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Basket, Sassari e una coppa di felicità: "Siamo belli e vincenti"

La vittoria della Coppa Italia della Dinamo è anche il trionfo del gioco spettacolare di Sacchetti: "E' un po' la mia rivincita anche se Milano in Italia resta di un'altra categoria"
di NICOLA APICELLA

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MILANO - "Ce la siamo meritata, ci dicevano che eravamo belli da vedere ma che giocando così non avremmo vinto mai nulla. E invece ci siamo riusciti, giocando il basket che piace a noi". Meo Sacchetti si gode la sua piccola rivincita. La vittoria della coppa Italia, primo storico trofeo di Sassari, è anche la vittoria del suo modo di intendere la pallacanestro. Un basket votato all'attacco (non a caso la Dinamo ha il miglior attacco del campionato con oltre 83 punti di media a partita, numeri confermati anche a Milano), che privilegia l'aspetto spettacolare del gioco. "Questo non significa che la difesa non conta - raccontava il tecnico dopo la vittoria nella finale con Siena -. Se abbiamo battuto la Montepaschi è perché siamo riusciti a tenerli a soli 28 punti nel primo tempo. Poi è normale che certe cose ci riescono meglio ed altre meno, ma la nostra idea di gioco resta la stessa".

Arrivata alla Final Eight con lo sguardo basso e l'umore sotto i tacchi per colpa di un rendimento in campionato altalenante (otto vittorie nelle prime dieci giornate e poi appena due nelle successive otto) nella tre giorni milanese la Dinamo - che questa mattina da Milano è volata ad Ankara dove mercoledì giocherà un'importante sfida di Eurocup - si è ritrovata. "La vittoria contro Milano è stata sicuramente la chiave, ci ha dato fiducia, consapevolezza nei nostri mezzi, ha cambiato la nostra faccia. Ci siamo detti che potevamo arrivare fino in fondo ed è quello che è successo" dice Sacchetti, che a Sassari è arrivato nel 2010 quando la Dinamo era in Legadue. In quattro anni la crescita è stata costante. Subito la promozione in serie A, poi sempre stagioni in crescendo: sesta il primo anno, quarta il secondo con una semifinale scudetto persa contro Siena, seconda un anno fa. Nel frattempo Sacchetti si è talmente legato al territorio (la prima dedica dopo la vittoria della coppa è stata proprio per la Sardegna) da firmare fino al 2018. La conquista della coppa cambia qualcosa negli obiettivi della Dinamo? "Per noi no, vogliamo continuare a lavorare e a scherzare insieme. Sappiamo che Milano è una squadra fuori categoria in Italia. Un conto è batterla in una singola gara, un conto in una serie play off di cinque o sette gare".

Di certo al Forum Sacchetti ha ritrovato il suo leader. Travis Diener, giustamente premiato come mvp della finale, è esploso nella semifinale contro Reggio Emilia (26 punti) e contro Siena ha preso in mano la partita quando la Montepaschi è rientrata dal -20 al -3. Al Forum anche la coesistenza con Marques Green, uno dei principali punti interrogativi della stagione, è sembrata finalmente completarsi con buoni risultati. "Non è stato facile e non sarà facile gestire due giocatori abituati ad avere in mano il pallino del gioco - spiega ancora Sacchetti - Lo sappiamo, sono due play che vogliono essere protagonisti, abbiamo corso questo rischio in estate. Spero che questa vittoria faccia capire loro che si può rinunciare a qualche statistica migliore per ottenere un risultato importante. Ci vado ancora con i piedi di piombo perché conosco il carattere dei giocatori, ma sicuramente quello di questo weekend è stato un passo avanti importante".

Grazie al lavoro svolto da Stefano Sardara, presidente del club dal 2011, uno che vive le partite praticamente dalla panchina, la Dinamo è diventata un punto di riferimento per tutto il territorio sardo. Il centro di una serie di attività che coinvolgono bambini e ragazzi. Una grande famiglia. Sardara ama parlare di "mission". Non solo sportiva. "Questa coppa per noi ha un significato infinito. Non pensavamo certamente di vincere in tempi così brevi, questo non significa che vinceremo anche domani, ma di certo la strada è quella giusta. La nostra, rispetto ad altre, è una mission diversa. Milano ha una storia e un presente molto importante ed è obbligata a vincere. Sassari vuole far soprattutto divertire e Sacchetti è una garanzia da questo punto di vista. Siamo arrivati a questa coppa abbastanza stanchi ma abbiamo forse fatto quel passo avanti decisivo. Prima ci bastava giocare bene per essere felici, ora invece sappiamo anche vincere".
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