ROMA - Marco Belinelli, l'anno che ci ha appena salutato sportivamente parlando è stato anche il suo. Un italiano campione Nba, è entrato nella storia come meglio non poteva.
"È stato un anno da incorniciare. Ho centrato tutti gli obiettivi: prima volta all'All Star Weekend, vittoria della gara del tiro da 3 e vittoria del titolo NBA. Un ottimo punto di partenza per raggiungere i prossimi".
Se dovesse condensare questo anno in una frase?
"Vi ho zittiti e ho vinto".
In un momento?
"Se devo scegliere un momento dico dopo gara 5 con Miami, nello spogliatoio a festeggiare con team, famiglia e amici".
Sogni nel cassetto ne sono rimasti?
"Certo e sono anche tanti. Primo tra tutti vincere il secondo titolo con gli Spurs. Il back to back non è mai riuscito a San Antonio e voglio essere parte di un altro storico traguardo".
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Cosa chiede al 2015?
"Facile: ripetere il 2014 e migliorarlo, aggiungendo se possibile anche qualche soddisfazione con la Nazionale. Escludendo la parte sportiva, mi auguro che le persone a me care possano stare bene e di continuare ad essere un esempio positivo per i giovani che sognano di giocare a basket. Ho un bel progetto in mente che sto sviluppando che coinvolge le scuole. Sono convinto che se l'Italia vuole uscire dalla crisi deve puntare sui giovanissimi e sulle scuole e sullo sport. E' lì che si formano gli italiani del futuro".
Visto dall'America il nostro che paese è?
"E' casa. So che la crisi è dura. Ci sono tante persone che perdono il lavoro, che fanno fatica ad arrivare a fine mese. Tanti miei amici sono dovuti andare all'estero per trovare un lavoro. Mi dispiace e spero che la situazione migliori presto".
Poche ore prima di brindare al nuovo anno era in campo. La Nba è anche questo, un campionato che non conosce pause.
"Faccio il lavoro più bello del mondo, ciò che ho sempre desiderato fin da piccolo. E' dura la stagione, ci sono 82 partite più i playoff. Ma è la lega più importante del mondo, sfido chiunque a rinunciare per avere più vacanze. Anzi, credo che alcuni sportivi, veri appassionati NBA, farebbero a cambio con me volentieri".
Almeno il Natale è riuscito a trascorrerlo in famiglia?
"Il 24 mi hanno raggiunto a San Antonio mio fratello Umberto e alcuni amici. Abbiamo fatto la cena della vigilia a casa mia tutti insieme. Il 25 la sveglia è suonata presto perché giocavamo all'ora di pranzo, purtroppo non è andata benissimo, abbiamo perso contro Oklahoma. Dopo la partita siamo tornati tutti a casa, abbiamo pranzato ancora insieme e alle 21 sono partito con il resto della squadra per New Orleans".
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Toccato il punto più alto come si fa ad alzare ulteriormente l'asticella?
"Io ho vinto un solo anello. Sì è vero, è importante, ma il secondo sarebbe veramente magnifico. Fare il back to back qui a San Antonio: ecco dove è posizionata l'asticella ora".
Ha come compagni degli autentici fenomeni. Cosa ruberebbe a Parker?
"Di Tony mi piacerebbe avere il talento e la velocità".
A Duncan?
"I movimenti e l'intelligenza cestitica".
E a Ginobili?
"Il talento e la facilità di passaggi spettacolari".
Nell'eterno duello tra Jordan e Bryant lei a quale partito si iscrive?
"Non si possono paragonare due idoli come loro. Jordan per me rimane irraggiungibile nonostante la classifica dei realizzatori. MJ è il basket. E' una leggenda. Kobe è fortissimo, un vero campione. L'unico giocatore al quale io abbia mai chiesto la canotta, al mio primo anno da rookie".
Chi voterebbe come miglior giocatore europeo dell'anno?
"Boris Diaw senza alcun dubbio. Per la stagione con gli Spurs e per il Mondiale giocato con la Francia. Nessuno lo merita più di lui. Un giocatore fantastico".
Girarsi verso la panchina e trovare Messina al fianco di Popovich è una bella sicurezza.
"Avere un nuovo innesto come lui è stato il massimo per me. Mi aveva allenato ai tempi della Virtus, quando ero molto giovane e alle prime esperienze con palcoscenici importanti. E' un vincente, è molto preparato e soprattutto con lui posso parlare italiano. Un particolare da non sottovalutare".
Per gli altri italiani che giocano in America non è un momento felice.
"Gli infortuni di Bargnani (che ha giocato la sua prima gara della stagione, ma si è di nuovo infortunato, ndr) e Gallinari sono "sfiga" totale. Posso solo augurare loro di rientrare il prima possibile. A Datome invece dico di non mollare. Ma ogni esperienza è differente e tanto dipende dallo stato psicologico del giocatore".
Il bilancio di questa prima parte di stagione?
"Non positivo, ma abbiamo pagato tantissimi infortuni, compreso il mio. Dalle prime partite di questo 2015 dovremmo essere tutti finalmente al 100% e allora potremo giocare come sappiamo".
Finora che campionato è stato?
"Est e Ovest sono due campionati diversi nel vero senso della parola. A Ovest tutti i team sono da playoff. Ogni partita è durissima. A Est invece il livello è inferiore e ci sono squadre in seria difficoltà. La squadra che mi diverte di più? Golden State gioca davvero bene".
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Il 2015 è anche l'anno degli Europei. Il sorteggio per l'Italia non è stato proprio fortunato.
"Il girone è molto difficile, ma non importa. Prima o poi le devi incontrare tutte. Possiamo giocare un grande Europeo, dipenderà dalle condizioni in cui ci arriveremo a Berlino".
Obiettivo quindi?
"Non faccio pronostici. Posso solo dire che non ho mai giocato un'Olimpiade e vorrei tanto farlo".
"È stato un anno da incorniciare. Ho centrato tutti gli obiettivi: prima volta all'All Star Weekend, vittoria della gara del tiro da 3 e vittoria del titolo NBA. Un ottimo punto di partenza per raggiungere i prossimi".
Se dovesse condensare questo anno in una frase?
"Vi ho zittiti e ho vinto".
In un momento?
"Se devo scegliere un momento dico dopo gara 5 con Miami, nello spogliatoio a festeggiare con team, famiglia e amici".
Sogni nel cassetto ne sono rimasti?
"Certo e sono anche tanti. Primo tra tutti vincere il secondo titolo con gli Spurs. Il back to back non è mai riuscito a San Antonio e voglio essere parte di un altro storico traguardo".
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Cosa chiede al 2015?
"Facile: ripetere il 2014 e migliorarlo, aggiungendo se possibile anche qualche soddisfazione con la Nazionale. Escludendo la parte sportiva, mi auguro che le persone a me care possano stare bene e di continuare ad essere un esempio positivo per i giovani che sognano di giocare a basket. Ho un bel progetto in mente che sto sviluppando che coinvolge le scuole. Sono convinto che se l'Italia vuole uscire dalla crisi deve puntare sui giovanissimi e sulle scuole e sullo sport. E' lì che si formano gli italiani del futuro".
Visto dall'America il nostro che paese è?
"E' casa. So che la crisi è dura. Ci sono tante persone che perdono il lavoro, che fanno fatica ad arrivare a fine mese. Tanti miei amici sono dovuti andare all'estero per trovare un lavoro. Mi dispiace e spero che la situazione migliori presto".
Poche ore prima di brindare al nuovo anno era in campo. La Nba è anche questo, un campionato che non conosce pause.
"Faccio il lavoro più bello del mondo, ciò che ho sempre desiderato fin da piccolo. E' dura la stagione, ci sono 82 partite più i playoff. Ma è la lega più importante del mondo, sfido chiunque a rinunciare per avere più vacanze. Anzi, credo che alcuni sportivi, veri appassionati NBA, farebbero a cambio con me volentieri".
Almeno il Natale è riuscito a trascorrerlo in famiglia?
"Il 24 mi hanno raggiunto a San Antonio mio fratello Umberto e alcuni amici. Abbiamo fatto la cena della vigilia a casa mia tutti insieme. Il 25 la sveglia è suonata presto perché giocavamo all'ora di pranzo, purtroppo non è andata benissimo, abbiamo perso contro Oklahoma. Dopo la partita siamo tornati tutti a casa, abbiamo pranzato ancora insieme e alle 21 sono partito con il resto della squadra per New Orleans".
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Toccato il punto più alto come si fa ad alzare ulteriormente l'asticella?
"Io ho vinto un solo anello. Sì è vero, è importante, ma il secondo sarebbe veramente magnifico. Fare il back to back qui a San Antonio: ecco dove è posizionata l'asticella ora".
Ha come compagni degli autentici fenomeni. Cosa ruberebbe a Parker?
"Di Tony mi piacerebbe avere il talento e la velocità".
A Duncan?
"I movimenti e l'intelligenza cestitica".
E a Ginobili?
"Il talento e la facilità di passaggi spettacolari".
Nell'eterno duello tra Jordan e Bryant lei a quale partito si iscrive?
"Non si possono paragonare due idoli come loro. Jordan per me rimane irraggiungibile nonostante la classifica dei realizzatori. MJ è il basket. E' una leggenda. Kobe è fortissimo, un vero campione. L'unico giocatore al quale io abbia mai chiesto la canotta, al mio primo anno da rookie".
Chi voterebbe come miglior giocatore europeo dell'anno?
"Boris Diaw senza alcun dubbio. Per la stagione con gli Spurs e per il Mondiale giocato con la Francia. Nessuno lo merita più di lui. Un giocatore fantastico".
Girarsi verso la panchina e trovare Messina al fianco di Popovich è una bella sicurezza.
"Avere un nuovo innesto come lui è stato il massimo per me. Mi aveva allenato ai tempi della Virtus, quando ero molto giovane e alle prime esperienze con palcoscenici importanti. E' un vincente, è molto preparato e soprattutto con lui posso parlare italiano. Un particolare da non sottovalutare".
Per gli altri italiani che giocano in America non è un momento felice.
"Gli infortuni di Bargnani (che ha giocato la sua prima gara della stagione, ma si è di nuovo infortunato, ndr) e Gallinari sono "sfiga" totale. Posso solo augurare loro di rientrare il prima possibile. A Datome invece dico di non mollare. Ma ogni esperienza è differente e tanto dipende dallo stato psicologico del giocatore".
Il bilancio di questa prima parte di stagione?
"Non positivo, ma abbiamo pagato tantissimi infortuni, compreso il mio. Dalle prime partite di questo 2015 dovremmo essere tutti finalmente al 100% e allora potremo giocare come sappiamo".
Finora che campionato è stato?
"Est e Ovest sono due campionati diversi nel vero senso della parola. A Ovest tutti i team sono da playoff. Ogni partita è durissima. A Est invece il livello è inferiore e ci sono squadre in seria difficoltà. La squadra che mi diverte di più? Golden State gioca davvero bene".
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Il 2015 è anche l'anno degli Europei. Il sorteggio per l'Italia non è stato proprio fortunato.
"Il girone è molto difficile, ma non importa. Prima o poi le devi incontrare tutte. Possiamo giocare un grande Europeo, dipenderà dalle condizioni in cui ci arriveremo a Berlino".
Obiettivo quindi?
"Non faccio pronostici. Posso solo dire che non ho mai giocato un'Olimpiade e vorrei tanto farlo".