OKLAHOMA CITY - San Antonio vola alle Finals e Marco Belinelli diventa il primo giocatore italiano a scendere in campo per il titolo Nba. Gli Spurs passano per 112-107 all'overtime in casa degli Oklahoma City Thunder e si aggiudicano per 4-2 la finale della Western Conference. Nel remake delle finali dello scorso anno, i texani sfideranno di nuovo i Miami Heat, campioni in carica, ma stavolta potranno contare sul vantaggio del campo nella serie al via giovedì.
DIAW DECISIVO DALLA PANCHINA - Gli Spurs, al sesto viaggio alle Finals sotto coach Gregg Popovich, conservano la corona di re dell'Ovest nella serata griffata dai 26 punti di Boris Diaw, che esce dalla panchina e domina la scena con 8/14 al tiro e 3/6 da 3 punti. Una prestazione che fa dimenticare il problema alla caviglia che costringe Tony Parker a guardare dalla panchina la seconda parte di match. Il franco-belga si ferma a 8 punti, ma gli altri 'totem' in maglia neroargento non steccano. L'eterno Tim Duncan produce 19 punti e 15 rimbalzi, Manu Ginobili aggiunge 15 punti dalla panchina nonostante un mediocre 4/14 al tiro. L'argentino, però, lascia il segno con 6 rimbalzi e 5 assist. Pesano, eccome, i 17 punti di Kawhi Leonard, che cattura anche 11 rimbalzi.
Belinelli produce solo 3 punti (ma in 6') e festeggia un traguardo storico per il basket tricolore. Mai, prima d'ora, un italiano ha potuto giocare per il Larry O'Brien Trophy. L'appuntamento con il titolo, invece, è rinviato di almeno un anno per i Thunder. Kevin Durant, MVP della regular season, chiude con 31 punti. Russell Westbrook arriva addirittura a 34. Reggie Jackson, accanto alle due stelle, fa la propria parte con 21 punti. I Thunder, tramortiti dal parziale di 37-20 nel terzo periodo, precipitano a -12 nell'ultima frazione ma hanno la forza di risalire la china. Al supplementare, però, San Antonio non trema: Spurs in finale, Oklahoma City al tappeto.
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BELINELLI: ''DEDICA ALL'ITALIA'' - "Non riesco ancora a rendermi conto bene di quello che sta succedendo", è il commento alla fine del match di Belinelli. "E' una sensazione indescrivibile. E' stata una partita incredibile, sollevare il trofeo della Western Conference e arrivare alla finale è un sogno, sono senza parole. Ringrazio tutti quelli che mi sono stati vicino anche nei momenti difficili e i tanti tifosi italiani che mi hanno sostenuto, so che in tanti sono rimasti alzati anche questa notte per assistere al match, dedico a loro questo successo".
Un grande successo la riconferma in finale sottolineato da Tim Duncan: "Recuperare la concentrazione giusta dopo quanto successo in finale l'anno scorso è un grandissimo risultato. Siamo felici di poterci nuovamente confrontare con gli Heat ma l'amaro in bocca per quanto successo l'anno scorso non è ancora passato". Per il secondo anno consecutivo sarà dunque Heat contro Spurs, non accadeva da 16 anni quando si affrontarono per due stagioni consecutive nell'atto finale dell'Nba i Chicago Bulls e gli Utah Jazz.
"La vittoria è ancor più dolce perché abbiamo piegato una squadra meravigliosa, conoscevamo il valore dei nostri rivali e quanto sarebbe stato difficile uscirne vincitori", spiega il coach degli Spurs Gregg Popovich rendendo l'onore delle armi ai Thunder.
DIAW DECISIVO DALLA PANCHINA - Gli Spurs, al sesto viaggio alle Finals sotto coach Gregg Popovich, conservano la corona di re dell'Ovest nella serata griffata dai 26 punti di Boris Diaw, che esce dalla panchina e domina la scena con 8/14 al tiro e 3/6 da 3 punti. Una prestazione che fa dimenticare il problema alla caviglia che costringe Tony Parker a guardare dalla panchina la seconda parte di match. Il franco-belga si ferma a 8 punti, ma gli altri 'totem' in maglia neroargento non steccano. L'eterno Tim Duncan produce 19 punti e 15 rimbalzi, Manu Ginobili aggiunge 15 punti dalla panchina nonostante un mediocre 4/14 al tiro. L'argentino, però, lascia il segno con 6 rimbalzi e 5 assist. Pesano, eccome, i 17 punti di Kawhi Leonard, che cattura anche 11 rimbalzi.
Belinelli produce solo 3 punti (ma in 6') e festeggia un traguardo storico per il basket tricolore. Mai, prima d'ora, un italiano ha potuto giocare per il Larry O'Brien Trophy. L'appuntamento con il titolo, invece, è rinviato di almeno un anno per i Thunder. Kevin Durant, MVP della regular season, chiude con 31 punti. Russell Westbrook arriva addirittura a 34. Reggie Jackson, accanto alle due stelle, fa la propria parte con 21 punti. I Thunder, tramortiti dal parziale di 37-20 nel terzo periodo, precipitano a -12 nell'ultima frazione ma hanno la forza di risalire la china. Al supplementare, però, San Antonio non trema: Spurs in finale, Oklahoma City al tappeto.
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BELINELLI: ''DEDICA ALL'ITALIA'' - "Non riesco ancora a rendermi conto bene di quello che sta succedendo", è il commento alla fine del match di Belinelli. "E' una sensazione indescrivibile. E' stata una partita incredibile, sollevare il trofeo della Western Conference e arrivare alla finale è un sogno, sono senza parole. Ringrazio tutti quelli che mi sono stati vicino anche nei momenti difficili e i tanti tifosi italiani che mi hanno sostenuto, so che in tanti sono rimasti alzati anche questa notte per assistere al match, dedico a loro questo successo".
Un grande successo la riconferma in finale sottolineato da Tim Duncan: "Recuperare la concentrazione giusta dopo quanto successo in finale l'anno scorso è un grandissimo risultato. Siamo felici di poterci nuovamente confrontare con gli Heat ma l'amaro in bocca per quanto successo l'anno scorso non è ancora passato". Per il secondo anno consecutivo sarà dunque Heat contro Spurs, non accadeva da 16 anni quando si affrontarono per due stagioni consecutive nell'atto finale dell'Nba i Chicago Bulls e gli Utah Jazz.
"La vittoria è ancor più dolce perché abbiamo piegato una squadra meravigliosa, conoscevamo il valore dei nostri rivali e quanto sarebbe stato difficile uscirne vincitori", spiega il coach degli Spurs Gregg Popovich rendendo l'onore delle armi ai Thunder.