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Basket, Toti: ''La Virtus c'è, Roma ancora no''

Squadra in testa alla serie A dopo aver perso Datome e Lawal, un nuovo allenatore, la voglia di essere ancora protagonisti. Parla il patron dell'Acea, che tra obiettivi e speranze bacchetta la Capitale: ''Cosa devo fare per riempire il Palazzetto?''
di NICOLA APICELLA

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ROMA - Se arrivi a giocarti lo scudetto (perdendolo a testa alta contro Siena) in una stagione che neanche doveva vederti al via, se al termine di questa stagione così incredibile perdi anche il miglior giocatore del campionato che a suon di canestri si è guadagnato la chiamata della Nba, ripartire non è l'esercizio più semplice. L'Acea Roma, capolista della serie A con Milano, Cantù e Brindisi, ci sta riuscendo. Claudio Toti, patron della Virtus, spiega come.

Presidente Toti, ritrovare Roma al vertice della classifica non era così scontato dopo le partenze di Datome e Lawal, due dei protagonisti della scorsa annata. Come siete riusciti a costruire una stagione finora ampiamente positiva?
''Dovevamo ripartire e cercare nel lavoro la nostra conferma. E credo che lo stiamo facendo. Il rischio maggiore era che dopo un'annata strepitosa non ci riuscissimo a ripetere, cosa sicuramente non facile. Siamo ripartiti da tre elementi - Goss, Taylor, D'Ercole -, e Tonolli a far da collante, e per ora abbiamo mantenuto fede alle speranze nostre e dei tifosi, ovvero essere ancora competitivi. Anche se...''.
Anche se?
''Mi sembra che i giornali non diano il giusto risalto a quanto fatto fino ad ora. Forse Roma non è trattata dalla stampa con la giusta considerazione, dando quasi per scontato i buoni risultati''.
Come è nata la scelta di affidare la panchina a Dalmonte?
''Da una valutazione fatta dopo aver avuto un incontro con lui. Mi sono piaciuti il suo sistema di intendere il basket, di concepire il "Gruppo", la sua idea di gestione del team. Dalmonte pretende molto da tutti, iniziando da se stesso, e crede nel sistema. Cosa gli ho chiesto? Di guardare avanti senza pensare ai risultati della scorsa stagione''.
Roma squadra ''brutta e cattiva'', copyright del suo coach Dalmonte.
''A me piace l'atletismo della squadra, che deve fare di questa caratteristica un'arma vincente. La capacità di difendere potrà essere determinante. Potremmo anche essere a tratti "brutti", ma l'importante è essere anche "cattivi"''.
Quanto è stato difficile sostituire un giocatore come Datome?
''Non era per niente facile, in questo credo che Alberani (il giemme della Virtus, ndr) abbia lavorato bene cercando non il suo sostituto, ma costruendo una squadra diversa nelle sue caratteristiche peculiari''.
A proposito, è rimasto in contatto con Gigi?
''Si, ci parliamo per email e come gli ho già detto deve tener duro ora, perché come è successo in Italia, sono convinto che con la sua caparbietà ed applicazione sarà capace anche in Nba di trovare un posto al sole''.
Roma il suo posto al sole lo sta confermando, la risposta del pubblico è quella che si aspettava?
''Per fare basket a Roma ci vuole tanta e tanta passione perché gli investimenti fatti non trovano spesso il giusto riscontro in termini di visibilità e pubblico. Ma a Roma c'è il calcio e alla fine si sa che è così. Abbiamo avuto un significativo incremento di abbonati, ma francamente non so più cosa fare per vedere almeno il Palazzetto dello Sport pieno. Se non basta aver disputato una finale la stagione scorsa, non basta essersi riconfermati ed essere ora primi, non basta avere i prezzi tra i più bassi d'Italia...''.
La scorsa stagione è stato sul punto di mollare, oggi qual è il futuro della Virtus?
''L'obbiettivo futuro è portare la società in pareggio di bilancio, attraverso una politica d'incremento dei ricavi e riduzione dei costi, cosa facile a dirsi non altrettanto a farsi, ma sono convinto che sia l'unica strada per andare avanti''.
La ricetta per rilanciare il movimento?
''Non ne ho una. Ma se vogliamo che il movimento sopravviva la si deve trovare e presto. Abbiamo segnali che ci devono preoccupare per il prossimo futuro. Lega e Federazione debbono perseguire gli stessi obbiettivi: rilanciare il basket ben sapendo che per fare ciò c'è molto da fare, anche magari prendendo spunto da chi questo percorso lo ha già iniziato. Dobbiamo ridurre i costi, trovare maggiore visibilità, ricercare aiuti di Stato, nonché trovare nuovi sponsor e non in ultimo riqualificare gli impianti. Insomma, chi più ne ha più ne metta''.
Intanto si potrebbe iniziare organizzando meglio certi appuntamenti. Giocare un quarto di finale di coppa Italia di venerdì alle 13 non è che esalti molto il concetto di visibilità.
''Certo l'attuale formula della Final Eight è penalizzante, sono dell'idea che dovremo cambiarla. Oggi è così, non do la colpa a nessuno, ma certo giocare in questi orari non aiuta. Poi non lamentiamoci del poco pubblico e dell'eventuale scarso share''.
Chiudiamo con il campionato, Milano è davvero imbattibile?
''Milano ha un roster importante ed un allenatore che ha già dimostrato il suo valore. Credo che al meglio delle 7 gare sarà difficilmente battibile''.
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