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Basket, Bologna si riscopre vincente. Valli: ''La chiarezza sta pagando''

Tre vittorie consecutive hanno spinto la Granarolo in zona play off, e senza il -2 la classifica sarebbe ancora più interessante. Parla il coach, virtussino doc: ''Ridare credibilità a questo club è l'obiettivo più importante''
di NICOLA APICELLA

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ROMA - Tolta Milano, nelle zone alte della classifica la squadra del momento è la Virtus Bologna. Tre vittorie consecutive hanno spinto la Granarolo in piena zona play off e senza il -2 la classifica sarebbe ancora più interessante per la squadra guidata da Giorgio Valli, 53 anni, virtussino doc, che sogna di far rivivere, seppur in tono minore, i fasti della squadra che dominò in Italia e in Europa negli anni '90 e nei primi del duemila.  
Coach Giorgio Valli, dopo la vittoria di Capo d'Orlando ha parlato di ''piccolo passo avanti''. Per arrivare dove?
"Per consolidare delle abitudini di gioco. Abbiamo fatto un passo avanti nella mentalità perché non era facile portare a casa i due punti da una trasferta molto delicata. Ma il passo avanti è stato anche tattico, in attacco andiamo sempre meglio".
A fine stagione sarà soddisfatto se...?
"Se riusciremo a salvarci. L'obiettivo non cambia, salvarsi il prima possibile e cercare di far fare esperienza ai nostri giovani, italiani e americani".
A guardare la crescita, le scelte fatte in estate si stanno rivelando indovinate.
"Per adesso siamo soddisfatti delle persone, nel senso che abbiamo trovato gente che ha voglia di stare in palestra e che lavora. L'obiettivo più centrato in assoluto è questo. A fine stagione tireremo le somme tecniche".
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Parla di salvezza, intanto siete in piena zona play off e senza la penalizzazione avreste già prenotato il treno per la Final Eight di coppa Italia.
"Quel -2 mi provoca incomprensione, il classico punto interrogativo sulla testa, come nei fumetti. Non capisco perché una sanzione amministrativa debba incidere su una classifica con altre 15 squadre. Ci sono costati la Final Eight, vero che avremmo incontrato Milano, la squadra più forte, però sarebbe stata una esperienza importante da fare per un gruppo così giovane".
E' una Virtus con una forte anima italiana. Quanto conta?
"Tanto, perché alla fine sono gli italiani ad avere le vere motivazioni. Non vogliono fare brutta figura in casa loro e soprattutto noi che cercheremo di attingere sempre più dal settore giovanile dovremo avere giocatori sempre più motivati".
Lei sulla vicenda italiani da che parte sta?
"Indietro, mi riferiscono a quando in squadra c'erano solo due stranieri, non si può tornare perché comunque parliamo di professionismo. Secondo me dobbiamo tornare ad investire nei settori giovanili e soprattutto mettere buoni allenatori nei settori giovanili. Quando c'erano, guarda caso, i giocatori venivano fuori".
Quando ha giocato grandi stagioni, Allan Ray aveva sempre lei in panchina. Come mai?
"A me piace molto parlare con gli americani, penso che bisogna farli sentire un po' come a casa loro. Avere l'approccio positivo come lo hanno loro aiuta a sintonizzarsi su quella che è la loro mentalità. Non ho mai avuto rapporti cattivi con gli americani proprio perché credo che se offro qualcosa a loro, loro possono dare tanto a me a livello di mentalità. Per questo motivo è nato un buon rapporto con Allan".
Sono finiti i tempi d'oro, non la passione. Cosa rende Bologna così speciale?
"Non lo so dire. Io sento il pubblico davvero molto vicino, la gente ha capito il nostro progetto, i nostri limiti e ha sposato la causa. Questo mi fa piacere perché spesso il pubblico di Bologna viene considerato un po' snob. Invece la gente ha apprezzato la chiarezza, poi la passione per la pallacanestro c'è sempre stata e rimarrà".
Quanto conta, per i successi sul campo, avere alle spalle una società che ha ritrovato una certa stabilità economica?
"E' importantissimo. Sono dell'idea che il 50% di questi risultati vadano ascritti alla scelta fatta dal club che ha delegato tutto a Crovetti facendo così chiarezza. La storia, quella della Virtus in particolare, ci dice che le società corte, dove c'è un leader tecnico e un leader dirigenziale, alla fine fanno ottimizzare lo sforzo tecnico".
Neanche un pensiero ai play off?
"No. So che qualche giocatore ha di questi sogni, l'importante è concretizzare il lavoro quotidiano in palestra nel miglioramento. A me interessa quello, poi dove arriviamo arriviamo".
Cos'è la Virtus oggi?
"La Virtus secondo me è riscoprire un modo di stare in palestra, di lavorare. Credo che a piccoli passi, faticosamente, ci stiamo riuscendo, dare di nuovo credibilità a questo club credo sia l'obiettivo più importante della stagione".
La sfida di Caserta di domenica che esame è?
"Sono tutti esami importanti. E' chiaro che andare a giocare contro una squadra che ne ha vinte tre di fila come noi non sarà facile. Siamo entrambe alla caccia del poker, speriamo di trovare la carta giusta''.
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