ROMA - Se davanti Milano prova a fare il vuoto (nove vittorie consecutive) godendosi un primo posto solitario che in casa Olimpia mancava da 22 anni, alle sue spalle la lotta per accaparrarsi le posizioni migliori è serratissima con cinque squadre raccolte nello spazio di quattro punti.
Tra le formazioni più calde c'è sicuramente Cantù, seconda insieme a Brindisi a due lunghezze dall'EA7. Smaltita la delusione per il passo falso in Coppa Italia (fuori nei quarti contro Reggio Emilia), l'Acqua Vitasnella è ripartita alla grande infilando tre vittorie consecutive, due in campionato (in casa con Roma e domenica scorsa ad Avellino) e quella purtroppo inutile ai fini della qualificazione (mancata per un solo punto) contro l'Ulm in Eurocup. ''La coppa era un nostro obiettivo - racconta Stefano Gentile, 24 anni, uno degli uomini chiave della squadra di Sacripanti -. Avevamo buoni accoppiamenti, purtroppo la Final Eight è capitata nel momento in cui, colpa del doppio impegno, eravamo un po' cotti, più mentalmente che fisicamente. Anche l'uscita dall'Eurocup è stata figlia di quella flessione accusata a fine gennaio''.
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Arrivato a Cantù su espressa richiesta di Sacripanti che lo aveva avuto a Caserta lo scorso anno, Gentile - uno che in massima serie ci è arrivato dopo aver fatto tanta gavetta nei campionati minori (''la cosa fondamentale è non smettere mai di crederci, di lavorare. L'occasione prima o poi arriva'') - si è ritagliato il ruolo di sesto uomo di lusso della formazione lombarda. ''Questa era una sfida diversa - continua il figlio maggiore del grande Nando, 10.7 punti di media a partita - A Caserta avevo un altro ruolo, partivo in quintetto, giocavo più minuti. Dovevo mettermi alla prova con fattori nuovi e finora non posso che essere soddisfatto. Uno dei nostri segreti è sicuramente lo zoccolo duro rappresentato dagli italiani, stiamo andando oltre le aspettative''.
Ma che campionato è stato finora? ''Un torneo strano. Milano doveva spaccare il mondo ma fin quando non ha preso Hackett ha fatto tanta fatica. E' chiaro che ora è la squadra da battere, le altre sono quasi tutte sullo stesso livello. Come squadra mi ha sorpreso sicuramente Brindisi, nessuno si aspettava di vederla così in alto e così a lungo. La palma di mvp invece la darei a Drake Diener e a Langford, stanno giocando una stagione pazzesca. Il nostro obiettivo? Abbiamo trovato una buona continuità. Come talento e fisico possiamo giocarcela alla pari con tutte, la differenza può farla la nostra capacità di restare concentrati nell'arco di tutta la gara''.
La nazionale è un obiettivo (''ma in questo momento preferisco concentrarmi su Cantù, in estate vedremo cosa succede''), il sogno potrebbe essere una finale scudetto contro la Milano del fratello Alessandro: ''Sarebbe felice soprattutto per papà. E' vero che non saprebbe per chi fare il tifo, ma almeno sarebbe certo di riportare a casa lo scudetto''.
Tra le formazioni più calde c'è sicuramente Cantù, seconda insieme a Brindisi a due lunghezze dall'EA7. Smaltita la delusione per il passo falso in Coppa Italia (fuori nei quarti contro Reggio Emilia), l'Acqua Vitasnella è ripartita alla grande infilando tre vittorie consecutive, due in campionato (in casa con Roma e domenica scorsa ad Avellino) e quella purtroppo inutile ai fini della qualificazione (mancata per un solo punto) contro l'Ulm in Eurocup. ''La coppa era un nostro obiettivo - racconta Stefano Gentile, 24 anni, uno degli uomini chiave della squadra di Sacripanti -. Avevamo buoni accoppiamenti, purtroppo la Final Eight è capitata nel momento in cui, colpa del doppio impegno, eravamo un po' cotti, più mentalmente che fisicamente. Anche l'uscita dall'Eurocup è stata figlia di quella flessione accusata a fine gennaio''.
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Arrivato a Cantù su espressa richiesta di Sacripanti che lo aveva avuto a Caserta lo scorso anno, Gentile - uno che in massima serie ci è arrivato dopo aver fatto tanta gavetta nei campionati minori (''la cosa fondamentale è non smettere mai di crederci, di lavorare. L'occasione prima o poi arriva'') - si è ritagliato il ruolo di sesto uomo di lusso della formazione lombarda. ''Questa era una sfida diversa - continua il figlio maggiore del grande Nando, 10.7 punti di media a partita - A Caserta avevo un altro ruolo, partivo in quintetto, giocavo più minuti. Dovevo mettermi alla prova con fattori nuovi e finora non posso che essere soddisfatto. Uno dei nostri segreti è sicuramente lo zoccolo duro rappresentato dagli italiani, stiamo andando oltre le aspettative''.
Ma che campionato è stato finora? ''Un torneo strano. Milano doveva spaccare il mondo ma fin quando non ha preso Hackett ha fatto tanta fatica. E' chiaro che ora è la squadra da battere, le altre sono quasi tutte sullo stesso livello. Come squadra mi ha sorpreso sicuramente Brindisi, nessuno si aspettava di vederla così in alto e così a lungo. La palma di mvp invece la darei a Drake Diener e a Langford, stanno giocando una stagione pazzesca. Il nostro obiettivo? Abbiamo trovato una buona continuità. Come talento e fisico possiamo giocarcela alla pari con tutte, la differenza può farla la nostra capacità di restare concentrati nell'arco di tutta la gara''.
La nazionale è un obiettivo (''ma in questo momento preferisco concentrarmi su Cantù, in estate vedremo cosa succede''), il sogno potrebbe essere una finale scudetto contro la Milano del fratello Alessandro: ''Sarebbe felice soprattutto per papà. E' vero che non saprebbe per chi fare il tifo, ma almeno sarebbe certo di riportare a casa lo scudetto''.