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Basket, Banchi rilancia la sfida di Milano: ''Vincere non ci spaventa''

I campioni d'Italia tornano al lavoro, la squadra è rimasta la stessa per 7/12, sono arrivati giocatori importanti per confermarsi in Italia e arrivare lontano anche in Europa. Dalla vicenda Hackett ai volti nuovi, il coach dell'EA7 racconta sensazioni e aspettative
di NICOLA APICELLA

3 minuti di lettura
ROMA - Ripetersi, dopo aver interrotto un digiuno che durava da 18 anni. E' questo l'obiettivo dell'EA7 Milano tornata al lavoro per preparare la nuova stagione. I campioni d'Italia - che oggi hanno ufficilizzato il cambio alla presidenza con Livio Proli che per motivi di lavoro ha passato il testimone al giemme Flavio Portaluppi - ripartono con una squadra che è rimasta la stessa per 7/12. Non ci sono più Langford, Jerrels, Lawal, Kangur e Wallace. Sono arrivati Ragland, Brooks, Meacham, Kleiza e James, dal prestito a Reggio Emilia è rientrato Gigli. In rosa c'è anche Daniel Hackett, che dopo la squalifica di sei mesi per l'abbandono del ritiro della nazionale giocherà l'Eurolega ma fino ad aprile non in campionato. Un problema di cui Luca Banchi, il tecnico che ha riportato lo scudetto nella bacheca dell'Olimpia, avrebbe fatto volentieri a meno: ''Tenerlo è stata una scelta comune. Consapevoli dell'errore che ha commesso, credo che l'Olimpia come struttura tecnica e societaria sia in grado di fornirgli la possibilità di riscattarsi".
Coach Banchi, se dovesse racchiudere l'ultima stagione in un'immagine quale sceglierebbe?
"L'incontro con il presidente Proli nel tunnel di Siena dopo il canestro di Jerrells in gara 6. In quel momento ho fotografato l'emozione e la percezione di essere davvero vicini al traguardo dopo tutte le tensioni accumulate nelle 48 ore precedenti".
''Vincere è una dolce condanna'' secondo il ct della nazionale Conte. Voi lo scorso anno avete vinto, ora siete chiamati a ripetervi, che spesso è anche più difficile.
''Ripetersi sarebbe la testimonianza di aver contribuito non solo ad interrompere un digiuno ma di aver costruito una mentalità vincente. E' un gioco di parole ma solo le vittorie alimentano questo tipo di mentalità. Il ruolo di favoriti? L'importante è confermarsi e non disattendere i pronostici. La avverto come una responsabilità ma anche uno stimolo incredibile, provato sia a Siena che adesso a Milano. Significa far parte di un programma di alto livello".
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L'ultima stagione ha riportato Milano sul tetto d'Italia ridandole anche una credibilità importante a livello europeo.
"Fin dal primo giorno a Milano ho cercato di far capire che dovevamo affiancare alla competitività a livello italiano quella continentale perché club, tifosi, giocatori potessero misurarsi al più alto livello cestistico possibile".
Quello fatto in estate sul mercato che lavoro è stato rispetto allo scorso anno.
"Lo scorso anno dovevamo cambiare profondamente struttura e mentalità, ora abbiamo l'opportunità di ripartire da un nucleo, fatto di staff e giocatori, consolidato. Tecnicamente, abbiamo dovuto fare modifiche per la perdita di alcuni giocatori importanti e altre perché cercavamo le caratteristiche ideali per completare un organico che era già competitivo".
Non c'è più Langford.
"La perdita di Keith lascia un vuoto legato a sue caratteristiche esclusive che ne fanno uno dei migliori realizzatori europei. A me mancherà soprattutto l'apporto che ha dato l'anno scorso nel costruire la squadra sia dentro che fuori del campo in un periodo in cui avevamo cambiato molto e c'erano tante incognite. Ha avuto un ruolo attivo nel fare del nostro un progetto vincente".
Il colpo grosso del vostro mercato è stato Kleiza, reduce però da una stagione travagliata.
"Mi aspetto che giochi con grande desiderio di riscatto dopo un'annata particolare. Per esperienza, qualità e potenziale non si discute. Ora si sono create le condizioni ideali perché possa produrre una stagione da protagonista assoluto".
Marshon Brooks è un giocatore di grande talento, l'Nba l'ha giocata sul serio ma è alla prima esperienza europea. Cosa gli ha detto?
"Il consiglio per chi viene a giocare per la prima volta in Europa è sempre quello di evitare i confronti e cercare invece di adattarsi subito allo stile di gioco europeo. Non lo aiuterà dover competere subito ai massimi livelli, ma credo possa essere importante il sostegno che gli darà una squadra che per 7/12 è la stessa. Mi aspetto che lo aiuti ad attutire l'impatto".
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Il club ha resistito ad offerte importanti per Gentile, lui rinnovando ha deciso che sarebbe stato Milano il trampolino per l'America.

"Contratto e titolo di Mvp gli danno consapevolezza di percorrere la strada giusta per diventare a breve un protagonista assoluto del basket europeo al punto da poter spiccare il salto verso la Nba quando sarà il momento con un credito addirittura superiore a quello di cui gode attualmente".
Che campionato si aspetta?
"Conosco poco di tanti giocatori nuovi e questo non mi permette di capire se dentro il campionato si nascondono giocatori e squadre che possano essere davvero delle rivelazioni. Ma squadre di vertice come Sassari, Reggio Emilia e Venezia hanno realizzato colpi di mercato tali da aver gettato la maschera candidandosi come formazioni che senza dubbio partono per vincere trofei".
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