ROMA - Meo Sacchetti è l'allenatore più longevo della serie A di basket. Quella che si aprirà ad ottobre con la Supercoppa sarà la sesta stagione di fila sulla panchina della Dinamo Sassari. Una squadra presa in A2 e portata fino in Eurolega.
Ne avete fatta di strada in questi anni coach...
''Se mi guardo indietro vedo un progetto che era agli inizi e che ha dato frutti importanti. Presi la squadra in A2, restare qui è stata la scelta giusta. Ora ci aspetta l'ultimo passo''.
Vale a dire?
''E' cresciuta la società, è cresciuta la squadra, c'è stata continuità di risultati. Bisogna consolidarsi ad alto livello''.
Ripartire senza la leadership di Travis Diener e senza la certezza di Drake può essere un problema?
''E' finito un ciclo, questo è un nuovo inizio. Anche lo scorso anno avevamo cambiato tanto, lo sport è così, spesso devi ripartire da zero e ricominciare. Con gente nuova ma identica voglia di far bene. Abbiamo un gruppo nuovo su cui lavorare, farlo stare bene assieme è il primo obiettivo''.
L'ha sorpresa l'addio di Drake Diener?
''Drake resta un grande uomo e un grande giocatore. Forse ha capito che stava finendo un ciclo, credo sulla sua scelta abbia influito sicuramente la decisione di suo cugino Travis di lasciare il basket giocato. Per quanto fatto lo scorso campionato mi sarei aspettato di vederlo in un club di Eurolega, Reggio Emilia è comunque una piazza ambiziosa, che vive di basket, alla fine è caduto in piedi''.
Che Sassari sarà quella della prossima stagione?
''L'idea è di continuare a giocare il nostro basket in campo aperto avendo però maggiore fisicità. Ci siamo mossi sul mercato proprio con questo obiettivo, cercando di sopperire ad una mancanza che abbiamo pagato lo scorso anno soprattutto in Europa dove essere grossi è molto importante. Abbiamo scelto di non avere un centro dominante, pensiamo che Lawal possa darci quello che cerchiamo''.
Il prossimo sarà l'anno dell'Eurolega.
''Una soddisfazione enorme. Per la città, la società, i giocatori e anche per me che non l'ho mai fatta neanche da giocatore quando si chiamava Coppa Campioni, non esistevano licenze e ci giocava solo chi vinceva lo scudetto. Sorteggio positivo? Sulla carta è un girone in cui ce la possiamo giocare (Sassari è finita nel gruppo con Real Madrid. Efes Istanbul, Zalgiris Kaunas, Novgorod e la vincente del qualifyng round, ndr), poi però ci sono le partite da affrontare sul campo. Non bisogna snobbare nessuno e non possiamo farlo noi che siamo gli ultimi arrivati. Ogni avversario sarà una montagna da scalare, ma sarà una grande esperienza, toccheremo il top d'Europa''.
Non ci sono più i due Diener ma in compenso avete portato a Sassari giocatori in grado di accendere il pubblico come Dyson e Sosa.
''Dyson arriva da una grande stagione, a volte sembra che ha la moto sotto i piedi per quanto è veloce. E' un giocatore diverso da Travis, non ha la stessa lettura di gioco ma è più aggressivo, attacca il ferro e ha un ottimo tiro da tre. E anche Sosa è così, un giocatore esplosivo, dal grande talento. La cosa importante è non fare paragoni con il passato. Questo è un altro percorso''.
Gli altri volti nuovi?
''Sanders è un bell'animale, ha fisico, buon tiro, può giocare da ala piccola ma fare anche il 4. Lawal me lo aspettavo fisicamente meno grosso, può crescere tanto, è un rimbalzista d'attacco, ha energia, mano abbastanza dolce. Logan è l'esperienza, un giocatore che ha fatto l'Eurolega ad alti livelli, può essere il nostro leader. Todic è la sostanza, un intimidatore, un duro ma con buona tecnica. Brooks mi è sempre piaciuto, a Caserta è cresciuto tantissimo, ha fatto canestro con continuità, ha tutto per diventare un giocatore importante. E poi ci sono i nostri italiani, il segreto di questi anni, una garanzia fuori e dentro il campo. Mi aspetto molto, soprattutto da Tessitori che dopo due anni tribolati può diventare un fattore importante''.
Squadra nuova ma la parola d'ordine resta la stessa: divertire
''E' il nostro modo di intendere il basket e non lo cambiamo. E' un basket che ci ha permesso di avere il palazzetto sempre pieno, credo che al di là delle vittorie al nostro pubblico piace vederci giocare in questa maniera. E poi qualche soddisfazione ce la siamo tolta. Sappiamo che per arrivare e restare a certi livelli bisogna migliorare, ma non possiamo snaturare il nostro modo di essere da un momento all'altro".
Che campionato si aspetta?
''E' difficile dare giudizi sulla carta, le squadre vanno viste sul campo. Sul mercato diversi club hanno operato bene, penso a Venezia e alla stessa Reggio Emilia. Se c'è una squadra che mi incuriosisce è Caserta. Pozzecco? Ormai non è più una sorpresa, è un vero allenatore, Capo d'Orlando in serie A porta la sua firma. E già mi immagino le sue conferenze stampa...''.
Ne avete fatta di strada in questi anni coach...
''Se mi guardo indietro vedo un progetto che era agli inizi e che ha dato frutti importanti. Presi la squadra in A2, restare qui è stata la scelta giusta. Ora ci aspetta l'ultimo passo''.
Vale a dire?
''E' cresciuta la società, è cresciuta la squadra, c'è stata continuità di risultati. Bisogna consolidarsi ad alto livello''.
Ripartire senza la leadership di Travis Diener e senza la certezza di Drake può essere un problema?
''E' finito un ciclo, questo è un nuovo inizio. Anche lo scorso anno avevamo cambiato tanto, lo sport è così, spesso devi ripartire da zero e ricominciare. Con gente nuova ma identica voglia di far bene. Abbiamo un gruppo nuovo su cui lavorare, farlo stare bene assieme è il primo obiettivo''.
L'ha sorpresa l'addio di Drake Diener?
''Drake resta un grande uomo e un grande giocatore. Forse ha capito che stava finendo un ciclo, credo sulla sua scelta abbia influito sicuramente la decisione di suo cugino Travis di lasciare il basket giocato. Per quanto fatto lo scorso campionato mi sarei aspettato di vederlo in un club di Eurolega, Reggio Emilia è comunque una piazza ambiziosa, che vive di basket, alla fine è caduto in piedi''.
Che Sassari sarà quella della prossima stagione?
''L'idea è di continuare a giocare il nostro basket in campo aperto avendo però maggiore fisicità. Ci siamo mossi sul mercato proprio con questo obiettivo, cercando di sopperire ad una mancanza che abbiamo pagato lo scorso anno soprattutto in Europa dove essere grossi è molto importante. Abbiamo scelto di non avere un centro dominante, pensiamo che Lawal possa darci quello che cerchiamo''.
Il prossimo sarà l'anno dell'Eurolega.
''Una soddisfazione enorme. Per la città, la società, i giocatori e anche per me che non l'ho mai fatta neanche da giocatore quando si chiamava Coppa Campioni, non esistevano licenze e ci giocava solo chi vinceva lo scudetto. Sorteggio positivo? Sulla carta è un girone in cui ce la possiamo giocare (Sassari è finita nel gruppo con Real Madrid. Efes Istanbul, Zalgiris Kaunas, Novgorod e la vincente del qualifyng round, ndr), poi però ci sono le partite da affrontare sul campo. Non bisogna snobbare nessuno e non possiamo farlo noi che siamo gli ultimi arrivati. Ogni avversario sarà una montagna da scalare, ma sarà una grande esperienza, toccheremo il top d'Europa''.
Non ci sono più i due Diener ma in compenso avete portato a Sassari giocatori in grado di accendere il pubblico come Dyson e Sosa.
''Dyson arriva da una grande stagione, a volte sembra che ha la moto sotto i piedi per quanto è veloce. E' un giocatore diverso da Travis, non ha la stessa lettura di gioco ma è più aggressivo, attacca il ferro e ha un ottimo tiro da tre. E anche Sosa è così, un giocatore esplosivo, dal grande talento. La cosa importante è non fare paragoni con il passato. Questo è un altro percorso''.
Gli altri volti nuovi?
''Sanders è un bell'animale, ha fisico, buon tiro, può giocare da ala piccola ma fare anche il 4. Lawal me lo aspettavo fisicamente meno grosso, può crescere tanto, è un rimbalzista d'attacco, ha energia, mano abbastanza dolce. Logan è l'esperienza, un giocatore che ha fatto l'Eurolega ad alti livelli, può essere il nostro leader. Todic è la sostanza, un intimidatore, un duro ma con buona tecnica. Brooks mi è sempre piaciuto, a Caserta è cresciuto tantissimo, ha fatto canestro con continuità, ha tutto per diventare un giocatore importante. E poi ci sono i nostri italiani, il segreto di questi anni, una garanzia fuori e dentro il campo. Mi aspetto molto, soprattutto da Tessitori che dopo due anni tribolati può diventare un fattore importante''.
Squadra nuova ma la parola d'ordine resta la stessa: divertire
''E' il nostro modo di intendere il basket e non lo cambiamo. E' un basket che ci ha permesso di avere il palazzetto sempre pieno, credo che al di là delle vittorie al nostro pubblico piace vederci giocare in questa maniera. E poi qualche soddisfazione ce la siamo tolta. Sappiamo che per arrivare e restare a certi livelli bisogna migliorare, ma non possiamo snaturare il nostro modo di essere da un momento all'altro".
Che campionato si aspetta?
''E' difficile dare giudizi sulla carta, le squadre vanno viste sul campo. Sul mercato diversi club hanno operato bene, penso a Venezia e alla stessa Reggio Emilia. Se c'è una squadra che mi incuriosisce è Caserta. Pozzecco? Ormai non è più una sorpresa, è un vero allenatore, Capo d'Orlando in serie A porta la sua firma. E già mi immagino le sue conferenze stampa...''.