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Basket Nba, Golden State vince anche a Dallas. Bryant, la notte del sorpasso a Jordan

I Warriors infilano il 15esimo successo consecutivo passando sul parquet dei Mavs. Fermo Gallinari, Denver cade con Houston. Portland ritrova il sorriso. A Kobe mancano 9 punti per superare MJ al terzo posto nella classifica dei marcatori all time

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DALLAS - Continua l'inarrestabile marcia dei Golden State Warriors (20-2) che si impongono per 105-98 all'American Airlines Center di Dallas sui Mavericks (17-8) centrando la 15esima vittoria di fila. La squadra di coach Steve Kerr parte subito fortissimo e alla fine del primo quarto è avanti di 21 punti sul 39-18 mettendo l'ipoteca sul match. Per la franchigia con il miglior record della lega solita prova eccellente da parte degli 'splash brothers', Stephen Curry (29 punti e 8 assist) e Klay Thompson (25 punti e 5 rimbalzi), oltre a un sempre più positivo Draymond Green a referto con 20 punti e 8 rimbalzi. I texani si arrendono malgrado il buon contributo di Dirk Nowitzki (23 punti e 8 rimbalzi) e Monta Ellis (24 punti e 5 assist).

Con Danilo Gallinari a riposo per una contusione al ginocchio destro i Denver Nuggets (10-13) cadono sul parquet del Toyota Center di Houston contro i Rockets (18-5) per 108-96. I texani sono trascinati da James Harden a referto con una tripla doppia da 24 punti, 10 rimbalzi e 10 assist e da un Dwight Howard dominante sotto i tabelloni, che al rientro firma una prestazione da 26 punti (9/11 dal campo) e 13 rimbalzi. Ottimo anche Donatas Motiejunas che realizza 25 punti. La franchigia del Colorado gioca un ottimo primo quarto chiuso avanti di 10 lunghezze sul 31-21 ma paga la serata negativa al tiro (solo 37%) e cede malgrado un Ty Lawson da 19 punti e 12 assist e un Darrell Arthur da 20 punti e 6 rimbalzi.

Soffrono più del previsto i Memphis Grizzlies (19-4) per avere ragione dei Philadelphia 76ers (2-21), piegati 120-115 dopo un tempo supplementare. La franchigia del Tennessee non gioca la solita difesa asfissiante e si salva grazie al talento di Mike Conley (36 punti e 9 assist) e Zach Randolph (24 punti e 11 rimbalzi). Ai Sixers non bastano la tripla doppia di Michael Carter Williams (16 punti, 11 rimbalzi e 11 assist) e i 24 punti Robert Covington.

Dopo due ko consecutivi tornano a vincere i Portland Trail Blazers (18-6) che passano 95-85 sul campo degli Indiana Pacers (7-17). Per la squadra dell'Oregon sugli scudi LaMarcus Aldridge (19 punti e 14 rimbalzi) e Damian Lillard (18 punti), mentre per i derelitti Pacers, giunti all'ottavo stop consecutivo, il miglior marcatore è CJ Watson a quota 23. I Milwaukee Bucks (12-12) sorprendono in casa i Los Angeles Clippers (16-7) battuti 111-106 al termine di un match molto tirato. Il team di coach Doc Rivers paga la serata negativa delle due stelle Chris Paul (10 punti con un modesto 5/15 al tiro e ben 6 palle perse) e Blake Griffin (10 punti con 4/12 dal campo) e non bastano i 26 punti di Matt Barnes e i 25 punti di JJ Redick. La franchigia dell'Illinois vola grazie a un Brandon Knight da 22 punti e 5 assist e un Giannis Antetokouonmpo da 20 punti e 5 rimbalzi.

BRYANT E IL SORPASSO A JORDAN -
Nove punti per entrare nella leggenda. Sono quelli che mancano a Kobe Bryant per superare il 'mito' Michael Jordan che con 32.292 è ancora il terzo miglior marcatore nella storia della Nba. Appuntamento questa notta a Minneapolis, dove i Los Angeles Lakers affrontano i Minnesota Timberwolves. "È un grande onore essere in questa posizione", ha detto Bryant in settimana. "Non riesco a credere di aver segnato così tanti punti, soprattutto pensando all'inizio della mia carriera, le partite saltate e cose cosi. È un grande onore. Non era qualcosa a cui pensavo quando ero bambino. Era vincere i campionati. Non ho mai dato grande attenzione ai numeri". Ma Bryant è ormai vicinissimo ad aggiungere un altro traguardo prestigioso ai suoi cinque anelli di campione Nba. Il 36enne Bryant avrebbe probabilmente superato Jordan già un anno fa, ma due infortuni importanti lo hanno limitato a giocare appena sei partite negli ultimi 18 mesi.

L'attuale coach dei Lakers Byron Scott era in campo al Madison Square Garden come compagno di squadra quando Bryant segnò il suo primo punto nella Nba nel 1996 e ora si appresta ad assistere dalla panchina all'ultima impresa di Kobe. "Dal mio punto di vista e conoscendo bene Kobe, so che ha un grande rispetto per MJ", ha detto Scott. "Probabilmente credo che Kobe sia l'unico che voglia lo sorpassi in una categoria statistica o per anelli vinti", ha aggiunto l'ex guardia dei Lakers riferendosi a Jordan. "Credo lo consideri tra i più grandi giocatori nella storia di questo campionato".

Una volta superato Jordan, solo l'ex centro dei Lakers Kareem Abdul-Jabbar con 38.387 punti e l'ex ala dei Jazz Karl Malone con 36.928 saranno davanti a Bryant nella classifica di tutti i tempi di miglior marcatore della Nba. La guardia dei Lakers è alla sua 19/a stagione da pro e non sa ancora se giocherà alla scadenza del suo attuale contratto il prossimo anno, il direttore generale dei Lakers Mitch Kupchak sospetta che Bryant possa decidere di ritirarsi. Superare Jordan per punti segnati in carriera sarebbe d'altronde il coronamento della sua straordinaria ascesa nell'Olimpo del basket da quando ha mosso i primi passi da ragazzino in Italia.
 
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