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Basket, Menetti fa ripartire Reggio Emilia: ''Non siamo quelli di Milano''

Il -50 incassato al Forum ha fatto rumore, la proprietà ha alzato la voce, il tecnico difende la squadra (ancora in emergenza, di nuovo fuori Silins) e promette il riscatto contro Avellino: ''Ma non si possono vedere solo fantasmi se c'è un momento di calo''

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ROMA - Un turno un po' particolare il numero 21 del campionato di serie A, il sesto del girone di ritorno. Una giornata che si apre questa sera con l'anticipo tra Brindisi e Cremona (20:30) e si completerà addirittura tra più di un mese (il 16 aprile) con il derby Cantù-Milano, posticipato per gli impegni europei delle due lombarde. Una giornata che fa i conti anche con un rinvio, quello di Pistoia (dove era attesa Trento), causato dal maltempo.
Il match più interessante si gioca a Venezia tra l'Umana rimasta da sola al secondo posto (a  -6 da Milano) e una Granarolo Bologna che ha inserito il turbo: cinque vittorie nelle ultime sei giornate, zona play off agganciata nonostante il  -2 in classifica e un entusiasmo in città come non si vedeva dai tempi d'oro.
Con Sassari ospite a Pesaro nel posticipo di lunedì, Caserta all'ultima o quasi chiamata salvezza con Capo d'Orlando (nell'Upea debutta Mcgee) e la sfida tra Varese e Roma che mette di fronte due squadre in un momento nerissimo (la prima ha perso le ultime cinque, la seconda nello stesso periodo ne ha vinta sola una), c'è curiosità per vedere come reagirà Reggio Emilia al -50 incassato domenica scorsa a Milano.
Il cazzotto è stato pesante, la proprietà ha alzato la voce, riprendere la marcia (al PalaBigi arriva Avellino) è l'imperativo. Anche se a Max Menetti non ne va una bene. Neanche il tempo di godersi il rientro di Darius Lavrinovic che è costretto a fermarsi nuovamente Silins, fuori almeno 15 giorni per un problema muscolare.
Menetti, la dea bendata proprio non vuole saperne di farsi un giretto dalle parti di Reggio Emilia.
"E' da inizio stagione che va avanti così, ormai ci ho fatto l'abitudine. Sia chiaro che non dobbiamo e non vogliamo che quello degli infortuni diventi un alibi, ma a lungo andare è una situazione che pesa".
Smaltita la delusione di Milano?
"Bisogna guardare avanti, l'unico modo per farlo è rispondere in una certa maniera sul campo''.
Ora che sono passati un po' di giorni, cosa è successo al Forum?
"E' stata una di quelle giornate in cui l'avversario non sbaglia nulla, ed è quello che ha fatto Milano, e tu non riesci a rispondere. Noi, che eravamo in una situazione di grande emergenza, purtroppo non abbiamo avuto la capacità di reagire".
Da cosa è dipeso?
"Eravamo partiti per andare a Milano e vincere e ci siamo trovati davanti una cosa totalmente inaspettata, dopo 15' abbiamo capito che l'unica cosa da fare era cercare di non prenderne quaranta. Non eravamo preparati, non avevamo un piano B".
Ha la sensazione che il gruppo non sia più unito?
"Assolutamente no. In ogni stagione ci sono momenti dove tutto gira bene, dove si è molto più coesi e altri in cui si è più sfilacciati. Probabilmente noi siamo in uno di questi momenti, ma non è un gruppo su cui ho dei dubbi. Potevo averne se l'andamento della stagione fosse stato diverso".
In effetti siete quarti in classifica, a due punti dal secondo posto.
"Il bilancio è più che positivo, siamo dove volevamo essere. Questa è una squadra che da inizio stagione convive con l'emergenza. Ci abbiamo sempre messo una pezza, ma non è facile cambiare continuamente modo di giocare. Se c'è un momento di calo non è che si possono vedere solo fantasmi. Le critiche non sono mai un problema quando sono costruttive".
Contro Avellino cosa si aspetta?
"Dobbiamo dimenticare la partita di Milano. E' un record negativo che ci porteremo dietro dopo le tante cose positive fatte negli ultimi quattro anni. Bisognerà ritrovare il giusto atteggiamento per dimostrare sotto l'aspetto della reazione che quella a Milano è stata solo una giornata no".
 
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