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Basket, Roma da corsa in trasferta. Dalmonte: ''In casa poco sereni''

L'Acea ha il miglior bilancio esterno della serie A ma ha vinto più volte fuori che davanti al suo pubblico. ''Ansia e pressione ci frenano, dobbiamo tramutare la tensione in energia positiva''. L'arrivo di Mayo sembra aver risolto i problemi nati con l'addio a Taylor
di NICOLA APICELLA

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ROMA - Casa dolce casa? Non ditelo a Luca Dalmonte, coach di una Virtus Roma che vanta il miglior bilancio esterno di tutta la serie A. Ben sette (su undici partite) i colpi esterni messi a segno dall'Acea (l'ultimo domenica scorsa a Bologna), squadra che quando viaggia spesso e volentieri si esalta. ''In un torneo così equilibrato avere questo bilancio vinte-perse significa avere una struttura solida e una mentalità certa - spiega Dalmonte, prima stagione nella Capitale -. Secondo me vincere fuori rappresenta un valore extra nel nostro campionato: i giocatori dimostrano di non avere una debolezza mentale nell'affrontare partite in campo avverso, ma le interpretano nel modo giusto, cioè come una chance equivalente a quella di una gara interna''.

Quinta in classifica alla pari di Sassari (a due lunghezze da Siena e a 4 dal secondo posto), la Virtus sta accusando qualche passaggio a vuoto di troppo tra le mura amiche dove il bilancio pur positivo (6 vinte e 4 perse) poteva essere sicuramente migliore: ''E' vero - ammette Dalmonte - a volte in casa facciamo più fatica. Credo sia frutto di un meccanismo che porta a sentire un misto tra ansia da prestazione e una pressione del tipo "questa non la possiamo sbagliare". Invece dobbiamo avere la stessa serenità, compattezza e lo stesso impatto esterno anche in casa, dobbiamo tramutare questa tensione in energia positiva''. Anche perché nelle ultime nove giornate di stagione regolare l'Acea giocherà cinque volte in casa e quattro fuori. ''E saranno tutte gare toste, senza fare distinzione tra interne ed esterne o tra le varie avversarie. Quando ci si avvicina alla fine il campionato offre sempre delle gare strane: c'è meno tempo per recuperare un eventuale passo falso, le motivazioni aumentano, per cui diventa pericoloso affrontare squadre che lottano per la salvezza o, come noi, per un posto nei playoff. La variabile di questa ultima parte della stagione sta proprio nelle diverse motivazioni di ogni squadra, ragion per cui ogni partita ha una sua assoluta e singola difficoltà''.
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Superata l'emergenza generata dall'infortunio che ha messo fuorigioco Taylor, Roma sembra aver trovato il tassello giusto con Mayo, che ha lasciato subito una buona impressione al debutto vincente contro Bologna: ''La qualità di Mayo è indiscutibile - racconta ancora Dalmonte - sapevamo che era il giocatore giusto per tanti motivi e pur di avere anche una sola possibilità che fosse con noi abbiamo escluso per cinque settimane ogni altra scelta. Che squadra stiamo diventando ? Sarà il furturo a dircelo, gli arrivi di giocatori in corsa, come Szewczyk o come Mayo, rendono necessari tempi di assestamento per trovare nuovi equilibri. Adesso abbiamo il roster che vorremmo finisse il campionato''.
Un campionato in cui Roma, attesa domenica dalla sfida casalinga contro Cremona (''dobbiamo affrontarla con il giusto atteggiamento, la classifica non rispecchia il talento di Cremona'') vuole recitare un ruolo di primo piano fino alla fine: ''E' un torneo molto equilibrato, con dei valori molto vicini e differenze sottili. Le squadre che sono nella prima fascia hanno fatto molto bene finora e ora hanno le motivazioni per confermarsi in quella posizione fino alla fine. È un campionato che si confermerà assolutamente equilibrato fino all'ultima giornata, perché ci sono tanti obiettivi in gioco con partite tra squadre simili e vicine nel valore. Ogni gara sarà un'insidia, oltre che potenzialmente decisiva per raggiungere una posizione migliore o per confermarla. Il rammarico? Non credo si possa vivere di rammarico, bisogna essere in grado di affrontare nel miglior modo possibile il presente affinché il domani sia sempre migliore. Se in qualche partita non ci siamo fatti trovare sufficientemente pronti, l’errore condiviso insieme non deve essere più ripetuto. Guardarsi indietro e viverla con rammarico non è la strada giusta''.
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