ROMA - Sei mesi di squalifica per Daniel Hackett: è questa la decisione del Giudice sportivo nazionale della federbasket nei confronti del giocatore dell'Olimpia Milano, che il 18 luglio scorso aveva lasciato il raduno della Nazionale in corso di svolgimento a Trieste senza autorizzazione dello staff azzurro e senza alcun giustificato motivo. L'inibizione "a svolgere attività federale e sociale" partirà il 12 ottobre 2014 (data di inizio del campionato di Serie A).
Il suo agente Mario Scotti, al termine dell'udienza, aveva dichiarato : "Siamo convinti che Daniel abbia sbagliato, lo ha ammesso. Non sta bene, è in stato disagio, si è allontanato dal ritiro ma è rimasto a Trieste in taxi, io e sua madre abbiamo provato a convincerlo a rientrare ma appena ha messo giù il telefono è arrivato il comunicato tempestivo della Fip. Si è trovato nel panico, ha pensato 'mi hanno tagliato fuori e bollato'". Scotti, presente nella sede romana della federazione assieme al giocatore, accompagnato dalla mamma Katia, e dall'avvocato Domenico Zinnari ha assicurato: "Vorrebbe giocare a Milano l'anno prossimo, non siamo venuti per starci sei mesi". "Con il suo arrivo - ha aggiunto - la squadra è cambiata e se non ci fosse stato lui non avrebbe vinto lo scudetto perché è un giocatore che porta via la pressione dagli altri. Tutta questa pressione l'ha portata avanti per tutto l'anno e alla fine si è trovato in uno stato di stanchezza fisica e mentale".
Il suo agente Mario Scotti, al termine dell'udienza, aveva dichiarato : "Siamo convinti che Daniel abbia sbagliato, lo ha ammesso. Non sta bene, è in stato disagio, si è allontanato dal ritiro ma è rimasto a Trieste in taxi, io e sua madre abbiamo provato a convincerlo a rientrare ma appena ha messo giù il telefono è arrivato il comunicato tempestivo della Fip. Si è trovato nel panico, ha pensato 'mi hanno tagliato fuori e bollato'". Scotti, presente nella sede romana della federazione assieme al giocatore, accompagnato dalla mamma Katia, e dall'avvocato Domenico Zinnari ha assicurato: "Vorrebbe giocare a Milano l'anno prossimo, non siamo venuti per starci sei mesi". "Con il suo arrivo - ha aggiunto - la squadra è cambiata e se non ci fosse stato lui non avrebbe vinto lo scudetto perché è un giocatore che porta via la pressione dagli altri. Tutta questa pressione l'ha portata avanti per tutto l'anno e alla fine si è trovato in uno stato di stanchezza fisica e mentale".