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Basket, Belinelli a caccia dell'anello. ''Miami, è l'ora della rivincita''

Primo italiano a giocare per il titolo Nba, la guardia dei San Antonio Spurs racconta le sue emozioni a repubblica.it: ''L'obiettivo è uno solo, vendicare la sconfitta di un anno fa''
di NICOLA APICELLA

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ROMA - Ci ha preso gusto, Marco Belinelli. Scrivere pagine di storia del nostro basket è diventato il suo hobby preferito. Quando la scorsa estate firmò con San Antonio fu chiaro: ''Sono agli Spurs per vincere". Sta mantenendo la parola.
Primo italiano a guidare una classifica individuale (quella del tiro da tre punti), primo italiano a vincere un trofeo nell'All Star Game (quello della gara del tiro da tre) e da ieri primo italiano a giocare le Finals, la serie che mette in palio il titolo di campioni Nba. San Antonio sfiderà Miami (gara 1 giovedì in Texas) con l'obiettivo di vendicare la sconfitta dello scorso anno quando l'anello sfumò a gara 7. "E' il nostro chiodo fisso - racconta l'ex giocatore della Fortitudo Bologna a repubblica.it - Chi c'era non ha dimenticato, i nuovi come me sono sulla stessa lunghezza d'onda".
Primo italiano a giocarsi l'anello, che effetto fa Belinelli?
"Sto vivendo emozioni incredibili, una dietro l'altra. Sono contentissimo. Amo il basket, una finale Nba è il sogno di bambino che diventa realtà. Sono stracarico, felice di rappresentare l'Italia, la mia città (San Giovanni in Persiceto, comune in provincia di Bologna ndr), i miei tifosi che ringrazio uno a uno. E' un traguardo che ripaga i tanti sacrifici fatti in questi anni, il lavoro di questi mesi".
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E che la fa entrare definitivamente nella storia del basket azzurro.
"Vero, ma io ai primati non faccio caso anche se fanno piacere, è innegabile. Ho mangiato tanta m..., in passato ne ho sentite di tutti i colori su di me. Ora sono qui a giocarmi qualcosa di grandissimo, con passione, carattere, voglia, amore per questo sport. Sono queste, al di là dei numeri, le cose più importanti. Ora conta solo vincere l'anello".
Tempo di festeggiare ce n'è poco. Giovedì c'è già gara 1 con gli Heat
"Un giorno di riposo e da domani ci prepariamo. Sarà una serie difficilissima perché Miami è una grande squadra, ha vinto con merito la Eastern Conference, ha giocatori fortissimi. In finale sono arrivate le due squadre più forti. Sarà una grandissima serie. Ma noi abbiamo qualcosa in più di loro".
Cosa?
''La voglia di farcela a tutti i costi, qui nessuno ha digerito l'amarezza di un anno fa. Squadra, tifosi. E' da tanti mesi che lavoriamo per raggiungere questo traguardo. Daremo il massimo, potete esserne certi".
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Il suo minutaggio è calato ma nei momenti chiave c'è sempre.

"In una grande squadra è così, per me e per gli altri. Coach Popovich trasmette grande fiducia, mi chiede di essere aggressivo, di restare sempre tranquillo. In una partita si può essere decisivi anche in pochi minuti, è quello che cerco di fare, con una buona difesa, un canestro. Quello che conta è vincere".
Cosa serve per battere LeBron James e compagni?
"In una finale ogni giocata è importante. Un recupero, un rimbalzo, bisogna buttarsi su ogni pallone. Sono queste piccole cose a fare la differenza. Dovremo cercare di limitare il numero di palle perse e far valere la nostra grande voglia di vincere. Dobbiamo essere una squadra con più voglia".
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