ROMA - Salito sul tetto del mondo, Marco Belinelli non vuole scendere più. Primo in molte cose da quando ha messo piede nell'università dei canestri (nell'oirdine: primo italiano a superare il primo turno play off quando vestiva la canotta dei Chicago Bulls, primo a vincere una prova all'All Star weekend, primo a qualificarsi per le Finals e soprattutto primo rappresentante del nostro paese a vincere il titolo), il Marco nazionale (che ci auguriamo di vedere protagonista in maglia azzurra al prossimo europeo) inizia il suo ottavo viaggio nel pianeta Nba. Lo fa vestendo i panni più nobili, quelli di campione in carica. Quando nella notte italiana tra martedì e mercoledì Adam Silver, Commissioner della lega più ricca e spettacolare del mondo (il nuovo accordo con le tv farà incassare 24 miliardi di dollari in nove anni), consegnerà ad ogni giocatore dei San Antonio Spurs l'anello di campione del mondo si chiuderà una bellissima storia e contemporaneamente si scriverà la prima pagina di un'avventura si spera ancora vincente.
Belinelli, si riparte. Con quale stato d'animo?
''Sto molto bene e sono carico per l'inizio della nuova stagione. I festeggiamenti ormai fanno parte del passato''.
A proposito di festeggiamenti. E' stato dal Presidente Napolitano, giurato a Miss Italia, ospite in tutte le tv. Ormai non passa più inosservato.
''Ma il momento più emozionante è stata la festa che hanno organizzato nel mio paese, San Giovanni in Persiceto. Casa è sempre casa''.
Tra i tanti complimenti ricevuti quale le ha fatto più piacere?
''I complimenti fanno sempre piacere, ma la soddisfazione più grande è stata zittire tutti quelli che non credevano in me".
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Quale immagine di gara 5 con Miami, quella che ha regalato il titolo a San Antonio, si porterà per sempre dentro?
''L'abbraccio con Tony Parker al termine della partita e quello che ci siamo detti. Poi i festeggiamenti nello spogliatoio con la squadra e le famiglie. Avere accanto i miei amici in quel momento è stato davvero il coronamento di un sogno. Il sigaro della vittoria, lo champagne. Emozioni che non si possono descrivere''.
Che giocatore è oggi Belinelli?
''Un giocatore consapevole, affamato e migliorato''.
Ci può dire dove conserverà l'anello?
''Lo terrò in un posto segreto''.
Cosa vi ha detto coach Popovich al primo allenamento della nuova stagione?
''E' stato contento di rivederci e di ricominciare il lavoro assieme con l'obbiettivo di migliorare giorno dopo giorno e cercare di vincere ancora''.
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Con quale spirito inizia la difesa del titolo?
''C'è grande carica, c'è voglia di ripetere e realizzare per la prima volta nella storia degli Spurs il back to back, cioè vincere per due anni consecutivi l'anello. E' la nostra nuova sfida''.
Squadra che vince non si cambia.
"Siamo gli stessi, un team vero, che ama giocare insieme a pallacanestro. Non ci serve altro. Se lo scorso anno abbiamo vinto è proprio perché siamo un grande gruppo. Con l'innesto di Ettore Messina e di Becky Hammon siamo ancora più competitivi. Sono felice che Ettore sia qui, lui sa come si fa a vincere".
Le prime tre squadre ad Est?
''Ne dico due. Cleveland per LeBron e altri talenti come Love e Irving. Chicago perché sono sempre una grande squadra soprattutto ora che è tornato Derrick Rose".
Ad Ovest invece?
''Vedo grande equilibrio, sono tante le squadre forti''.
Si sente un giocatore arrivato?
''No, per niente. Mi sento un giocatore che ha raggiunto un obiettivo. Ma per scrivere la storia serve altro. Io per primo mi aspetto sempre più da me stesso e da chi mi sta intorno. Nessuno potrà mai dire di avermi visto appagato. Se Duncan, Parker e Ginobili non si sentono appagati, come faccio a sentirmi così io?''.
Belinelli, si riparte. Con quale stato d'animo?
''Sto molto bene e sono carico per l'inizio della nuova stagione. I festeggiamenti ormai fanno parte del passato''.
A proposito di festeggiamenti. E' stato dal Presidente Napolitano, giurato a Miss Italia, ospite in tutte le tv. Ormai non passa più inosservato.
''Ma il momento più emozionante è stata la festa che hanno organizzato nel mio paese, San Giovanni in Persiceto. Casa è sempre casa''.
Tra i tanti complimenti ricevuti quale le ha fatto più piacere?
''I complimenti fanno sempre piacere, ma la soddisfazione più grande è stata zittire tutti quelli che non credevano in me".
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Quale immagine di gara 5 con Miami, quella che ha regalato il titolo a San Antonio, si porterà per sempre dentro?
''L'abbraccio con Tony Parker al termine della partita e quello che ci siamo detti. Poi i festeggiamenti nello spogliatoio con la squadra e le famiglie. Avere accanto i miei amici in quel momento è stato davvero il coronamento di un sogno. Il sigaro della vittoria, lo champagne. Emozioni che non si possono descrivere''.
Che giocatore è oggi Belinelli?
''Un giocatore consapevole, affamato e migliorato''.
Ci può dire dove conserverà l'anello?
''Lo terrò in un posto segreto''.
Cosa vi ha detto coach Popovich al primo allenamento della nuova stagione?
''E' stato contento di rivederci e di ricominciare il lavoro assieme con l'obbiettivo di migliorare giorno dopo giorno e cercare di vincere ancora''.
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Con quale spirito inizia la difesa del titolo?
''C'è grande carica, c'è voglia di ripetere e realizzare per la prima volta nella storia degli Spurs il back to back, cioè vincere per due anni consecutivi l'anello. E' la nostra nuova sfida''.
Squadra che vince non si cambia.
"Siamo gli stessi, un team vero, che ama giocare insieme a pallacanestro. Non ci serve altro. Se lo scorso anno abbiamo vinto è proprio perché siamo un grande gruppo. Con l'innesto di Ettore Messina e di Becky Hammon siamo ancora più competitivi. Sono felice che Ettore sia qui, lui sa come si fa a vincere".
Le prime tre squadre ad Est?
''Ne dico due. Cleveland per LeBron e altri talenti come Love e Irving. Chicago perché sono sempre una grande squadra soprattutto ora che è tornato Derrick Rose".
Ad Ovest invece?
''Vedo grande equilibrio, sono tante le squadre forti''.
Si sente un giocatore arrivato?
''No, per niente. Mi sento un giocatore che ha raggiunto un obiettivo. Ma per scrivere la storia serve altro. Io per primo mi aspetto sempre più da me stesso e da chi mi sta intorno. Nessuno potrà mai dire di avermi visto appagato. Se Duncan, Parker e Ginobili non si sentono appagati, come faccio a sentirmi così io?''.