ROMA - Una stagione irripetibile. Questo si diceva la scorsa estate quando in casa Virtus si iniziò a programmare il nuovo campionato. Bisognava ripartire da zero o quasi dopo una finale scudetto e l'addio al miglior giocatore del campionato, Gigi Datome. Nove mesi dopo però Roma è ancora li, tra le prime quattro d'Italia. E da stasera (gara 1 al PalaSclavo) torna a sfidare Siena. Stavolta in palio non c'è il titolo (lo scorso anno finì 4-1 per i toscani) ma 'solo' la conquista della finale. L'Acea ci riprova e per non lasciare nulla di intentato torna a giocare dopo oltre tre anni al PalaLottomatica che riaprirà le porte al basket per gara 3 e gara 4 (ed eventualmente gara 6) in programma mercoledì e venerdì della prossima settimana.
Chi c'era un anno fa e non ha dimenticato è Phil Goss. Cosa hanno in comune quella squadra e l'attuale Roma?
"Me (ride)! Scherzi a parte, i punti comuni sono il fatto di giocare tutti insieme, la capacità di catturare rimbalzi e la grande vocazione difensiva. Con l'inizio dei playoff abbiamo ripreso a giocare bene in difesa, questo ci ha permesso di passare il turno con Cantù".
Guardando Siena-Reggio davanti alla tv chi si augurava di trovare in semifinale?
"Personalmente preferivo Siena per due motivi: il primo è per lo scorso anno, è tempo di prenderci la nostra rivincita e queste semifinali rappresentano una grande opportunità. Il secondo è la storia recente di Roma e Siena, questa rivalità ha dato vita ad una serie di partite belle, combattute e divertenti".
Il ricordo della finale persa un anno fa può essere per voi una spinta in più?
"Rispetto allo scorso anno siamo rimasti in quattro... Per gli altri non so, ma per me di sicuro è una grande motivazione. E poi sono stanco che vinca sempre Siena...".
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Come contro Cantù partite con il fattore campo a sfavore, mai come quest'anno però Roma si è dimostrata una squadra da trasferta soffrendo più del dovuto in casa. Come mai?
"In alcune delle partite giocate in casa siamo stati sfortunati, vorremmo sempre giocare il miglior basket davanti ai nostri tifosi. Da quando i playoff sono cominciati, anzi, da quando abbiamo perso con Pistoia in casa, abbiamo cominciato a giocare in modo diverso e con un'impronta differente in difesa. Per le prossime due gare al PalaLottomatica, che vorrei vedere pieno in ogni ordine di posto, mi aspetto il supporto dei tifosi, ancora più forte del solito, perché ne abbiamo bisogno. Sono sicuro che ci sarà una grande atmosfera e che ci attendono delle grandi partite, ma serve che vengano tutti a vederci, anche chi finora non ha mai assistito ad una partita di pallacanestro".
Siena sta vivendo una stagione particolare eppure è sempre lì a giocarsi qualcosa di importante. C'è qualcosa che invidia ai suoi avversari?
"Invidia? Del fatto che sono campioni d'Italia, ma è altrettanto stuzzicante avere la possibilità di detronizzarli".
Cosa serve in una serie così lunga per batterli?
"Tirano benissimo da tre, con percentuali molto alte spalmate su tutti i tiratori, che sono tanti. Per questo sono difficili da battere. Servirà mettere in campo una difesa di alto livello per concedere meno tiri aperti che possiamo".
Su cosa punta la Virtus?
"Su una squadra che si allena ogni giorno senza mai risparmiarsi, che ha il talento, la taglia fisica e gli strumenti per competere ad alto livello. Ho fiducia nelle nostre possibilità se giocheremo nel migliore dei modi. Questo è il momento più importante della stagione e serve giocare al meglio, se lo faremo credo che potremo avere una buona chance contro chiunque".
Raggiungere la finale cosa significherebbe?
"E' l'ultimo step da compiere per arrivare in finale, dobbiamo cercare di vincere. Questa squadra durante l'anno ha avuto diverse fasi, alcune positive e altre meno, disputare le finali significherebbe completare la stagione, giocare senza pressione ma con la chance poter vincere. Ma per raggiungere l'ultimo atto del campionato sarà necessario combattere".
Chi c'era un anno fa e non ha dimenticato è Phil Goss. Cosa hanno in comune quella squadra e l'attuale Roma?
"Me (ride)! Scherzi a parte, i punti comuni sono il fatto di giocare tutti insieme, la capacità di catturare rimbalzi e la grande vocazione difensiva. Con l'inizio dei playoff abbiamo ripreso a giocare bene in difesa, questo ci ha permesso di passare il turno con Cantù".
Guardando Siena-Reggio davanti alla tv chi si augurava di trovare in semifinale?
"Personalmente preferivo Siena per due motivi: il primo è per lo scorso anno, è tempo di prenderci la nostra rivincita e queste semifinali rappresentano una grande opportunità. Il secondo è la storia recente di Roma e Siena, questa rivalità ha dato vita ad una serie di partite belle, combattute e divertenti".
Il ricordo della finale persa un anno fa può essere per voi una spinta in più?
"Rispetto allo scorso anno siamo rimasti in quattro... Per gli altri non so, ma per me di sicuro è una grande motivazione. E poi sono stanco che vinca sempre Siena...".
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Come contro Cantù partite con il fattore campo a sfavore, mai come quest'anno però Roma si è dimostrata una squadra da trasferta soffrendo più del dovuto in casa. Come mai?
"In alcune delle partite giocate in casa siamo stati sfortunati, vorremmo sempre giocare il miglior basket davanti ai nostri tifosi. Da quando i playoff sono cominciati, anzi, da quando abbiamo perso con Pistoia in casa, abbiamo cominciato a giocare in modo diverso e con un'impronta differente in difesa. Per le prossime due gare al PalaLottomatica, che vorrei vedere pieno in ogni ordine di posto, mi aspetto il supporto dei tifosi, ancora più forte del solito, perché ne abbiamo bisogno. Sono sicuro che ci sarà una grande atmosfera e che ci attendono delle grandi partite, ma serve che vengano tutti a vederci, anche chi finora non ha mai assistito ad una partita di pallacanestro".
Siena sta vivendo una stagione particolare eppure è sempre lì a giocarsi qualcosa di importante. C'è qualcosa che invidia ai suoi avversari?
"Invidia? Del fatto che sono campioni d'Italia, ma è altrettanto stuzzicante avere la possibilità di detronizzarli".
Cosa serve in una serie così lunga per batterli?
"Tirano benissimo da tre, con percentuali molto alte spalmate su tutti i tiratori, che sono tanti. Per questo sono difficili da battere. Servirà mettere in campo una difesa di alto livello per concedere meno tiri aperti che possiamo".
Su cosa punta la Virtus?
"Su una squadra che si allena ogni giorno senza mai risparmiarsi, che ha il talento, la taglia fisica e gli strumenti per competere ad alto livello. Ho fiducia nelle nostre possibilità se giocheremo nel migliore dei modi. Questo è il momento più importante della stagione e serve giocare al meglio, se lo faremo credo che potremo avere una buona chance contro chiunque".
Raggiungere la finale cosa significherebbe?
"E' l'ultimo step da compiere per arrivare in finale, dobbiamo cercare di vincere. Questa squadra durante l'anno ha avuto diverse fasi, alcune positive e altre meno, disputare le finali significherebbe completare la stagione, giocare senza pressione ma con la chance poter vincere. Ma per raggiungere l'ultimo atto del campionato sarà necessario combattere".