NEW YORK - I Los Angeles Clippers hanno ufficialmente un nuovo proprietario: è l'ex Ceo di Microsoft, Steve Ballmer. L'annuncio è arrivato direttamente dalla Nba: un tribunale californiano ha confermato la titolarità di Shelly Sterling, moglie dell'ex proprietario Donald Sterling, a vendere la franchigia californiana per conto dello 'Sterling Family Trust'. La cessione della franchigia era già stata approvata dal 'Board of Governors', l'organo che riunisce i proprietari delle squadre Nba. L'operazione di acquisizione è costata due miliardi di dollari. "E' un incredibile nuovo giorno per la storia dei Clippers", ha dichiarato il coach Doc Rivers. Il nuovo proprietario, insieme al resto della squadra, verrà presentato lunedì prossimo allo Staples Center di Los Angeles.
Si chiude così la travagliata vicenda cominciata ad aprile, quando Donald Sterling, proprietario dei Clippers da oltre 30 anni, è finito nella bufera per le frasi razziste pronunciate in una conversazione con la sua ex fidanzata, V Stiviano ("non voglio che vieni a vedere le partite con i neri"). La Nba ha radiato Sterling, lo ha multato di 2,5 milioni di dollari e ha avviato l'iter per la cessione della squadra.
Lo scorso 29 luglio la Suprema Corte della California aveva rigettato il ricorso di Sterling contro la cessione: il giudice Michael Levinas aveva stabilito che si trattava di una buona operazione e che la signora Sterling era autorizzata a portare avanti la trattativa a nome della famiglia visto anche che, prove mediche alla mano, il marito presenta sintomi del morbo di Alzheimer.
Si chiude così la travagliata vicenda cominciata ad aprile, quando Donald Sterling, proprietario dei Clippers da oltre 30 anni, è finito nella bufera per le frasi razziste pronunciate in una conversazione con la sua ex fidanzata, V Stiviano ("non voglio che vieni a vedere le partite con i neri"). La Nba ha radiato Sterling, lo ha multato di 2,5 milioni di dollari e ha avviato l'iter per la cessione della squadra.
Lo scorso 29 luglio la Suprema Corte della California aveva rigettato il ricorso di Sterling contro la cessione: il giudice Michael Levinas aveva stabilito che si trattava di una buona operazione e che la signora Sterling era autorizzata a portare avanti la trattativa a nome della famiglia visto anche che, prove mediche alla mano, il marito presenta sintomi del morbo di Alzheimer.