ROMA - Quando si dice l'uomo giusto al momento e al posto giusto. Questo è stato finora per Milano Daniel Hackett. Arrivato poco più di un mese fa all'EA7 il play di Forlimpopoli ha subito lasciato il segno diventando 'padrone' di una squadra che dal suo arrivo ha vinto tra campionato ed Eurolega sette delle otto partite giocate.
L'Olimpia era settima a sei punti dal primo posto il giorno della sconfitta con Cantù, ultima gara nella versione senza l'ex giocatore di Siena, un mese e cinque partite dopo (tutte vinte battendo tra le altre Sassari, Siena e Brindisi) Milano ha agganciato il primo posto in classica seppur condiviso con altre tre squadre. ''Hackett è il giocatore che ha completato Milano. Erano anni che cercavano un uomo di ordine e di disciplina in campo e finalmente lo hanno trovato'' spiega Sandro Gamba, ex ct azzurro e soprattutto bandiera dell'Olimpia, presenza fissa al Forum. ''Con lui in campo si sono viste delle cose che prima la squadra tentava di fare senza riuscirci. Hackett ha portato disciplina in campo, che significa ogni uomo al posto giusto. E' un giocatore che sa leggere le difese e spingere la palla in attacco per iniziare un contropiede. E poi è un leader, comanda in campo, suggerisce cosa bisogna fare. Lui ordina qualcosa e i compagni di squadra lo seguono, questo vuol dire che hanno piena fiducia nel loro play. Mi ha sorpreso il suo inserimento in squadra, segno che si tratta di un giocatore super, un trascinatore, forte in difesa ma anche decisivo in attacco. Credo che ora l'Olimpia non abbia più alibi, Banchi ha tutto per vincere, una squadra di dodici giocatori con almeno sei-sette fortissimi''.
L'arrivo di Hackett all'EA7 ha fatto decisamente bene anche ai suoi nuovi compagni. Il più felice è stato sicuramente Curtis Jerrells. Da quando c'è Daniel l'ex Besiktas è stato liberato dai compiti di portare palla, tira meglio (viaggia con il 50% da tre) e distribuisce il doppio degli assist. Segnali importanti, come i numeri in crescendo di Melli e Langford (quasi 20 di media con il 61% da due e il 54% da tre), altro giocatore che prima dell'arrivo di Hackett era costretto spesso a compiti di regia.
Ma non è solo una questione di numeri, perché con Hackett il gioco di Milano è cresciuto in maniera esponenziale raggiungendo un livello qualitativo mai visto nelle ultime stagioni. Luca Banchi, l'allenatore che lo scorso anno a Siena ha contribuito al definitivo salto di qualità del figlio di Rudy, allarga ovviamente il campo dei meriti (''la qualità di gioco attuale è il frutto di un lavoro cominciato da quest'estate, non è solo un giocatore") e racconta cosa può diventare il play azzurro per la Milano di oggi ma soprattutto di domani: ''Voglio fermarmi all'analisi del percorso avuto da Daniel fin dal suo arrivo in Italia notando che la crescita non solo tecnica ma anche mentale che ha avuto è stata esponenziale. Il fatto che questo percorso non si sia mai interrotto mi fa pensare che ci siano ancora margini notevoli da esplorare. La sua disponibilità a lavorare per migliorare ancora rappresenta da questo punto di vista una garanzia. Per l'attuale Olimpia ovviamente è un giocatore fondamentale, non a caso l'avevamo individuato fin dall'estate come uno dei punti fermi della squadra che stavamo costruendo. Ma età, ambizione personale e desiderio di migliorare ne faranno certamente un punto fermo anche di quella del futuro".
L'Olimpia era settima a sei punti dal primo posto il giorno della sconfitta con Cantù, ultima gara nella versione senza l'ex giocatore di Siena, un mese e cinque partite dopo (tutte vinte battendo tra le altre Sassari, Siena e Brindisi) Milano ha agganciato il primo posto in classica seppur condiviso con altre tre squadre. ''Hackett è il giocatore che ha completato Milano. Erano anni che cercavano un uomo di ordine e di disciplina in campo e finalmente lo hanno trovato'' spiega Sandro Gamba, ex ct azzurro e soprattutto bandiera dell'Olimpia, presenza fissa al Forum. ''Con lui in campo si sono viste delle cose che prima la squadra tentava di fare senza riuscirci. Hackett ha portato disciplina in campo, che significa ogni uomo al posto giusto. E' un giocatore che sa leggere le difese e spingere la palla in attacco per iniziare un contropiede. E poi è un leader, comanda in campo, suggerisce cosa bisogna fare. Lui ordina qualcosa e i compagni di squadra lo seguono, questo vuol dire che hanno piena fiducia nel loro play. Mi ha sorpreso il suo inserimento in squadra, segno che si tratta di un giocatore super, un trascinatore, forte in difesa ma anche decisivo in attacco. Credo che ora l'Olimpia non abbia più alibi, Banchi ha tutto per vincere, una squadra di dodici giocatori con almeno sei-sette fortissimi''.
L'arrivo di Hackett all'EA7 ha fatto decisamente bene anche ai suoi nuovi compagni. Il più felice è stato sicuramente Curtis Jerrells. Da quando c'è Daniel l'ex Besiktas è stato liberato dai compiti di portare palla, tira meglio (viaggia con il 50% da tre) e distribuisce il doppio degli assist. Segnali importanti, come i numeri in crescendo di Melli e Langford (quasi 20 di media con il 61% da due e il 54% da tre), altro giocatore che prima dell'arrivo di Hackett era costretto spesso a compiti di regia.
Ma non è solo una questione di numeri, perché con Hackett il gioco di Milano è cresciuto in maniera esponenziale raggiungendo un livello qualitativo mai visto nelle ultime stagioni. Luca Banchi, l'allenatore che lo scorso anno a Siena ha contribuito al definitivo salto di qualità del figlio di Rudy, allarga ovviamente il campo dei meriti (''la qualità di gioco attuale è il frutto di un lavoro cominciato da quest'estate, non è solo un giocatore") e racconta cosa può diventare il play azzurro per la Milano di oggi ma soprattutto di domani: ''Voglio fermarmi all'analisi del percorso avuto da Daniel fin dal suo arrivo in Italia notando che la crescita non solo tecnica ma anche mentale che ha avuto è stata esponenziale. Il fatto che questo percorso non si sia mai interrotto mi fa pensare che ci siano ancora margini notevoli da esplorare. La sua disponibilità a lavorare per migliorare ancora rappresenta da questo punto di vista una garanzia. Per l'attuale Olimpia ovviamente è un giocatore fondamentale, non a caso l'avevamo individuato fin dall'estate come uno dei punti fermi della squadra che stavamo costruendo. Ma età, ambizione personale e desiderio di migliorare ne faranno certamente un punto fermo anche di quella del futuro".