposta, il 31 pomeriggio l'ho firmata, la sera ho fatto la valigia, l'1 mattina alle 7 ero in aeroporto. Bologna-Bruxelles e da lì a Bilbao".
Ma il viaggio non finiva lì.
"Mi sono presentato alla squadra e siamo ripartiti per Malaga, per la partita di Eurolega del 2. Poi viaggio di rientro ed il 4 in Liga ACB contro il Barcellona".
Le piace scherzare, Poeta, sulla sua nuova vita.
"Finora l'Eurolega l'ho giocata dal divano di casa. Venerdì vado contro il Panathinaikos. E' un sogno".
Un contratto pesante che alla Virtus hanno deciso di non voler sostenere. Da lì lo stop agonistico.
"Nessuna acredine. La storia è nota. Sono arrivato al Baskonia provenendo dalla Virtus Bologna, che qui è un nome, anche solo per il ricordo della finale di Eurolega del 2001. Ed i miei numeri alla Virtus hanno sicuramente avuto un ruolo positivo nella trattativa".
In che condizioni è, attualmente?
"Fisicamente a posto. Abbiamo appena fatto una seduta di pesi ed atletica, e reggo i compagni. Mi manca il campo ed il ritmo della gara. Ma anche qui torno a ringraziare chi, come Giordano Consolini, mi ha concesso di allenarmi con l'Under 19 della Virtus".
Cosa le ha chiesto Sergio Scariolo?
"Aggressività difensiva e playmaking. Ci vorrà un po' di giorni per entrare nel sistema di una squadra che gioca una pallacanestro europea, nel senso di esecuzione degli schemi. E correre quando si può".
Conosceva già qualcuno dei nuovi compagni?
"Di nome tutti e la loro storia. Nocioni, San Emeterio... Li conoscerò meglio giocandoci contro in allenamento ed assieme in partita. Dal divano al campo è un salto molto stimolante".
E di lei cosa può raccontare, a Nocioni e compagni?
"Che sono uno molto orgoglioso del mio percorso. Battipaglia, Salerno, Veroli, Teramo prima da cambio e poi da titolare, quindi la Virtus pure da capitano".
Cosa porta al Baskonia?
"Per ora mucha suerte, due giocate e due vinte. Porto me stesso ed il mio insano desiderio di giocare l'Eurolega e scoprire la ACB".
Il club?
"Al top. Organizzazione di altissimo livello. Il giocatore è spalle al muro: deve pensare solo a giocare".
La sua Spagna, finora, era stata diversa.
"Prevalentemente isole, Formentera, Ibiza... Sarà un arricchimento culturale".
Spagnolo compreso, pure se lì c'è un idioma ben definito.
"Lo spagnolo lo capisco. Col basco vedrò di far pratica".
Il primo impatto con la città?
"Mi hanno raccontato che è la prima d'Europa per verde, con 45 metri quadrati a testa. Quanto al basket è molto simile a Bologna. I 15.000 presenti contro il Barcellona me l'hanno subito fatto capire".
A proposito di Bologna: c'è un forte vincolo di amicizia tra i tifosi del Baskonia e quelli della Fortitudo.
"Questo non lo sapevo. Proverò a farmi voler bene da tutti".
Ha mai pensato che avrebbe potuto passare tutto l'anno, su quel divano?
"No, sono sempre stato ottimista. La trattativa con la Virtus è stata lenta, molto, ma comunque c'era da entrambe le parti la volontà di chiuderla. Per il bene di entrambe. E Bologna resta un posto dove spingerò sempre tutti ad andare a giocare".
Ha parlato con Pianigiani? Ora s'è aggiunto agli emigranti della NBA.
"Ci siamo sentiti per gli auguri di fine anno. Era contento per me".
Settimana intensa, questa.
"Allenamenti, venerdì alle otto e mezza col Panathinaikos di Diamantidis, facile... E domenica a mezzogiorno derby a San Sebastian, cruciale per la Final Eight. Neanche due giorni, in mezzo. Andrò di adrenalina".
Che campionato ha visto finora, nel nostro?
"Dominato dagli italiani. Aradori, i due Gentile, Melli, i due Cinciarini, Cavaliero, Mordente, i due Vitali".
Sa già come finisce?
"Penso sia l'anno di Milano. In finale contro una che non ti aspetti. Tipo Roma, Sassari, Cantù. O Brindisi, perché no? Hanno fiducia, sono atletici, talento. E hanno pure Bulleri".