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Basket, Banchi: ''Devo fare il pompiere, ma Milano tornerà a vincere''

Intervista al coach dell'EA7, capolista del campionato e protagonista in Eurolega. La delusione in coppa, la crescita di Langford (out un mese), il rapporto con una piazza che non vince qualcosa di importante da 18 anni. E la scoperta del patron Armani 
di NICOLA APICELLA

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ROMA - Dodici vittorie consecutive in campionato, il primo posto blindato, i quarti di Eurolega mai così vicini. Coach Luca Banchi, non ci fosse stato il passo falso in Coppa Italia la stagione della sua EA7 sarebbe stata perfetta finora.
''Una striscia così lunga di vittorie, il fatto che la squadra cresca partita dopo partita non può che far piacere. Il rammarico è che all'interno di questa crescita sia arrivata la sfida persa con Sassari in coppa. Era un nostro obiettivo. La squadra sembra avere un percorso di crescita costante, graduale, vivrà inevitabilmente dei momenti di flessione, però questo non ci impedirà di interrompere il percorso e quindi come è successo con Sassari dovremo avere la capacità di riprendere il cammino''.
Siete obbligati a vincere fin dal primo giorno di lavoro. Quanto è dura convivere con tanta pressione?
''Essere condannati a vincere, sapere che tutti diano per scontato un tuo successo è pressante per un verso ma estremamente stimolante per l'altro. Io cerco di tamponare, di proteggere la squadra e di ingigantire gli aspetti positivi. Aspetti che riguardano il fascino di una sfida a suo modo unica, particolare in questa 'condanna' di dover vincere a tutti i costi. Sono consapevole delle difficoltà che ci sono ma questa squadra sta scoprendo pian piano il piacere di lavorare assieme e cercare di centrare dei successi che potrebbero renderla speciale. A Milano non si vince da tanto, le cose cambiano molto velocemente e dobbiamo essere tutti bravi a mantenere il giusto equilibrio per non uscire fuori strada''.
L'infortunio di Langford (out circa un mese per un problema muscolare) è un brutto colpo soprattutto in ottica Eurolega perché vi priva di un giocatore che mai come in questa stagione si sta dimostrando oltre che realizzatore un grande trascinatore.
''A Keith va riconosciuto il merito di aver preso subito in mano il gruppo, fin dall'estate quando con Moss e Jerrels ha iniziato a tracciare il percorso. Lavorandoci a fianco ho potuto constatare le qualità caratteriali di un giocatore che sa di avere grandissime potenzialità e le sta mettendo a disposizione della squadra. I progressi che sta facendo sono un segnale per tutti, la testimonianza che il percorso di crescita di un giocatore non si esaurisce a 20-25 anni ma può andare anche oltre i 30. E' bello scoprirne potenzialità inesplorate anche adesso''.
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Di Hackett si è detto tutto?
''Le ultime due stagioni di Daniel sono state particolari, contraddistinte da due trasferimenti molto importanti. Io mi auguro che il prossimo passo sia parlare dei trionfi che legheranno la sua presenza a Milano''.
Un buon segnale è anche la crescita di Melli cui però fa da contraltare un Gentile che non riesce a trovare continuità.
''Si tratta di due giocatori che nonostante l'età anagrafica hanno già maturato una discreta esperienza. Va dato merito al club di aver costruito questo progetto attorno a giocatori come loro, loro stanno dimostrando di poter valere questo livello. Quest'anno è particolarmente stimolante vederli competere non solo in ambito nazionale ma anche continentale e lo stanno facendo con grande autorevolezza. Sicuramente Niccolò con maggiore continuità ma i picchi che Alessandro ha vissuto mi fanno sperare che riesca ad essere decisivo in questa stagione''.
Cosa fa di Cerella l'idolo del Forum?
''Fin dal primo giorno ha dimostrato di avere il giusto atteggiamento, consapevole del ruolo che avrebbe avuto. La sua dedizione, la sua pecurialità di essere un giocatore versatile ed efficiente lo stanno rendendo molto produttivo alla squadra''.
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Che proprietario è Armani?
''Una persona molto discreta, riservata, che mi sembra stia vivendo questa stagione con grande interesse e ce lo dimostra con una frequenza alle gare particolarmente assidua. Suona particolare che un personaggio di tale caratura abbia così a cuore le nostre vicissitudini, ci fa piacere, portiamo sulle nostre maglie un nome importante, sentiamo la responsabilità di doverlo fare nel miglior modo possibile. Non ho dubbi che questa è una squadra che verserà ogni stilla di sudore per raggiungere i traguardi che si è fissata, credo che il signor Armani stia apprezzando il sacrificio che la squadra sta facendo per arrivare ai livelli che vuole''.
Visto dall'alto che campionato è?
''Un torneo sulla falsariga di quello di un anno fa, dove regna l'equilibrio, con tante potenziali pretendenti allo scudetto. Tutti i discorsi sono ancora aperti, vedo un lotto di pretendenti abbastanza numeroso. Squadre importanti come Cantù, Siena, Sassari, che stanno facendo bene in Italia e bene hanno fatto in Europa''.
In Eurolega siete in piena corsa per i quarti di finale. Quanto sarebbe importante essere tra le quattro che si giocheranno la Final Four al Forum?
''Ad oggi la Final Four non può essere un obiettivo e non perché non abbiamo l'ambizione di esserci. Non abbiamo il vissuto, l'esperienza e neanche il credito per poterci permettere di spostare l'attenzione dalla partita di venerdì contro l'Efes. Non possiamo correre il rischio di distrarci per guardare troppo lontano. Non è mancanza di ambizioni. Sognare è legittimo ma io devo concentrarmi sul lavoro quotidiano. I giocatori prima di andarea letto possono anche avere come ultimo pensiero quello della Finale, il mio è di essere pronto per il giorno successivo''.
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