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Basket, Belinelli non si ferma: ''Prossimo obiettivo l'anello''

La guardia dei San Antonio Spurs torna sulla vittoria nella gara del tiro di tre all'All Star Game e fissa i prossimi traguardi: ''Una volta che sei arrivato a vedere la vetta non puoi ammettere un passo indietro"
di NICOLA APICELLA

2 minuti di lettura
ROMA - Più o meno dieci giorni fa il basket italiano grazie a Marco Belinelli si è svegliato con un sorriso largo così. Mentre per colpa del fuso quasi tutta l'Italia dormiva, infatti, la 27enne guardia dei San Antonio Spurs scriveva una pagina di storia, sua e dell'intero movimento azzurro, vincendo la gara del tiro da tre punti dell'All Star Game NBA, il week end che ogni anno riunisce (stavolta a New Orleans) in meglio del basket americano.
Come è stato trionfare in mezzo a tutte quelle stelle?
"Ovviamente bello. Ho sempre detto che sarei andato per giocarmela e così ho fatto. Da inizio stagione ho avuto buone percentuali, quindi gli altri mi conoscevano e sapevano che avrei potuto dare fastidio. Ma c'erano tiratori di primo livello. Tutti ci siamo studiati con interesse. L'emozione era tanta ma sapevo che se fossi riuscito a rilassarmi ce l'avrei fatta''.
Come sei riuscito a controllare l'emozione?
"Difficile da spiegare. L'unica cosa a cui ho pensato è stato il video che avevo guardato nei giorni precedenti di Larry Bird e della sua gara da tre''.
La tua impresa ha ridato un po' di sorriso al nostro basket. Il presidente Petrucci ti ha definito "ambasciatore vincente del nostro movimento".
''So che in Italia c'è molto entusiasmo e sono davvero contento di aver portato il basket all'attenzione del grande pubblico. Ma a mente fredda so che questo è solo un passo, per entrare nella storia che conta devo vincere altro''.
Il personaggio più grande che hai incontrato a New Orleans?
"L'All Star è un'esperienza incredibile che ho voluto condividere con le persone a me più care. Sono tre giorni in cui sei letteralmente in un frullatore, passi da un appuntamento all'altro, ci sono eventi, party, stringi mani, conosci tante persone. Ma la persona più magnetica di tutte è Michael Jordan. Lui è ancora in grado di far gravitare attorno a sè le persone che rimangono incantate a guardarlo, anche solo se è seduto ad una festa. Una vera leggenda".
Messaggi ricevuti nel dopo gara?
"Sul cellulare ne ho trovati 200. Coach Popovich (allenatore di Belinelli ai San Antonio Spurs, ndr) mi ha chiamato subito, era contento. Poi tutti i messaggi dei miei compagni, ex compagni, degli amici. E' stato davvero bello, ho risposto a tutti. Ci ho messo un sacco di tempo ma non ho scordato nessuno''.
Cosa rappresenta questa vittoria?
"Mi ha dato ancora di più la voglia di essere in cima, di essere al primo posto nel basket che conta. Una volta che sei arrivato a vedere la vetta non puoi ammettere un passo indietro''.
Prossimo obiettivo l'anello?
"Tutti noi ci crediamo, lo vogliamo. Chi perché ha ancora l'amaro in bocca per la finale persa lo scorso anno con Miami, chi perché potrebbe essere l'ultima opportunità e chi perché sarebbe il primo. Ma tutti abbiamo un solo obiettivo, vincere il titolo".
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